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Recensione Serie Tv: Roswell 1×05 – “Don’t Speak”

Don't Speak

Progetto grafico a cura di AstreaLux

Eccomi di nuovo a parlare di Roswell, serie che viene molto sottovalutata e bistrattata, ma che a mio parere è davvero carina. È un capolavoro? No, certo, ma sicuramente molto godibile e con quel pizzico di suspense che ti lascia con quel minimo di curiosità di sapere cosa accadrà. Ma si sa, non tutti la vediamo allo stesso modo, quindi, senza perdermi in chiacchiere, ho deciso che questa sarà l’ultima recensione settimanale. Ne farò una unica con le restanti sei puntate alla fine.

Parliamo dell’episodio, che è stato davvero ricco di colpi di scena, difficile da raccontare in ordine cronologico, quindi perdonate se andrò in qua e là.

Liz e Kyle:

Avere un trombamico così? Dove si firma? I due insieme mi piacciono molto, fanno una discreta quantità di ginnastica serale, ma non è solo questo: prima di tutto sono amici, Liz è sicuramente determinata a scoprire come e perché sua sorella è morta, ma si è anche pentita di aver distrutto la fiducia dell’amico verso il padre.

La ragazza si reca in ospedale per sostenere il colloquio che dovrebbe farla assumere come ricercatrice. Qui un Kyle in evidente difficoltà le mostra una scatola contente delle cose del padre. Tra appunti, foto e foglietti apparentemente senza senso, spiccano due cose: un portachiavi con uno strano disegno e un registratore. Il ragazzo le spiega che la scatola gli è stata data dalla madre, che la definisce “la scatola con le cose che non le piacciono” ed è anche l’apparente conferma che il fu sceriffo Valenti avesse una tresca con Rosa.

Una volta rimasta sola, Liz apre la scatola e prende il registratore, dove scopriamo essere incise varie telefonate al 911. Tra tante sciocchezze, una attira l’attenzione della nostra “Sherlock”, si tratta di Grant Green, uomo fissato con gli alieni e autore di podcast.

Liz e Grant:

Sembra evidente che i due abbiano avuto dei trascorsi… non in quel senso! È chiaro che in passato la ragazza l’abbia come dire… preso in giro? Stavolta però è determinata a scoprire la verità e noi con lei. Veniamo così a sapere che l’uomo è stato interpellato da 3 figuri che, sotto minaccia di morte, si sono fatti consegnare il video che aveva girato la notte della morte della sorella. Il nostro Grant, nonostante sembri un tontolone, sotto sotto non lo è: non solo si è tenuto il video, ma viene pagato proprio per diffondere teorie complottiste sugli alieni per allontanare tutti dalla verità. Ma chi sono queste persone? Non lo sappiamo, né lo sapremo presto. Infatti, mentre i due si trovano in un magazzino dove sono tenuti tutti gli oggetti appartenenti al museo degli UFO, vengono aggrediti da un tizio armato che si scopre essere Wyatt.

Grant durante l’episodio ribadisce molte volte un concetto: Chi parla muore. Ahimè aveva ragione.

Anche Liz rischia la vita, fortuna che arriva Max.

Max e Liz:

Il nostro eroe arriva appena in tempo per salvare la damigella in difficoltà, che poi così in difficoltà non era. Riesce a colpire Wyatt, ma purtroppo Grant è stato ucciso e Max viene ferito a una spalla.

Liz arriva a casa del ragazzo dopo aver saputo che aveva abbandonato l’ospedale. Intuisce subito che si è medicato da solo… che astuzia, ci sarei arrivata anch’io! Bende, sangue e whisky non lasciavano molto spazio all’immaginazione. I due iniziano a parlare, lei si fida, lui si fida e tutto finisce a tarallucci e vino! No, ovviamente! Stiamo parlando del nuovo trend delle serie tv, il “mai una gioia” è sempre dietro l’angolo. Parla e riparla scopriamo la verità, o meglio lei la scopre, noi avevamo già capito. Sul serio? Non sono sicura, ma torniamo a noi, a uccidere Rosa sarebbe stata…. Isobel!

Isobel, Max, Michael e Noah

Izzy si risveglia nel deserto in camicia da notte e senza ricordare assolutamente niente. Scoperta la cosa grazie al marito di lei, i nostri alieni si mettono subito alla ricerca del membro mancante e ci mettono poco a trovarla. Viene fuori che non è la prima volta che ha queste crisi, era già successo, proprio quando Rosa e le altre due ragazze, di cui faccio presente non sappiamo nulla, sono morte; la causa scatenante sembra essere la paura di Izzy di essere abbandonata da coloro che ama di più: al liceo da Max, a questo giro da entrambi. Se ricordate Michael voleva costituirsi e il fratello sembrava in procinto di voler tornare con Liz.

Durante una bella chiacchierata in cui i due ragazzi tentano di rassicurarla, emerge uno dei segreti che fino ad ora era rimasto nascosto: Isobel e Michael hanno persuaso Liz a lasciare la città dieci anni prima, condannando Max ad un’infelicità perenne.

Ovvia e giustificata la reazione dell’alieno: è arrabbiato, ma anche sconvolto e ferito. Tutto si sarebbe aspettato, tranne essere tradito dalle uniche persone di cui si fidava e fida di più al mondo. Mi piace Max, sempre così macho, ma allo stesso tempo incredibilmente fragile. È qui che Izzy, dietro richiesta o meglio dire ordine di Max, tramite il legame psichico instaurato con lei, la rintraccia scoprendo che è in pericolo.

Tornati alla roulotte di Michael assistiamo a un altro colpetto di scena, bah insomma!

Arriva Noah, che stufo di non comprendere la moglie, la molla per prendersi un po’ di tempo. Possiamo dargli torto?

Izzy sbotta, è stanca e stufa di mentire, di non poter essere quello che è, ma soprattutto di non sapere chi è. Il continuo fingere non le permette di conoscersi e farsi conoscere, ma tranquilli, è tutto ok! Come sa confortare Michael, nessuno mai. Che si fa quando una ragazza è in piena e giustificata crisi isterica? Facile, le si racconta la verità, e cioè che a fare fuori le tre ragazze quella notte non è stato lui, bensì lei, grande!

Alex e Kyle:

Kyle decide che non riesce a lasciar perdere, così prende le chiavi dalla scatola e si reca in una baita nel bosco che scopriamo essere la casa di Alex. Precedentemente era stato il capanno del padre, un padre che scopriamo aver condiviso con il marine. È stata veramente una bella scena: i due un tempo erano amici, ma una volta scoperto che Alex era gay, Kyle si era trasformato nel classico bulletto della scuola, ma la loro amicizia, anche se creduta persa nel corso degli anni, riemerge prepotentemente. È così che insieme scoprono una botola che conduce in un sotterraneo da brividi. Sottoterra c’è una stanza chiaramente preparata per Rosa. Se in un primo momento le conclusioni sono quasi scontate, con l’andare avanti dei minuti e delle nuove scoperte, ci viene rivelata tutta un’altra storia: lo sceriffo non se la faceva con una ragazzina, ma con la madre e quella stanza, che a primo impatto faceva presagire le peggio cose, in realtà era stata allestita per aiutarla. Jim Valenti voleva farla disintossicare, teneva a lei perché … boom… era sua figlia.

Non ho idea se i due torneranno amici, ma è stata una chiacchierata veramente sincera e bella. Due persone diverse che hanno condiviso un passato insieme, che si ritrovano e scoprono di avere in comune molto più di quello che avessero mai pensato. Ci sarebbe molto da dire e da raccontare, ma non voglio farvi perdere il momento, che è stato veramente… intenso, non ho altri aggettivi.

Quindi cosa abbiamo capito in quest’episodio? Che il titolo non mente, NON PARLARE, alle volte è la migliore soluzione possibile!

Qui concludo, sperando di non aver tralasciato niente. In realtà ho lasciato fuori tantissime cose, ma perché togliervi il gusto di vederle? Ma soprattutto spero di avervi convinto a dare una chance a questa serie!

 

Snow White

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