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Recensione Serie Tv: “The Boys” stagione 1

The Boys

Stanchi dei supereroi, Fenici?

Indigestione da personaggi troppo perfetti per essere veri?

The Boys fa al caso vostro, perché qui i Super sono persone orribili.

Lontano dagli insegnamenti dello zio Ben di Peter Parker, qui da grandi poteri derivano grandi guadagni: reality show, ruoli da protagonista, biografie e un merchandise infinito.

Perché, diciamocelo, se i Super esistessero davvero, sarebbero delle star mondiali.

La nostra storia inizia quando il mondo crolla addosso al povero Hughie: sta parlando con la sua fidanzata, quando questa viene spazzata letteralmente via da A-Train, il SuperEroe col potere della velocità. Hughie si trova coperto di sangue e si guarda attorno confuso finché vede che sta ancora stringendo le mani di Robin, ormai solo dei moncherini staccati dal corpo disintegrato della ragazza.

La Vought, società che gestisce i Super, gli offre immediatamente un risarcimento, a patto che firmi un accordo di riservatezza, ma lui rifiuta indignato.

Il suo rifiuto viene notato da Butcher, un uomo che ha un conto in sospeso coi Super e intende trovare le prove per denunciarli e distruggere il loro potere: coinvolge Hughie, gli “antisuper” Frenchie ed M.L. in una complessa operazione supportata in segreto anche dalla CIA.

La Vought vuole inserire i Super nelle forze armate per aumentare a dismisura popolarità e introiti, e per farlo deve far passare la proposta al senato: Patriota, il capo dei 7 ed eroe più potente del pianeta, è l’immagine stessa di questo programma.

Peccato che sia anche un pazzo sociopatico.

Ed ecco la vera forza di questa serie: i Super non hanno semplici debolezze, certo, c’è il fondamentalista cristiano che fa orge gay in un club segreto, ma il punto focale di tutta la storia è l’impunibilità di queste persone. La loro onnipotenza li fa sentire in diritto di comportarsi in modo non solo immorale, ma anche criminale: per sventare reati compiono omicidi gratuiti e ignorano completamente i civili che vengono feriti o peggio, uccisi, durante l’azione.

Non intendo scrivere spoiler su come procede la storia, però sappiate che non c’è nulla di scontato o di prevedibile.

Abbiamo una storia solida, raccontata in modo preciso e profondo, che, pur in soli 8 episodi, riesce a darci un ritratto coerente ed estremamente ampio di ogni personaggio, anche del più marginale. Un po’ di sesso, parecchia volgarità e tanto, tantissimo “gore” la rendono molto più adulta di come potrebbe sembrare.

Ho sempre pensato che a fare “il buono” sono tutti capaci, e anche stavolta sono felice di trovare un cattivo che viene portato sullo schermo con una maestria fenomenale: il Patriota di Antony Starr fa venire letteralmente i brividi. Basta un sorriso per capire che sta per morire qualcuno.

Una serie assolutamente da vedere, nonostante il finale fastidiosamente inconcludente.

DarkSide

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