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Recensione Serie Tv: The Good Fight – 4×6 – “The gang offends everyone”

Progetto grafico a cura di Francesca Poggi

Io gliel’avevo detto alla Fenice Capo:

Fammi recensire Peppa Pig che è facile e io sono bionda! (voce stridula)

E invece niente, lei mi ha detto No cara mia, ti cucchi questo casino di The Good Fight e te la fai anche piacere! (voce dall’oltretomba)

Capitemi, questo è maltrattamento di recensore.

Frank Landau, del Comitato Democratico, chiede a Boseman di candidarsi alle presidenziali del 2024. Perchè? Sostanzialmente perchè è nero, alto e intelligente, sicuro di sé e ha un perfetto background per attirare gli elettori di colore. Non deve neanche vincere, solo pilotare i loro voti.

Giustamente questa proposta gli viene fatta proprio nei giorni in cui in aula sta “combattendo” un’atleta transessuale: la sua cliente, infatti, è stata estromessa dalla squadra olimpica e sembra che ciò sia stato fatto per favorire la controparte. Impossibile vincere la causa senza attaccare pesantemente le caratteristiche fisiche dell’altra atleta, a partire dai genitali maschili e dalla carica di testosterone, e questo porta molti dipendenti dello studio a contestare Adrian come transfobico.

Intanto Diane, Julius, Jay e Marissa tendono un agguato al “visitatore”, l’uomo in grado di entrare in qualsiasi ufficio governativo, tribunale e camere private dei giudici compresi, senza destare il minimo sospetto. L’uomo non sembra preoccupato di esser stato scoperto, ma durante la sua fuga i nostri scoprono molto di più: una donna, stenografa del tribunale stava pedinando lo stesso uomo, e la sua casa è una miniera d’oro. Ci sono i documenti cartacei di tutti i procedimenti “scomparsi” e non solo, è riuscita a ricostruire una sorta di cronologia storica del memo 618. La chiave è il Dipartimento di Giustizia.

Insomma, un bel casino, e stavolta la dannata canzoncina di spiegazione non mi è stata di aiuto perchè… beh, era pallosa e mi sono distratta.

Il caso di Adrian era contorto e interessante, anche se la componente politica lo ha un po’ appiattito, il vero punto focale dell’episodio erano le vicende di Lucca: la sua Birkin, la paura di aver speso soldi che non possiede e l’intervento di Bianca (e David Lee) per farle avere quanto le spetta dalla vincita a poker. Fresco, divertente.

È questo l’aspetto che spesso viene sacrificato in favore della politica e delle trame più complesse; ci stiamo perdendo Marissa, stiamo dimenticando Jay e perfino Lucca, che ha un figlio praticamente invisibile da un uomo (adorabile) che era procuratore nella prima e seconda stagione, poi è andato a Washington a fare politica. Così.

Tante chiacchiere, tante complicazioni, qualche novità. Spero la cosa si faccia presto più avvincente (e meno incasinata o dovrò tingermi i capelli!)

Serena Oro

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