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Recensione Serie Tv: Roswell – New Mexico 1×01 “Pilot”

Roswell

Progetto grafico a cura di Marina Alesse

Era il 1999 quando Roswell approdava sui nostri schermi, serie tv abbastanza controversa, è stata odiata e amata in egual misura, era composta di sole tre stagioni, ma per quanto mi riguarda ha lasciato il segno, Liz, Maria, Max, Isobel, Alex, Kyle e l’indimenticabile sceriffo Valenti, sono impressi a fuoco nella mia memoria di “serializzata”.

Siamo nel 2019 ed ecco che la nuova moda del momento: i reboot, ci catapultano di nuovo a Roswell, New Mexico, che è anche il titolo della serie, nuovi protagonisti, medesima storia; pilot non grandioso, ma neanche da buttare.

Direi anche un tantino contorto, più che un remake, sembra quasi un “e se fosse”, un po’ alla Sliding Doors (se vi ricordate il film), mettiamo che gli adolescenti che abbiamo imparato a conoscere e amare, non abbiano fatto le scelte che li hanno portati a vivere tutte le situazioni che poi hanno dato vita alla serie, ma che abbiano mantenuto il segreto un po’ più a lungo, che siano cresciuti, si siano fatti una vita e che solo da adulti, abbiano vissuto quello che abbiamo visto vent’anni fa.

È così che inizia, troviamo una Liz che oltre a essere over sedici, è messicana, scopriamo subito che non vive più a Roswell, ma che si è trasferita a Denver, seguendo la sua vocazione: essere una scienziata, torna nella sua città natale, Roswell appunto, famosa per il tanto chiacchierato quanto presunto schianto di una navicella aliena negli anni Cinquanta, a causa della chiusura del progetto a cui lavorava e proprio nel giorno della commemorazione; di cosa parlo? Ecco una cosa nuova, questa Liz aveva una sorella, Rosa, che dieci anni prima a seguito di assunzione di droghe, ha causato un incidente che ha portato alla morte, oltre che di lei stessa, anche di altre due ragazze ma, soprattutto, scopriamo che la città non ha mai dimenticato e per questo odia la famiglia Ortecho, è sì, anche il cognome è cambiato, non è più Parker.

L’incontro con Max avviene subito, un Max che scopriamo essere poliziotto e che la ferma per un fanalino rotto, anche se la ragazza lo scoprirà solo in seguito.

Serie politicamente corretta e scorretta, al di là del multietnico, non manca infatti di strizzare l’occhio alle idee di Trump: a differenza della precedente che trattava prettamente problemi adolescenziali, qui troviamo temi più attuali, immigrazione, razzismo, politica.

Anche i protagonisti, oltre agli attori che prestano loro il volto, sono cambiati, colore della pelle a parte, li scopriamo diversi, Liz è molto più estroversa di quella che conoscevamo, Isobel è sempre antipatica, ma molto più razionale e meno arrabbiata della precedente e Michael, beh lui in una versione o nell’altra è sempre un casinista.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La storia più o meno è la stessa, Max e Liz si trovano al Crashdown Cafè a ricordare i bei tempi andati, così ci rendiamo conto che i due al liceo hanno avuto una storia, questa Liz così intraprendente un po’ mi spiazza, ma immagino che mi abituerò velocemente, al momento mi piace molto, tra una chiacchiera e l’altra arriva l’attesa sparatoria, la ragazza viene colpita al cuore e Max usando i suoi poteri la “resuscita” ed ecco che qui arriva il primo dettaglio che fa storcere un po’ il naso, non è più il tabasco il punto forte per i nostri alieni, bensì il solvente per unghie, ma dai!

Insomma, tutto da copione, compresa la litigata tra i tre alieni dopo aver scoperto il “fattaccio”.

Tutto già visto, ma allo stesso tempo molto diverso, Max è sempre il leader indiscusso, quello che si prende cura della famiglia, in questo caso Isobel e Michael.

Ci sono però dettagli nuovi, la morte di Rosa che a quanto pare ha a che fare con loro, Michael che a questo giro è omosessuale e ha evidentemente dei trascorsi con … niente meno che Alex interpretato dal Caleb di PLL, Isobel che si è sposata ed è ancora costretta a mantenere il segreto sulle sue origini, lo sceriffo Valenti che non è più il padre bensì la madre di Kyle, il quale è divenuto un medico.

Insomma, nonostante il già visto, questo pilot ha inserito dettagli che invogliano a continuare la visione se non altro per capire i tanti segreti che sembrano avvolgere gli avvenimenti del passato.

Bellissima la scena in cui Isobel e Max discutono sulla piega che potrebbe assumere il loro futuro vista la conoscenza di Liz del loro segreto, molto bello e triste il momento in cui Izzie quasi lo implora di innamorarsi di qualcuno, qualsiasi persona, ma non lei! Prima lacrimuccia alla risposta del fratello “Non credi che se avessi potuto, in 10 anni lo avrei fatto?”.

Ma veniamo alle note dolenti, ho trovato tutto un po’ troppo affrettato, vorrei evitare di fare paragoni con la “serie originale”, ma tante cose saltano all’occhio, la rivelazione di Max di essere un alieno e l’accettazione della cosa da parte di Liz è un po’ troppo affrettata, quasi ridicola, ha sicuramente avuto più senso vent’anni fa di oggi, Michael gay? Sul serio? Non fraintendetemi, non ho nessun problema con la cosa, anzi, già shippo da morire la coppia composta da lui e Alex, però a questo punto, che ruolo avrà Maria?

È la migliore amica della protagonista ieri come oggi, ma … se non farà coppia con Michael, prenderà il posto di Alex? Sarà lei a questo giro ad essere la confinata nella friendzone?

Kyle, che nel momento in cui scopre l’impronta sul corpo di Liz, anche questa non più argentata, ma multicolore, non perde tempo e si precipita a chiamare i Marines, sul serio? Da uomo di scienza mi sarei aspettata se non altro un minimo di oculatezza nella cosa, tutto viene spiegato troppo frettolosamente, il padre in punto di morte gli avrebbe detto che se mai avesse visto l’impronta di una mano sul corpo di qualcuno di chiamare i Manes, che guarda caso sono Marines. L’ufficiale in questione ci mette circa 30 secondi a svelare al nostro medico quelli che teoricamente dovrebbero essere segreti custoditi dalla sicurezza nazionale. Non è credibile!

Insomma, pilot in cui è veramente difficile non fare paragoni, gli attori di oggi secondo me non reggono il confronto con quelli di ieri, ma nello stesso tempo non mi dispiacciono, telefilm sicuramente più adulto, anche se, in quanto prodotto della CW, sappiamo già di non poterci aspettare più di tanto, immagino che abbiano cercato di catturare i ragazzi di ieri, oggi adulti, e quelli che lo sono oggi, vediamo cosa uscirà da questa serie che ha tutto il potenziale per diventare grande altrettanto quanto di essere un flop clamoroso.

E all’urlo RIDATEMI IL TABASCO! Vi saluto e vi do appuntamento al prossimo episodio.

Snow White

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