Da non perdere
Home / Telefilm & Film: Recensioni, Anteprime ,Spoiler, Gossip / Recensione Serie Tv: Whiskey Cavalier 1×1 – “Due agenti per una missione”

Recensione Serie Tv: Whiskey Cavalier 1×1 – “Due agenti per una missione”

 

 

Ci sono serie che scoprono lentamente le carte puntando sullo stupore degli spettatori, e altre, come questa, che decidono di iniziare con un poker d’assi al primo fotogramma.

 

Will Chase, nome in codice Whiskey Cavalier, è un agente dell’FBI, e facciamo la sua conoscenza a Parigi: in un disordinato appartamento pieno di cd sul pavimento e con un anello di fidanzamento sul tavolino del salotto, Will piange cantando insieme a Bonnie Tyler la celeberrima Total Eclypse of the earth.
Una chiamata da parte del suo capo interrompe il momento di malinconia, e l’agente prende il suo fucile dall’armadio.

 

 

Ci troviamo subito dopo nella più classica scena di azione, con Whiskey che deve recuperare la solita fialetta di ebola sottratta dal solito scienziato dal solito laboratorio segreto dei soliti Stati Uniti.
Anche qui poteva essere giocata in modo banale, invece l’agente speciale Ray rimane bloccato in auto dai tifosi a fine partita, e Will si ritrova da solo a gestire la minaccia.

Durante l’inseguimento humor e azione sono perfettamente bilanciati. Infatti quando il malvivente finisce a terra, Whiskey si ferma ad osservare commosso e intenerito la proposta di matrimonio di due estranei; la distrazione gli costa un proiettile al petto, ma fortunatamente indossava il kevlar.

 

 

In questo modo conosciamo sempre di più Will Chase, un uomo buono, empatico, di sani principi, inguaribile romantico dal cuore spezzato. Durante tutto l’episodio assistiamo a delicati flashback del suo passato con la splendida Gigi, che ricostruendo la storia rendono sempre più inspiegabile la loro separazione. Al colloquio col direttore scopriamo inoltre che il video della loro rottura, o meglio, di lei che rifiuta teatralmente la sua proposta di matrimonio, è diventato virale.

 

 

Dopo una ramanzina sull’emotività, viene data a Will una seconda occasione con l’assegnazione a un caso di grande rilevanza: la cattura di un hacker che ha violato i sistemi di CIA e FBI.
È all’inizio di questa missione che conosciamo l’agente della CIA Fiery Tribune, ossia Francesca “Frankie” Trowbridge: una donna bellissima, estremamente sagace, abile e soprattutto fredda.
I loro caratteri si scontrano e si contrappongono continuamente mentre si sottraggono ripetutamente l’un l’altra il prigioniero in una interessante danza tra commedia e spy story.

 

 

Immancabile, il momento in cui sono costretti a unire le forze per uscirne vivi. Il prigioniero rivela che i dati sottratti contengono le informazioni relative a una cospirazione proprio all’interno delle Agenzie, e non sapendo di chi fidarsi non ha potuto consegnarle a nessuno; ora però si fida di Whiskey. Quando Frankie viene ferita si rifugiano a casa del collega e amico di Will, Ray Prince, e mentre si prendono cura della sua ferita accade l’inimmaginabile.
Gigi.

Gigi ha lasciato Will per il suo migliore amico.
Classica scazzottata, volano parole grosse e all’improvviso entra il direttore che si dirige immediatamente dal prigioniero, Edgar, legato in cucina. Dopo poche parole capiamo che proprio il capo dei due agenti dell’FBI fa parte della cospirazione, e in una folle scena con tanto di assorbente interno esplosivo, giuro, viene accoltellato a morte da Will.

Ci spostiamo negli uffici dell’FBI. A Whiskey Cavalier e Fiery Tribune viene imposto di lavorare insieme e viene assegnata loro una squadra composta dalle tre persone che nel corso di questo pilot li hanno aiutati: la profiler Susan Sampson, l’ex prigioniero ora analista Ray Prince e l’agente della CIA Jai Datta.

 

 

Che dire… La serie promette veramente bene. Avevo iniziato la visione credendo di trovarmi davanti l’ennesimo maschio alpha e la solita donna superpower privi di spessore, e invece sono due personaggi dalla psicologia ben delineata e assolutamente non banale.
Sono sempre felice di vedere brevi siparietti comici, battute salaci e sorrisi complici, soprattutto quando servono a stemperare l’eccesso di quell’azione inevitabile quando parliamo di telefilm di genere spionistico.

In questo pilot c’è stato un ottimo bilanciamento tra tensione e leggerezza, che ha reso la visione estremamente godibile e mi ha lasciato il desiderio di continuare a seguire le avventure di questa serie.
Concludo con una speranza: che non venga rovinata dalla trita attrazione tra i protagonisti. Ne abbiamo avuta a sufficienza in X-Files, Castle, Bones e in generale qualsiasi telefilm abbia visto collaborare un uomo e una donna. Siamo meglio di così.

 

 

 

AstreaLux

Avatar
x

Check Also

Under the surface

Recensione Serie Tv: Station 19 – 2×09 – “I Fought the Law”

Complimenti agli sceneggiatori di questa serie TV, che in nessun momento cade ...