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Recensione Serie Tv: Star Trek Picard – 1×05 – “Stardust City Rev (Cronache di Stardust City)”

Progetto grafico a cura di Teresa

Eccoci arrivati alla quinta puntata della serie, nuova di zecca, di un franchising, quello di Star Trek, dalla lunga vita e prosperità, citando il famoso Spock.

Ricordo che la storia è ambientata anni dopo gli avvenimenti narrati nel film Star Trek Nemesis, dopo l’esplosione dell’astronave romulana Scimitar, l’ammiraglio Jean-Luc Picard è in pensione forzata e vive in una splendida tenuta vinicola in Francia, questo finché non trova una nuova ragione per combattere in prima linea, dopo la delusione che gli è stata inferta dalla Flotta Stellare.

In questa puntata l’azione sembra decollare, dopo un’accurata costruzione della scena e dei personaggi che è stata fatta nei primi episodi.

Nel finale della scorsa volta abbiamo visto l’apparizione di un personaggio della saga molto amato, la ex borg Sette di Nove, della serie Vojager.

Sette di Nove non aveva mai interagito prima col capitano Picard, come invece è accaduto con altri personaggi delle altre serie (tanto per citarne uno, lo straordinario Capitano James T. Kirk che, pur essendo appartenente a una linea temporale antecedente, si incontra col capitano Jean-Luc Picard nel film cinematografico Generazioni, in cui fanno il cambio di staffetta).

Sette di Nove appartiene alla stessa linea temporale, ma non aveva interagito prima perché, come tutti i trekker sanno, era dispersa nel Quadrante Delta insieme all’astronave Vojager, che dà il titolo alla serie.

La sua comparsa è un buon asso nella manica, perché è uno dei personaggi più affascinanti della saga, non solo perché all’epoca fosse una ragazza fisicamente splendida che non lasciava indifferenti i fan maschili (e ancor oggi è una bella donna), ma perché il suo ruolo stesso la poneva in uno stato di affascinante mistero. Un’umana, riconvertita dai Borg da bambina, con impianti all’interno del proprio corpo che non possono essere rimossi, ma che pian piano impara a ridiventare umana, pur mantenendo alcune peculiarità della sua vita passata come membro della comunità Borg.

L’arrivo di Sette di Nove è propizio alla missione di Picard: recarsi, col suo variopinto, piccolo, equipaggio, su Stardust City ( che mi ha ricordato Cloud City, di Star Wars) e liberare lo scienziato, creatore di Daji e Soji, Bruce Maddox, che è tenuto prigioniero nell’attesa di essere venduto alla temuta Tal-Shiar romulana.

E qui inizia una delle scene più interessanti dell’episodio, che mi ha riportata alle scene intense e talvolta ironiche degli episodi ambientati sul Ponte Ologrammi: Picard e la sua ciurma si travestono, per sembrare malavitosi interessati a scambiare Sette di Nove con Maddox.

Jean-Luc assume un aspetto da pirata cyber punk e mette in atto una scena che ci ricorda inevitabilmente che questo straordinario attore, è anche un grande interprete di opere teatrali.

La boss aliena, Bjayzl, è interessata a Borg riconvertiti, per entrare in possesso di impianti cibernetici molto preziosi, quindi lo scambio sembra andare per il meglio, ma Sette di Nove non è stata del tutto sincera con Picard.

Mi è piaciuto il ruolo di Elnor, valente guerriero della casta delle Qowat Milat, che ora serve Picard, incapace di mentire e per questo in difficoltà durante l’azione, visto che tutti sono travestiti e interpretano un altro ruolo.

In questo episodio scopriamo anche qualcosa in più su Raffi, e un dolore che ha nascosto a tutti e che ritroverà proprio su Stardust City.

La scena è totalmente concentrata su Picard e compagni, in questa puntata il cubo Borg, Soji, Narek e gli altri, sono assenti, anche se, ovviamente, la figura di Soji, essendo il suo ritrovamento lo scopo della missione, è sempre in sottofondo.

Quando l’azione su Stardust City sembra volgere al meglio, piombiamo in un momento dark a cui non eravamo stati abituati con The Next Generation, ma che si inserisce bene: uno dei personaggi, che sembrava il più candido (tanto per riprendere il titolo dello scorso episodio), nasconde un terribile segreto.

Attendiamo con ansia il prossimo episodio, credo che, prima di rivedere la luce, piomberemo in un’oscurità ancor più fonda.

Lunga vita e prosperità!

Serena Oro

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