Home / Telefilm & Film: Recensioni, Anteprime ,Spoiler, Gossip / Recensione Serie Tv: Star Trek Discovery 2×13 “Un dolore così dolce”

Recensione Serie Tv: Star Trek Discovery 2×13 “Un dolore così dolce”

Un dolore così dolce
Progetto grafico a cura di Lostris

Questa tredicesima puntata è ricca di colpi di scena e di momenti intensi.

Partiamo dal titolo: un dolore così dolce, citazione dal “Romeo e Giulietta” di Shakespeare, la struggente scena al balcone in cui i due innamorati continuano a dirsi buonanotte ma non si decidono a separarsi. In questa puntata avremo una serie di arrivederci, e addii, a cui questa citazione si addice.

Uno dei problemi, se di problema si possa parlare, di questa nuova serie di Star Trek, è il mescolare vecchi elementi con altri inediti, cosa che contraddistingue in una certa misura anche le altre serie, ma questa è più problematica da gestire perché è un prequel; tutti i dettagli dovrebbero quindi accordarsi alla perfezione, senza errori temporali (anche perché sappiamo, da Star Trek Enterprise, che la guerra temporale viene combattuta strenuamente e gli agenti temporali sistemano di continuo il passato in modo da non alterarlo). Con questo presupposto che tutti i vecchi ben trekkers conoscono, alcuni dettagli di questa nuova serie li troviamo stonati e pericolosi all’interno del continuum temporale della saga.

Innanzitutto, la presenza di Michael Burnham, la protagonista, è difficile da digerire: spacciata come figlia adottiva di Sarek e Amanda, e quindi sorella adottiva di Spock, quando mai dagli anni Sessanta ad oggi, né nei telefilm né nei film, si è mai sentito parlare di una sorella, nemmeno lontanamente.

Il fato del capitano Pike, invece, in questa serie viene preso direttamente dal pilot degli anni Sessanta, e il suo personaggio viene approfondito, diventando, a mio avviso uno dei più carismatici.

Dunque, i vari nodi disseminati nella trama stanno giungendo al finale di stagione: Pike, grazie a uno dei cristalli temporali, ha avuto la visione del futuro che noi conosciamo già, ossia lui ferito gravemente e immobilizzato in un macchinario, incapace di parlare. Anche in Discovery lo attende questo futuro? O gli eventi possono essere mutati? Non sarebbe la prima volta che un’alterazione temporale permette agli sceneggiatori di non rispettare il continuum, basti pensare alla saga cinematografica con la nuova generazione, in cui l’arrivo nel nostro tempo del capitano Nero stravolge il futuro che avevamo conosciuto durante tutto il girato precedente, dando carta bianca agli sceneggiatori.

Sospetto invece che la presenza di Michael Burnham si potrebbe anch’essa spiegare con qualche trucco temporale; in questa puntata infatti si arriva alla conclusione che, se non è possibile distruggere la Discovery per disintegrare i dati della Sfera, bramati da Control, attraverso i quali l’intelligenza artificiale maturerebbe piena consapevolezza (cosa che porterebbe alla distruzione totale degli esseri viventi), allora si può spedire la Discovery in un tempo futuro in cui Control non possa raggiungerla. Michael è l’unica persona a poter usare la tuta temporale della madre e si offre volontaria per la missione.

Con questo trucco temporale, Michael potrebbe uscire di scena dal tempo conosciuto nelle serie precedenti; del resto non sarebbe poi molto diverso dall’incipit di Star Trek Vojager, con la sola differenza che, anziché un viaggio ai confini estremi dell’universo conosciuto, questo sarebbe in un tempo sconosciuto. L’unica cosa certa, per me, è che da questo ipotetico viaggio temporale (scopriremo nella prossima puntata se riuscirà o meno) il solo che debba tornare è Spock, altrimenti verrebbe cambiata del tutto l’intera saga. La mia paura è che scompaiano personaggi stupendi, come il capitano Pike, che non farà parte della missione di Michael.

In questa puntata abbiamo l’addio straziante tra lei e i genitori adottivi, personaggi che personalmente amo, soprattutto Amanda; credo che ogni donna la senta affine e si chieda come possa non soltanto sopportare, ma amare, un vulcaniano, ossia un marito che può essere un muro di gomma, alzi la mano chi può far parte del team.

Poi è la volta di Michael e l’amica Tilly, fino allo straziante addio tra Michael e Ash, con scena romance finale in cui lei si volta un’ultima volta, torna indietro di corsa e gli dà un bacio mozzafiato.

Parallelamente, abbiamo l’arrivederci tra il dottor Culbert e Stamets, separazione che era già avvenuta per scelta univoca del dottore, ma che ora viene accettata da Stamets, mentre tutto ci fa pensare, invece, che il dottore redivivo si stia pentendo.

Michael scopre che alcuni membri della Discovery hanno deciso di seguirla, quindi non sarà sola in questa missione.

La puntata termina sul filo del rasoio, con l’equipaggio diviso su due navi, con Pike da una parte e Saru dall’altra, mentre attendono l’arrivo della nave di Leland, posseduto da Control.

Come ho già scritto, trovo più impegnativo seguire un telefilm dall’immensa trama, preferivo le singole storie nella cornice della trama di fondo, che contraddistingue le vecchie serie, ma questo ha comunque fascino.

Aspetto questo finale di stagione, per scoprire se Michael riuscirà a portare la Discovery nel futuro, e ricongiungersi con la madre.

Lunga vita e prosperità!

baby.ladykira

baby.ladykira
Admin Founder del gruppo ROMANTICAMENTE FANTASY SITO
x

Check Also

WHAT YOU TAKE WITH YOU.

Recensione Serie Tv: The 100 6×09 – “WHAT YOU TAKE WITH YOU.”

Dopo una piccola pausa di una settimana, ‘The ...