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Recensione serie Tv: “The English Game”-Stagione Completa-

English Game

Progetto grafico a cura di Eve

Cast:

Edward Holcroft: Arthur Kinnaird

Kevin Guthrie: Fergus “Fergie” Suter

Charlotte Hope: Margaret Alma Kinnaird

Niamh Walsh: Martha Almond

Craig Parkinson: James Walsh

James Harkness: Jimmy Love

 

In questo periodo di quarantena oltre a cucinare come se non ci fosse un domani (che Cracco levati proprio!), pulire posti della casa che neanche sapevamo esistessero (saremo i prossimi protagonisti del programma “Malati di pulito”!), oltre alle faccende, un buon modo per rilassarsi a parte la lettura, può essere quello di iscriversi a tutte le piattaforme streaming che sono a disposizione, per guardare serie tv e film fino alla fusione dei nostri neuroni.

Netflix dal 20 marzo ci ha deliziato con l’uscita della nuova fatica del nostro amato Julian Fellows; per chi non lo conoscesse è il papà di Downton Abbey.

Questa miniserie, che conta 6 episodi, ci porta in Gran Bretagna precisamente nel 1879, raccontandoci le origini del gioco più amato in tutto il mondo: il calcio.

Ho amato “The English Game”, perché la storia, ispirata a fatti reali, è raccontata con maestria, ma soprattutto sono i personaggi con le loro vicende e i loro sogni a essere il cuore e l’anima pulsante di questa miniserie, che vi giuro vi porterà indietro nel tempo a tifare con passione, come se stessimo anche noi su quel campo.

Per un momento fate finta che io sia Alberto Angela e immergiamoci nel passato.

Il calcio nasce a Londra verso la metà dell’800, grazie a un gruppo di ex studenti di università prestigiose come Eton, che stabiliscono le regole di un nuovo gioco dove si “scontreranno” due squadre composte da undici giocatori e solo al portiere sarà concesso di toccare la palla con le mani, gli altri useranno piedi, vietati sgambetti o placcaggi. Tutti coloro che accetteranno queste regole entreranno nella Football Association, creando la prima competizione nazionale la FA Cup.

Il calcio in principio era visto solo come un gioco per gentleman, tuttavia proprio per la semplicità delle sue regole questo finirà per attirare anche la classe operaia, che inizierà a competere contro la ricca borghesia.

I due protagonisti sono: Arthur Kinnaird, ricco uomo d’affari che gioca per amore e passione nella squadra Old Etonians e Fergus Suter, un povero tagliapietre di Glasgow, che farà fortuna proprio con il calcio…Cristiano Ronaldo, Pelè, Maradona e tutti i giocatori che oggi sono super pagati dovrebbero ringraziare il signor Suter, che è stato il primo giocatore nella storia a essere pagato, trasformando il gioco del calcio in una professione; per l’epoca era un modo per i poveri che avevano talento di avere la loro rivincita.

La storia inizia proprio con l’incontro sul campo di questi due uomini che cambieranno per sempre la storia del calcio, senza sapere che lo avrebbero reso famoso e amato in tutto il mondo.

Fergus e il suo amico Jimmy Love vengono pagati per entrare nella squadra di Darwen e fare in modo che questa possa vincere la FA Cup, battendo i ricconi che hanno dato vita al gioco.

Ovviamente all’epoca era vietato pagare i giocatori, ma con finti lavori si cercava di aggirare il sistema. Fergus per aiutare economicamente la madre e le sorelle salvandole dal padre violento, passerà dal Darwen alla squadra del Blackburn, riuscendo ad arrivare in finale contro la squadra degli Old Etonians. Per il Blackburn non sarà facile poter giocare, proprio perché i ricchi non possono concepire che si possa essere pagati per un’attività di svago; sarà Fergus, con l’aiuto di Arthur, a far cambiare le obsolete regole. Nell’ultimo episodio mi sono sentita una vera tifosa; da una parte avrei voluto vedere la vittoria di Arthur, un uomo buono, gentile, che con il suo animo aiuta concretamente la classe operaia; dall’altra c’è Fergus con il suo sogno, di stringere la coppa non solo per sé stesso ma per la sua famiglia e la comunità.

Sarà che sono molto emotiva, ma questa serie mi ha molto coinvolto, ho riso e pianto. Arthur e Fergus sono l’esempio di come una passione, un sogno se coltivati con amore e in questo caso sportività, possono cambiare la vita di molti.

Julian Fellows non parla solo di calcio, ma anche della lotta tra classi e delle donne. I personaggi di Alma e Martha sono magnifici, due donne diverse ma per molti aspetti simili, entrambe forti e coraggiose non avranno timore di esprimere le loro idee.

Vi consiglio caldamente di vedere questa serie, non ve ne pentirete, Julian Fellows riesce a raccontare storie di persone reali o immaginarie vissute in un’epoca lontana ma che finiscono per essere attuali e vicine a noi.

Guardate questa serie e ditemi se anche voi come me avete gioito quando Fergus ha stretto in mano quella coppa.

Fulvia Elia

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