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Recensione Serie TV: Teen Wolf 6×20 Finale di Stagione THE WOLVES OF WAR

Il ventesimo e ultimissimo episodio si apre in un modo un po’ strano, quasi come in un sogno, con Scott che sale in sella alla sua motocicletta e Chris Argent che con il suo suv gli fa strada alla ricerca di un giovane licantropo di sedici anni, inseguito dai cacciatori.

A seguito di questo e della sigla, la puntata riprende dal finale della diciannovesima puntata: Deucalion colpito da una raffica di proiettili cade a terra e tutti gli altri si nascondono. Quando uno dei cacciatori sta per colpire Scott però, arriva Stiles con la sua gip che investe l’aggressore; insieme a lui c’è Derek, che aiuta il branco ad avere la meglio sui cacciatori.

Mentre Deucalion esala le ultime parole e respiri, Gerard manda un messaggio ai componenti del gruppo che si trovano con Stiles in quel momento. Il gruppo è quindi costretto a velocizzare i tempi e a cercare un piano per sconfiggere sia Gerard che l’Anuki-tie.

Liam, Corey, Mason, Melissa e Nolah sono bloccati in ospedale quando i cacciatori fanno irruzione con l’intento di ucciderli. Nel frattempo, Theo viene avvertito da Scott e si dirige in ospedale, salvando per un pelo Liam. I due amici-nemici affronteranno i cacciatori insieme e avranno la meglio anche se con qualche aiutino da parte degli altri componenti del branco che si trovano all’interno dell’edificio.

Jackson riesce a liberarsi, quando s’imbatte in Stiles e Lydia; i tre cercheranno sia Ethan che l’arma per sconfiggere l’Anuki-Tie, che si trova nell’armeria di Gerard.

A scuola, invece, Peter viene pietrificato dal nemico. Stessa sorte avranno prima Malia e poi Derek; con l’arrivo degli altri nell’edificio scolastico, anche Jackson ed Ethan subiranno lo stesso destino.

Scott, invece, si scontrerà in prima persona con l’Anuki-te e pur di non guardarlo si ferirà gli occhi, divenendo così cieco. Quando sembra che tutto stia per capitolare, Styles arriva in soccorso del compagno e sconfigge il nemico, che si trasforma in una statua, liberando così quelli che aveva lui stesso imprigionato.

Tutti coloro che sono stati pietrificati in precedenza riprendono vita, proprio nel momento in cui Moonroe vuole approfittarne per ucciderli.

In Ospedale, a farne le spese, sarà il compagno di scuola di Liam e Nolah che verrà ucciso dai cacciatori. Gerard dopo una breve e violenta riunione di famiglia con Chris e Kate, verrà ucciso una volta per tutte da quest’ultima.

Tutto è bene quel che finisce bene, alcuni cacciatori sono riusciti a scappare e sono proprio quelli che vediamo inseguire il giovane a inizio puntata. Scott, dopo un breve resoconto sulla sua vita, invita il ragazzino ad unirsi al suo branco.

E questo è il finale di tutta la serie. Dopo quasi sette anni, il ventesimo episodio di questa sesta stagione chiude definitivamente la vita di Teen Wolf.

La premessa che precede ogni finale penso sia quella che non tutto va come deve andare, bisogna sempre aspettarsi l’impossibile, che non sempre i finali possano portare delle risposte e soprattutto non possono piacere a tutti.

Ebbene, questo è un altro finale che a me non è piaciuto per niente.

Quest’anno è stato l’ultimo per un sacco di serie tv e tutte, a loro modo, hanno un finale diverso, ma personalmente questo di Teen Wolf si aggiunge alla lista di quelli che mi sono piaciuti meno –lista iniziata con Lost che anni orsono mi ha distrutto- e che mi lascia interdetta.

Avevo altamente sopravvalutato questo episodio finale e mi dispiace dirlo, ma è così, e so che magari molte persone non saranno d’accordo con me.

Non mi ero immaginata un finale da favola con matrimoni e arcobaleni dappertutto, ma…neanche così. Tenterò però di essere il più oggettiva possibile.

A parte la grafica a inizio episodio che è davvero oscena, tutto l’episodio è percorso dai vari personaggi che corrono a destra e sinistra, fino a quando Stiles non sconfigge il cattivo con la polvere che serve per tenere le creature sovrannaturali lontane…e dopo questa decina di episodi, dire che rimani interdetta è poco, sul serio bastava una polverina a sconfiggere quel coso?! Stiamo scherzando?! Quindi ribadisco ancora una volta che la trama di questa ultima parte di stagione poteva essere strutturata mille volte meglio. Aldilà di questo, perché i giochi sono oramai fatti, non può mancare la figura di Scott, ancora una volta, come eroe della situazione che si sacrifica per gli altri.

Scott, secondo me, come personaggio ha raggiunto la crescita massima nella quinta stagione, non è un personaggio che in questa ha subito grandi trasformazioni e, forse, è giusto così, visto che comunque come protagonista gli è stato fatto di tutto e di più. Lo stesso vale per Lydia, che è stata messa da parte, ci sono state meno scene che riguardano lei e i suoi poteri, cosa che è in parte corretta e ha senso, ma visto che i ‘piccoletti’ erano stati introdotti qualche stagione fa, toccava a loro portare avanti quello che è stato costruito dai personaggi principali, diciamo così. L’unica cosa che mi dispiace per Lydia è che il suo rapporto di Bashee con Parrish (il Mastino Infernale) che più volte in passato mi aveva incuriosito, sia stato accantonato, come Parrish.

Parrish era una creatura molto promettente e nuova che ha portato una piega diversa a molte cose per poi dissolversi; e anche qui, non so bene come interpretarla questa scelta di lasciare da parte un personaggio che forse non ha fatto neanche in tempo ad evolversi.

Bando alle ciance, sto divagando troppo sui personaggi che hanno ‘perso’ qualcosa piuttosto che su quelli che hanno mostrato il contrario.

Primo tra tutti, signori e signori, facciamo un applauso e anche una statua a Theo Raeken (Cody Christian). Da cattivo si è trasformato in uno dei buoni e ha saputo riscattarsi. La sua crescita personale in questo finale è più che evidente nella scena in cui toglie il dolore al ragazzo che sta morendo. Una delle poche scene che mi hanno lasciato senza fiato, non solo perché Cody è bellissimo, ma perché è a quel punto in cui dici ‘Oh, finalmente!’ Si è mostrato per quello che è, ha saputo aver fiducia negli altri che poi lo hanno ricambiato, ha combattuto per quello che è il suo vero branco, quello che l’ha accolto davvero; ti riempie il cuore vedere che ‘giustizia’ è stata fatta.

Al secondo posto niente di meno che Liam, che alla pari di Theo, o forse anche prima, ha un percorso piuttosto difficile che quasi in questa stagione sembrava svanire per farlo tornare alle origini. Menomale che questo l’hanno evitato. Legato sempre a Liam, mi è dispiaciuto non vedere molto il suo rapporto di Beta con Scott, che è stato citato più volte da Gerard, ma mai messo in evidenzia in questi episodi. Lo stesso vale per Hayden che non è comparsa neanche per sbaglio in tutta questa stagione, neppure nel finale e, voglio dire, è anche lei uno dei Beta di Scott…

Malia… Malia, uno dei miei personaggi preferiti, in questa stagione non ha fatto granché, a parte rotolarsi con Scott, rapporto ovviamente più maturo da diversi punti di vista, ma che è molto superficiale; nemmeno nel finale viene ampliata la cosa. Cioè, okay, non fatemi vedere il loro matrimonio, ma boh… un bambino o qualsiasi cosa che possa farmi capire se è stata una storia d’amore con una specie di lieto fine. No, neanche questo hanno fatto. In più vorrei dire, Malia è una Hale e con l’arrivo di Derek mi aspettavo qualcosa tra di loro, una presentazione, una qualsiasi cosa. Insomma, sono cugini e non si dicono neanche ‘ciao’?! Come del resto il suo rapporto con Peter è lasciato alla deriva: quando l’uomo viene trasformato in pietra, succede perché sente la voce della figlia chiamarlo ‘papà’ e …un cavolo di abbraccio quando hanno sconfitto i cattivi poteva farglielo dare. Assolutamente no, nessuna pietà per Malia a cui non è stato concesso neanche di aprire bocca.

Alla fine del tutto, quello che vorrei dire è che sono tante le cose che potevano essere migliorate o addirittura fatte, ma non basterebbero 5000 parole per farlo e vorrei spendere invece qualche parola per dire semplicemente: grazie. Grazie per le emozioni che in tutti questi anni ci hanno portato a continuare a seguire Teen Wolf, per molti come per la sottoscritta. Questa serie tv è stata una parte della mia adolescenza e con la sua conclusione si va a chiudere un ciclo che ha visto crescere noi spettatori e anche gli attori. Insomma, chi non si ricorda della prima volta che ha visto Dylan O’Brien sullo schermo? A vederlo ora, uomo, sembra sia passato davvero un secolo e questo vale anche per gli altri personaggi. Il finale ha portato anche un po’ ironia: il coach che prende a mazzate un cacciatore è esilarante e serve un po’ a sdrammatizzare quelle che sono le lacrime dovute ad una malinconia che fa parte di ogni finale, soprattutto quando non tutti i personaggi ce l’hanno fatta ad arrivare alla fine.

QUI trovate la lista degli episodi precedenti con le relative recensioni

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Gaia

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