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Recensione serie TV: “When They See Us” – Stagione Completa-

 

Cast Principale:

Asante Blackk: Kevin Richardson; Justin Cunningham: Kevin Richardson da adulto; Caleel Harris: Antron McCray; Jovan Adepo: Antron McCray da adulto; Ethan Herisse: Yusef Salaam; Chris Chalk: Yusef Salaam da adulto; Jharrel Jerome: Korey Wise; Marquis Rodriguez: Raymond Santana; Freddy Miyares: Raymond Santana da adulto.

Miniserie in 4 puntate che dovete assolutamente vedere, la trovate sulla piattaforma Netflix dove è stata inserita il 31 maggio 2019. La HBO ci ha raccontato la storia di Chernobyl, Netlflix invece ha voluto raccontarci la storia vera di cinque ragazzi (quattro di colore e uno ispanico), che nel 1989 vennero ingiustamente accusati dello stupro e dell’aggressione di una giovane donna che stava facendo jogging a Central Park. La storia infatti viene ricordata come il “Caso della Jogger di Central Park”.
I “cinque ragazzi di Central Park” sono: Kevin Richardson, Antron McCray, Yusef Salaam, Raymond Santana e Korey Wise. Riguardo alla loro triste storia posso solo dire che si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato, di sicuro il colore della pelle non ha giovato: è sempre più facile puntare il dito sull’uomo nero e cattivo che stupra la donna bianca, come se nel mondo gli uomini bianchi invece fossero dei santi! Tutti possono essere dei mostri senza morale, indipendentemente dal sesso o dal colore della pelle. Ma succede sempre così ed è una storia vecchia come il mondo.

Tutti loro hanno scontato la propria pena, ma la sorte peggiore, secondo me, è toccata a Korey Wise che all’epoca aveva sedici anni e quindi è stato sbattuto direttamente in carcere, tra gli adulti.
Mentre scrivo ripenso alla loro storia e agli episodi che ho visto e piango di rabbia e tristezza. Se ora sono liberi è perché nel 2002 il vero colpevole è stato catturato grazie alla prova del DNA; e guardate un po’ non era nero! Furono scagionati e vennero ritirate le accuse di violenza sessuale. Ora sono uomini liberi ma chi ridarà loro gli anni che hanno perso per colpa di stronzi, razzisti burocrati che hanno spinto dei giovani a confessare un crimine mai commesso? Avevano dei sogni, una vita da vivere, ma li hanno strappati alle loro famiglie e li hanno resi dei mostri, privandoli della loro giovinezza e innocenza.
Quello che rende tutto più vomitevole è ciò che fece Donald Trump, all’epoca dei fatti acquistò una pagina del Daily News dove fece scrivere che i cinque ragazzi meritavano la pena di morte. Pur sapendo la verità non si è mai scusato, anzi ancora oggi insiste sulla loro colpevolezza. Ci vuole davvero un ego smisurato per non riuscire a chiedere scusa e non capire di aver sbagliato.La serie è riuscita a rendere perfettamente questa storia, raccontandoci in maniera realistica e cruda come quella fatidica sera del 19 aprile 1989 si siano spezzate molte vite: quella di Trisha Meili, che brutalmente aggredita, rimase in coma per dodici giorni, lottando tra la vita e la morte e quella di cinque ragazzi innocenti.
Ci viene mostrata la caccia all’uomo: tutti ragazzi di colore vennero portati in centrale, per testimoniare e fornire informazioni, tra questi i cinque di “Central Park” che finirono per vivere un calvario. Immaginate di vedere dei ragazzini che prima erano al sicuro in casa a parlare di partite, di scuola, di ragazze, che si trovano ad essere prelevati in strada da agenti della polizia e finiscono per essere accusati di un crimine di cui non sanno niente. I poliziotti volevano chiudere in fretta il caso così spinsero i giovani ad accusarsi a vicenda. La loro falsa testimonianza verrà usata al processo che li condannerà tutti. L’accusa presenta prove inconsistenti, indizi che non hanno validità e testimonianze contrastanti per fare di cinque innocenti il capro espiatorio per un crimine contro una donna bianca. Il crimine e la giustizia non dovrebbero mai avere un colore. E mi rammarico nel dire che purtroppo, la legge non è uguale per tutti.
Nelle quattro puntate vediamo i volti di questi ragazzi spaventati che sperano nella giustizia, ma verranno traditi da un sistema che avrebbe dovuto proteggerli. Korey Wise sarà l’unico a vivere questa tremenda ingiustizia completamente solo, a differenza degli altri quattro che si troveranno a scontare la loro pena insieme. La solitudine per me è anche peggio della morte e Wise l’ha vissuta e noi con lui guardando la sua storia. Gli attori sono stati tutti bravissimi ma chi mi ha colpita ed emozionata di più è stato proprio quello che ha interpretato Korey Wise. Durante gli episodi ci viene mostrato come questi ragazzi abbiano trovato la forza proprio grazie all’appoggio delle loro famiglie, che non li hanno mai abbandonati e al legame profondo che si è creato tra loro: una storia così lacera l’anima ma se la condividi con qualcuno, forse il fardello può essere meno pesante.
Vi consiglio di vedere questa serie perché è una storia che merita di essere conosciuta. È una storia di ingiustizia, di perdita e rinascita, restarne indifferenti significa essere senza cuore e anima. Nel mondo ne succedono continuamente e ciò che mi fa rabbrividire è che non cambia mai nulla. Non riusciamo a imparare niente dagli errori commessi in passato, anzi peggioriamo sempre di più. E con questo mio presagio funesto vi lascio alle vostre riflessioni. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate anche voi.

 

Fulvia Elia

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