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Recensione: Single (Papà Single #1) di RJ Scott

 

Ancora abbattuto per l’abbandono da parte dell’uomo che credeva di amare, cosa farà Ash quando si trova da solo con la figlioletta appena nata?
Determinato a costruirsi una famiglia e a concludere il percorso di gravidanza surrogata che aveva cominciato insieme al suo ex, quando Ash porta a casa la neonata Mia si ripromette di diventare il miglior papà del mondo. Niente può distoglierlo dal suo dovere autoimposto, nemmeno l’improvviso e vivo interesse che sembra nutrire verso il nuovo vicino. Tra la sfida di resistere all’attrazione sempre più forte che lo trascina verso Sean e vecchie e dolorose dispute familiari, Ash dovrà imparare che l’amore è l’unica cosa che davvero conta.
Quando il medico del pronto soccorso Sean si trasferisce insieme ai suoi amici nella villetta accanto a quella di Ash, giovane padre single e molto sexy, l’amore lo investe con una forza tale da lasciarlo senza fiato. Insieme i due uomini trascorrono momenti impregnati di sensualità, ma Ash è chiaro fin dall’inizio: nel suo cuore non c’è spazio per nessuno tranne la figlia. Allora perché Sean sembra essere l’unico che riesce a vedere quanto in realtà l’uomo sia spaventato, e come farà a dimostrargli che il suo unico desiderio è che loro tre diventino una famiglia?

 

Fenici, questo è il primo libro della una nuova serie Papà single.
Ambientazione: San Diego ai giorni nostri.
In questo viene narrata la storia di Asher che, mentre ha una relazione con Darius, sente la necessità di formarsi una famiglia.
Inizia così le pratiche per la maternità surrogata e lui sarà il donatore del seme.
Per fortuna, perché il giorno in cui scoprono che la madre surrogata è incinta, la sua relazione finisce: Darius l’ha tradito e si è trasferito all’estero per lavoro.
Distrutto dal dolore, decide comunque di portare avanti il suo progetto.
Nasce Mia, una splendida bambina che gli ha da subito rubato il cuore, ma nello stesso tempo l’ha fatto cadere nella disperazione; riuscirà a essere un buon padre? Riuscirà a proteggere Mia dalle brutture del mondo?
Che tenero! Come si fa a non amare un uomo così?
Le prime tre settimane di vita di Mia, le trascorre a casa della sorella Sioban che, avendo già due figli, lo aiuterà nell’apprendere le basi per accudire un neonato.
Purtroppo i primi giorni che passa a casa sua, tutto solo con Mia, lo mettono di fronte a una verità incredibile: prendersi cura di un neonato da solo è sfiancante.
Si dorme poco, non si riesce a fare un pasto decente o a farsi una doccia più lunga di venti secondi.
CAVOLACCI di CAVOLACCIO.
Non si possono dire parolacce perché, diavolo, gli uomini non si accorgono di questo quando succede a una donna, invece se capita a loro è una tragedia? Sorvoliamo, questo argomento per me è un nervo scoperto.
Torniamo ad Asher, stanchissimo, affamato e con pochi vestiti puliti. In queste condizioni conosce i suoi nuovi vicini di casa.
In realtà Eric sbaglia porta una notte che rientra ubriaco dopo una giornata tragica al lavoro, è un pompiere.
È esilarante tutta la scena scritta da R.J. sull’incontro tra i due.
Mi sono vista sul portico a sbellicarmi dalle risate, poveri questi uomini che si credono il sesso forte!
Mi piace che li abbia descritti con le loro debolezze e vulnerabilità.
È proprio a causa dello sbaglio di Eric nell’aver bussato alla porta di casa di Asher che quest’ultimo e Sean si conoscono.
Sean è un medico del pronto soccorso e divide la casa, comprata da poco, con Eric e Leo che è un poliziotto.
I tre uomini sono legati da un’amicizia profonda che dura da quando sono bambini, amicizia che si riesce a sentire e a gustare.
Asher e Sean si sentono subito attratti l’uno dall’altro.
Riuscirà Asher a metter da parte le sue paure e insicurezze?
Sean sarà capace di far breccia nel muro che protegge il cuore di Asher?
Riuscirà con pazienza e dolcezza a farsi amare?
Mi intrigano molto i passaggi introspettivi dove vengono messe in luce le insicurezze dei personaggi e sono molto avvincenti i percorsi che la scrittrice fa seguire ai suoi personaggi.
Il libro è scritto molto bene, è dolce e tenero, scorrevole e anche divertente: la scrittura è pulita e comprensibile, priva di giri di parole o sottintesi che, personalmente, non apprezzo.
Fa parte di quei libri che uno dovrebbe sempre tenere, da prendere quando si ha bisogno di una lettura leggera.
Non vedo l’ora di poter leggere il prossimo libro della serie.
Buona lettura.

 

 

 

 

 

 

Claudia

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