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Recensione serie Tv: “Vikings” stagione 5 episodi da 15 a 17

“Vikings” stagione 5 episodi da 15 a 17

"Vikings" stagione 5 episodi da 15 a 17

A new God, tredicesimo episodio della seconda parte della stagione di Vikings, ci porta in Inghilterra da re Alfred, che scopre che il vescovo Heahmund ha commesso una strage. Nel momento del confronto, il vescovo utilizza come scusa il fatto che alcuni sediziosi tramassero per spodestare il re, cosa non vera. In realtà Heahmund ha ucciso quelle persone solo perché erano a conoscenza della sua storia con Lagaertha. Re Alfred decide comunque di credergli e gli ridà la carica che aveva, prima che fosse rapito da Ivar.

Nel frattempo, in città oltre alla sposa di Alfred, arriva Magnus che cerca il supporto di Bjorn spacciandosi ancora una volta come figlio di Ragnar. Ubbe e Torvi invece si approcciano al cristianesimo e decidono di farsi battezzare; nella loro scelta, gioca un ruolo anche la connotazione politica dell’alleanza con re Alfred.

Re Hard arriva a York e si allea con Jarl, con l’intenzione di dichiarare guerra ad Alfred. Nel frattempo, Ivar a Kathegat decide di professarsi come un nuovo Dio, visto che è riuscito a mettere incinta Fredys senza neanche avere un rapporto con lei. Floki in Islanda, insieme al suo gruppo sembra aver seppellito l’ascia di guerra.

Nel quattordicesimo episodio The lost moment le cose iniziano a complicarsi, i conflitti nel gruppo di Floki riprendono e qualcuno ne farà le spese. Ivar, invece, per festeggiare la sua consacrazione compie un sacrificio, offrendo agli Dei una donna che spaccia per Lagaertha. Hvitserk assiste a tutte le follie del fratello e per un attimo teme che volessero fare di lui la vittima sacrificale ma, nonostante tutto, continua imperterrito a rimanere accanto al fratello storpio.

Harald e Jarl arrivati in Inghilterra, prima di dichiarare guerra cercano un compromesso grazie ai loro vecchi compagni vichinghi, ma ben presto scopriranno di essere stati fregati.

L’episodio successivo Hell ci porta sul campo di battaglia, dove si scontrano i vichinghi e gli inglesi, tra i vari scontri una delle vittime sarà proprio il vescovo Heahmund ucciso dalla moglie di Jarl, che verrà poi catturata da Bjorn. Lagaertha, dopo la caduta dell’amato, scompare senza lasciare traccia, vani sono i tentativi del suo gruppo di ritrovarla. Harald è costretto alla ritirata per salvare più vite possibili.

A Kathegat Ivar procede con la sua auto-celebrazione come Dio e fa erigere una statua in suo nome, mentre Hvitserk sembra sempre più frustrato della situazione, ma non può fare altro che starsene al suo posto sperando di non scatenare l’ira fraterna.

In Inghilterra, dopo la guerra, Alfred deve fare i conti con la dura verità rivelata da Judith, ovvero che tra i suoi sudditi i traditori sono guidati dal fratello Aethelred.

Il sedicesimo episodio The Buddha, parte dalle le vicende di quello passato e le ricerche di Lagaertha risultano ancora vane. Bjorn visto come stanno andando le cose, decide di non voler più rimanere in Inghilterra, nonostante ora le terre che erano state promesse a Ragnar siano veramente in mano ai suoi figli, per dirigersi da re Harald con lo scopo di affrontare Ivar e spodestarlo.

Sull’onda della pazzia di Ivar, Hvitserk trova rifugio in una nuova religione, oltre che in una nuova donna, il buddismo. Mentre Judith per salvare il suo amato Alfred, decide di sacrificare Aethelred per un bene superiore e lo avvelena, anche Floki è alle prese con scelte difficili: dovrà dividere il gruppo con cui vive, per evitare che ci siano altre vittime oltre quelle già avvenute.

Nel diciassettesimo episodio The most terrible thing vediamo Bjorn e Harald prepararsi per un attacco a sorpresa ad Ivar, che allo stesso tempo caccia Hvitserk da Kathegat.

Re Alfred dopo la malattia, fa la tremenda scoperta della morte del fratello, ancora più terribile sarà sapere come in realtà sono andate le cose e quindi quello che ha fatto Judith.

 

Questi episodi, che mi hanno accompagnato durante le vacanze di Natale, hanno dato un tocco macabro all’atmosfera gioiosa che mi circondava.

Purtroppo devo ammettere che questa parte della stagione non mi sta piacendo per niente. Ho apprezzato poche cose, tra le quali: l’addio di Bjorn a Ubbe, una scena di straziante intensità, per quanto fosse carica di emozioni. Davvero, sentire Ubbe dire che Bjorn resterà per sempre il suo eroe, nonostante tutto, mi ha commosso.

Non mi sono dispiaciute le scene con la nuova arrivata, che è praticamente la nuova moglie di Bjorn, se non fosse che ha una sottospecie di flirt con re Harald che mi fa preoccupare, non vorrei facesse il doppio gioco. A parte questo, le ultime scene soprattutto nel diciassettesimo episodio, hanno portato un po’ di romanticismo e devo dire che ho apprezzato molto, insieme ad esse, anche il fatto che Bjorn abbia ribadito di essere il figlio prediletto di Ragnar; lì, proprio… un colpo al cuore.

Molto bello anche l’approccio di Hvitserk al buddismo, è stata una ventata di aria fresca in quel di Kathegat. Mi è piaciuta anche la sua nuova fiamma, anche se è apparsa poco. In parallelo anche Ubbe, a mio avviso, ha portato qualcosa di buono, ovvero la sua amicizia con re Alfred, che mi ha riportato indietro di quattro stagioni ai tempi di Ragnar e del padre di Alfred.

E ora, ahimè, veniamo agli aspetti negativi che sono molti.

Come prima cosa, non posso non dire che l’uscita di scena di Heahmund sia stata troppo forzata. Non mi è piaciuta per nulla, mi è sembrata frettolosa e inutile. Insomma, dopo tutto l’importanza data al personaggio, farlo finire così è stato di cattivo gusto. Mi collego a questo per dire che l’uscita delle scene di Lagaertha per me non ha nessun senso, a questo punto della trama.

Tra le cose brutte vanno messe anche le storyline di Floki e d Ivar.

Quella di Floki, mi dispiace dirlo, ma è come un film dell’orrore, neanche ne Il trono di spade ci sono così tante morti, non è normale! In tutto ciò continuo a sperare che Floki torni ad essere quello di un tempo, ma che, soprattutto, torni a fianco dei figli di Ragnar, in particolare a Bjorn.

Ivar… beh è Ivar. Che sia pazzo lo sapevamo già, ma credo che anche alla pazzia ci sia un limite! Non mi è piaciuto come ha trattato Hvitserk e tutte quelle cose legate ad essere un Dio, continuano a farmi storcere il naso tuttora. Devo dire però che sono curiosa di sapere cosa succederà con il bambino che sta per nascere, ma in primis: cosa succederebbe se sapesse che il figlio non è suo?!

In mezzo alle cose belle e/o brutte devo collocare anche quella, anzi quella, che mi è stata più indifferente di tutti. Judith che uccide Aethelred.

Non fraintendetemi, quelle scene sono cariche sia di emozioni di ogni genere sia di azione, ma, almeno secondo me, sono anche scontate, si sapeva che sarebbe finita così.

Dopo questa serie di puntate spero ne inizieranno di più decenti e/o più ricche di avvenimenti di un certo spessore.

Lostris

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