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Recensione: “Sgambetto di donna” di Luigi David Gandolfo

 

Trama arancio

 

Una dominatrice professionista al culmine della sua carriera, un giovane creativo che si occupa d’intimo femminile in crisi d’ispirazione, una timida universitaria alla ricerca di visibilità tra i suoi colleghi emancipati, un ricco imprenditore milanese amante delle feste a sfondo sadomaso, un potente e perverso oligarca russo abilissimo giocatore di scacchi e segreto trafficante di donne. Sono i principali personaggi di una storia in cui l’atmosfera tipica del romanzo d’azione sfuma in quelle del thriller e del romanzo BDSM, e nella quale le vite dei protagonisti finiscono per intrecciarsi tra loro, mettendo in luce gli aspetti più intimi e segreti di ognuno, vizi e virtù insospettabili. Il racconto, inizialmente ambientato a Milano, vedrà spostarsi gli eventi in Russia e infine su un lussuoso yacht in crociera sul Mediterraneo, a bordo del quale, mentre segretamente si ordisce una congiura politica, i passeggeri assisteranno incuriositi a un particolarissimo spettacolo bondage.

Recensione arancio

Vi è mai capitato di leggere un libro, arrivare alla fine e pensare, non so se mi è piaciuto, ecco questa frase mi è uscita di bocca alla fine di “Sgambetto di donna”.

Non posso dire che sia brutto o scritto male (a parte qualche errorino), ma personalmente non mi ha entusiasmato. La trama con intreccio giallo/spionostico/erotico è ben intrecciata, Grigoriy è il cattivo per eccellenza e il Marini è un’ottima spalla di socio senza scrupoli ma anche senza palle.

Leggendo la trama pensavo fosse un erotico a sfondo BDSM, invece le scene erotiche sono solo accennate e le scene BDSM molto poche e con solo qualche frustata, più sottomissione che altro.Per contro leggendo il libro si nota che l’autore ha fatto ricerche approfondite sul mondo sommerso, ma alla fine non trasformate sulla carta, magari è stata una scelta voluta, ma così il romanzo ha perso.

I vari personaggi non trasmettono emozioni, avrei dovuto provare ansia, paura, eccitazione, rabbia come negli altri romanzi del genere che ho letto e ho adorato, dovevo rimanere incollata alle pagine per sapere cosa sarebbe successo a Serena, come La Valchiria si sarebbe tolta dai guai, o come Grigoriy torturava le vittime, quindi facendomelo odiare tanto o poco, e una volta finito sarei stata soddisfatta, arrabbiata oppure felice in attesa di un eventuale secondo libro… invece il nulla.

Con “Sgambetto di donna” sono rimasta lì a pensare cosa avrei dovuto scrivere, e non mi veniva in mente nulla, i personaggi non mi sono entrati sotto pelle, non entusiasmano se non Grigoriy, ma solo inizialmente, perché anche lui come cattivo non ha dato il meglio di sé.

Non accennerò alla trama per non fare spoiler, ma vorrei dire che in un prossimo romanzo vorrei più passione in tutti i campi, se uno è “cattivo” descrivi a fondo le sue nefandezze, non lasciarle intuire e lo stesso vale per il BDSM, ok termini vari e oggettistica, ma se assisti a uno spettacolo entri nel dettaglio, bisogna farlo vivere al lettore, far sì che possa costruire nella sua mente la scena in atto. Mi spiace essere cattiva con il voto, le premesse c’erano… ma non sono state ampliate.

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Recensione a cura di :

Tayla

Editing a cura di :

LadyLightmoon1

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