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Recensione Serie Tv: The 100 – 5×11 “The Dark Year”

 

La nostra Snow White ci parla dell’episodio più controverso della stagione “The Dark Year”

The Dark Year

 

Al di là dei pochi fortunati che sono andati al Comic-con di San Diego e hanno potuto vedere in anteprima questo episodio, noi “non eletti” abbiamo dovuto attendere ma, alla fine, ce l’abbiamo fatta.

Questo episodio è stato emotivamente impegnativo, ma finalmente alcune delle domande che ci frullavano per la testa da ormai 10 episodi hanno avuto una risposta.

E quindi …3 … 2 … 1 … Buon Anno!

Scherzo ovviamente! Partiamo con la recensione di quello che credo sia stato l’episodio più atteso della stagione, il cui titolo già parla da solo: “L’anno oscuro”.

La scorsa puntata ci aveva lasciati con i Wonkru senza alcuna scelta se non seguire Octavia alla conquista dell’unico lembo di terra ancora vivibile, con Clarke e Madi che soccorrono Abby, e Murphy, Shaw, Emori, Raven ed Echo nascosti in una grotta per sfuggire agli uomini di McCreary; insieme a loro, anche Kane e Diyoza.

I rifugiati della grotta realizzano che non ci sarà scampo per i Wonkru in quanto McStronzo ha trovato il diario della Seal, con tutti i suoi appunti per difendere la valle e i relativi punti deboli, motivo per cui Echo contatta Bellamy per avvertirlo, ma non c’è alcuna possibilità di tornare indietro: se non li uccidesse la guerra lo farebbe la fame, visto che Octavia ha distrutto il laboratorio/serra.

Clarke si trova invece al capezzale della madre: realizzata la situazione, cerca di aiutarla, ma il tempo scorre e McStronzo gli ha concesso solo 24 ore per rimetterla in piedi e poter curare tutti gli infetti del campo.

Grazie all’aiuto della dottoressa che la guida passo passo, Clarke le somministra un farmaco che dovrebbe aiutarla a disintossicarsi velocemente. È proprio questo il punto in cui l’episodio ci trasporta direttamente all’inizio dell’anno oscuro.

Durante i momenti di delirio, Abby ha dei flashback relativi a quanto accaduto e, mentre racconta a Clarke e Madi la storia, noi restiamo in silenzio insieme a loro.

La narrazione è breve: a causa di un fungo le piante dell’Hydropharm stanno morendo, ci vorrà almeno un anno prima che le cose tornino a funzionare, e il rischio di perire nel frattempo di inedia, diventa ben presto realtà.

Ma la nostra Doc sembra aver trovato la soluzione: servono proteine per sopravvivere, e la carne umana ne contiene in quantità industriali, quindi cosa c’è da pensare? Il cannibalismo in fondo ha i suoi risvolti positivi.

Sì, come no!

Ovviamente la reazione immediata è un no deciso, ma l’alternativa è decisamente peggiore e la scelta non si pone.

Unico problema? Come procurarsi i corpi di cui nutrirsi e, soprattutto, come convincere tutti ad accettare la cosa?

Non mi sbilancerò sul come e sul modo in cui tutto questo prenderà vita, vi lascerò guardare l’episodio e farvi una vostra idea, vi parlerò invece di cosa ho provato io.

Era scontato quello che era accaduto, lo sapevamo da mesi, l’unica cosa che non sapevamo era il come e il quando.

Come sempre questa serie riesce a portarti agli estremi, a farti riflettere su cosa gli esseri umani siano capaci di fare per sopravvivere, perché è facile fare i moralisti quando te ne stai sul divano con snack e bibite, ma cosa saresti disposto a fare in circostanze completamente avverse?

Sono state scene intense, forti e terribilmente tristi.

Come sempre, è stata Octavia a caricarsi del peso più grande, certo alla luce di questo episodio mi spiace averla infamata per il suo atteggiamento da capo insensibile e dittatore brutale.

Oggi capisco che tutto questo è solo una maschera, il suo atteggiamento serve solo a proteggerla dalle ripercussioni di quanto accaduto in quell’orribile e devastante anno.

Anche le pillole di Abby adesso assumono tutta un’altra sfumatura: sembrava incredibile che l’irreprensibile dottoressa che avevamo conosciuto all’inizio, fosse caduta nel tunnel della droga ma ora è chiaro che, a differenza di Octavia che ha continuato a combattere e uccidere per cercare di oscurare il senso di colpa e il dolore, lei ha trovato conforto nell’oblio degli stupefacenti.

Non voglio dilungarmi troppo a lungo su questo tema; è stato giusto? No!

Era necessario? Si!

La situazione è stata gestita al meglio? NO!

Ma mentre Octavia cercava a modo suo di impedire ai suoi di morire, per un attimo abbiamo intravisto la ragazzina dei primi episodi, pistola in pugno, lacrime agli occhi, quasi a implorare di non farle fare quello che invece doveva: è stato lì che il suo cuore si è frantumato, è stato lì che la Bloodreina ha preso vita.

Riesco a biasimarla? No!

Torniamo a Clarke che tenta disperatamente di rimettere in piedi la madre mentre, impotente, ascolta il racconto di questa immane tragedia; anche Madi ascolta e quello che ha da dire dopo, mi fa capire che al momento l’unica che capisce come stanno realmente le cose è proprio lei!

Non è un segreto che questa divisione forzata dei nostri in questa stagione non mi sia mai piaciuta, al momento sembra che ci sia già una guerra prima che inizi quella vera, tutti contro tutti e tutti contro Octavia.

Imperdonabile il voltafaccia di Kane, che si allea con Diyoza per tornare da McStronzo, spiegando di sapere come fermare i Wonkru.

Non ci posso credere che quell’uomo che ho odiato all’inizio della serie, ma che poi ho iniziato ad apprezzare, sia diventato un tale cieco bigotto: come si permette di definire O. il diavolo, una persona da fermare in ogni modo? Non si ricorda più quando ha condannato a morte 300 persone? Ma certo, lui doveva farlo, doveva salvare il suo popolo.

Il punto è proprio questo, che anche lei sta cercando di salvare il proprio, portandoli nell’unico posto in cui avranno la possibilità di sopravvivere, in una sorta di redenzione.

Madi d’altro canto sembra essere l’unica savia al momento, non si trattiene dall’esprimere il suo parere a Clarke: per lei è sbagliato che si sia alleata con McCreary, voltando le spalle a Octavia, visto che in fondo, come le fa notare, lei non è molto diversa, dato che per salvare il suo popolo non ha esitato a uccidere centinaia di persone a Mount Weather.

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra” assume decisamente altri connotati.

Ma non ci sono solo cose brutte, alcune sono state molto carine da vedere, come il tanto agognato avvicinamento tra Raven e Shaw: considerando che la nostra genietta ha fatto del maiunagioa il suo motto, non mi aspetto fiori d’arancio a breve, ma … tengo le dita incrociate.

Qui vi saluto: lo so, penso sia la recensione più corta mai fatta, ma seriamente questo è un episodio da guardare e da vivere e non da leggere, quindi ci vediamo la prossima settimana con la prima parte del finale di stagione.

 

 

Snow White

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