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Recensione Serie Tv: Una serie di sfortunati eventi: SECONDA STAGIONE

 

Serie disponibile dal 30 Marzo 2018 su Netflix

Tutti noi vorremmo che il tempo dell’attesa venga ripagato così. Di cosa sto parlando? Della (non più) nuova serie targata Netflix “Una Serie di Sfortunati Eventi” romanzi firmati Lemony Snicket pseudonimo di Daniel Handler.

Quando vorremmo che una serie tv enfatizza i libri, abbiamo pochi nomi da cui prendere spunto, ma questa serie è una dei migliori.

È arrivata alla sua seconda stagione (La mia recensione sulla Prima Stagione QUI) di cui veramente c’è poco da lamentarsi.

Ricordiamo che la storia segue gli Orfani BoudelarieViolet, Klaus e Sunny e i loro inutili modi di scappare dal Conte Olaf, uomo crudele che vuole mettere le mani sulla loro eredità.

Ma non solo!

Gli Orfani si ritroveranno, ancora una volta, a doversi confrontare con una società fatta male. Nella prima stagione è stato fortemente sentito e provato la fuga dal Conte, ma questa volta a dare colore e toni più caldi – se volessimo chiamarli così – sono i personaggi new entry nel cast che spingono i protagonisti verso una nuova avventura: quella di trovare i loro amici e quindi sfidare il Conte.

Questa volta capiamo anche un po’ di storia sull’organizzazione segreta che cerca di aiutare dei bambini e di cui abbiamo sempre sentito parlare, e sull’utilizzo del cannocchiale. Scopriamo interessanti dettagli sul passato, su questa Beatrice che il narratore Lemony ama nonostante sia morta tragicamente.

A partire dai primi episodi ne “L’Atroce Accademia” i Boudelaire fanno la conoscenza di Duncan e Isadora Pantano ( i due trigemini sopravvissuti all’incendio che ha ucciso i genitori e il fratello gemello Quigley , intravisti per pochi minuti nella prima stagione) .

Tra di loro, i ragazzi hanno in comune un cannocchiale rotto e un incendio come tragica storia che porta a chiedersi se esiste un collegamento, confermato dalla foto ricordo di Violet sui suoi genitori in compagnia di (si crede) amici tra cui, appunto i Pantano. I nuovi amici fin dall’inizio cercano di aiutare, ma arriveranno poi a essere catturati dal Conte Olaf (al momento ricercato dalle autorità) e porterà i Boudelaire a essere trasferiti da un nuovo tutore Jerome Squalor nel “Ascensore Ansiogeno” dove i bambini continueranno le ricerche per ritrovare i loro amici.

Olaf è li al loro arrivo e si scopre che la moglie di Jerome, Esmé è in realtà un’attrice pazzamente innamorata del suo insegnante che è per l’appunto il Conte, con cui collabora e progetta insieme di portare i bambini fuori città tramite un oggetto di un’asta in città. Il passato di Esmé inoltre sembra essere collegato a Beatrice e a una famosa zuccheriera per la quale si è arrivati anche ad uccidere.

Ma non escludo che il suo valore possa essere nettamente simbolico!

I Boudelaire raccontano la verità, ma nonostante tutto, Jerome è troppo spaventato per aiutarli, perciò arriva il prossimo trasferimento a “VFD” nel “Il Vile Villaggio” un luogo piccolissimo in cui tutta la comunità ha deciso di adottare i ragazzi. Infatti, tutti i cittadini saranno tutori, e i ragazzi si ritrovano davanti leggi e persone del tutto fuori di testa.  Grazie a Hector il tuttofare, che in gran segreto sta costruendo una casa mobile ad aria calda per fuggire da li, i Boudelaire progettano un piano per fuggire dopo aver ritrovato i Pantano, ma a causa del Conte Olaf, Violet, Sunny e Klaus rinunciano pur di mettere in salvo i loro amici, costretti a fuggire da soli su un camion dei pompieri.

A VFD accadono parecchie cose, la più brutta è la morte di Jacques Snicket fratello del narratore Lemony, che ci dispiace non aver conosciuto meglio, e aver goduto di lui per poche scene. Con la sua morte, fatta credere essere del Conte Olaf, tutto il mondo crede nella morte dell’uomo ricercato. Mentre la più importante è Jacques che manda Olivia da Madame Lulu un’associata del conte per trovare prima di tutti la zuccheriera.

I Boudelaire in fuga (e ricercati come assassini) da VFD senza il Signor Poe, si dirigono all’Ospedale di Heimlich nell’“Ostile Ospedale”. I bambini si recano all’archivio generale, che oltre a quelli medici, tiene conservato tutti i casi del territorio di ogni genere. Guadagnatosi rapidamente la fiducia del gestore Hal, i bambini durante il giro tra gli scaffali scoprono l’arrivo di una bobina etichettata Snicket contenente il video di un processo segreto, in cui si svela che uno dei genitori Boudelaire sia sopravvissuto all’incendio.

Purtroppo l’arrivo del Conte alla ricerca dei ragazzi, di Esmé alla ricerca della zuccheriera, scatena una serie di eventi che causano infine l’incendio dell’ospedale, nel quale Olaf scopre del video e del misterioso segreto; e qualcuno invece salva la zuccheriera.

E si arriva all’ultima sequenza della stagione dove vediamo i Boudelaire nascosti nel bagagliaio della macchina del Conte Olaf ignaro, arrivare da Madame Lulu nel “Il Carosello Carnivoro”. L’aspetto circense e i suoi personaggi che vengono definiti anormali sono un’interessante sviluppo e finale alla storia che si conclude con un cliffhanger.

La serie è un chiaro invito alla cultura e alla conoscenza in generale attraverso gli stessi dialoghi e giochi di parole rappresentati da tre comuni bambini, come a dire che nel mondo vi è tutta la conoscenza che vogliamo.

Inoltre non manca il susseguirsi di scene ricche di travestimento in cui ogni volta è nascosto più di quanto si dice. In questa serie i personaggi hanno il compito solo ed escluso di raccontare come in ogni atto a teatro una storia che alla base e agli inizi vede l’organizzazione VF e il susseguirsi degli eventi causati dallo scisma che ha fatto di questa organizzazione due gruppi: chi spegne e chi accende gli incendi, che a cuor di logica, presentano anch’essi un valore simbolico. Gli stessi indizi come il libro, la zuccheriera, il cannocchiale, appunti, codici segreti hanno il compito di tener segreto e svelare qualcosa allo stesso tempo.  I personaggi non crescono e non cambiano, perché in realtà non sappiamo mai chi e come sono davvero. I bambini devono affrontare situazioni e persone arroganti, e ignoranti con la logica, con il sapere della sopravvivenza, il tutto spiegato prontamente dal narratore Lemony, che ricordiamo oltre a narratore, lui è anche un personaggio della sua stessa storia.

Sempre apprezzato è il dettaglio della ambientazioni, i riferimenti letterari, tutto sempre mantenuto su un tono rigido e scuro, tranne nel Vile Villaggio in cui i toni si riscaldano in base a come si vuole dare e togliere speranza a questi poveri sfortunati ragazzi.  Come con la prima stagione, ogni libro è rappresentato da un doppio episodio, uno in più quest’anno rispetto alla precedente e alla prossima stagione. Sì, perché Netflix ha già confermato la terza e ultima stagione per questa serie, che porrà fine alla storia di Lemony Snicket in corrispondenza dei libri; confermando di non voler continuare un sequel scritto e inventato per il gusto di continuare.

 

Recensione a cura di:

 

Editing a cura di:

 

 

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