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Recensione Serie TV: Poldark 1×05

Bentornati in Cornovaglia, Fenici.

In questo primo episodio, i nostri protagonisti devono fare i conti con la tragica morte di Elisabeth, che ci ha lasciati negli ultimi minuti della scorsa stagione.

Ognuno affronta il dolore a modo suo, e se Ross e Demelza scelgono di continuare le loro vite godendo di ogni attimo, George è sconvolto e destabilizzato dalla perdita della moglie al punto di dare segni di squilibrio.

Conosciamo Ned Despard, vecchio amico e superiore di Ross ai tempi della guerra, ora incarcerato a causa di un complotto, e sua moglie Kitty, una ex schiava che fa da tramite ai due uomini per farsi aiutare a far scarcerare il marito.

Quest’anno, sembra, avremo nemici su più fronti: Hanson a Londra, colpevole di aver cospirato contro Ned, e chiaramente intenzionato a non lasciarlo in pace, e Tess Tregidden a Nampara, un’aspirante sovversiva che già al primo sguardo non ce la racconta giusta.

Tornando ai personaggi storici, ci sono Drake e Morwenna, innamorati come non mai, ma incapaci di avere intimità a causa delle violenze subìte dalla ragazza; Jeffrey Charles, ora orfano, che non ha più alcuna rendita e potrà entrare in possesso dell’eredità, per quanto misera, dei Poldark solo una volta maggiorenne. Insieme a Ross prova a chiedere un sostegno al patrigno George, ma ovviamente non riceve alcunché.

Demelza coi suoi sorrisi potrebbe rasserenare qualsiasi tempesta, ma ha difficoltà a gestire le rimostranze di Tess, insistentemente prevenuta nei suoi riguardi anche quando viene assunta come domestica.

Qualcuno, poi, cerca di bruciare nottetempo la tenuta di Nampara, mettendo in serio pericolo Demelza e i bambini. È stata Tess? Il sorriso che le sfugge, quando la famiglia parte per Londra, non promette nulla di buono.

Tutto questo nell’istante in cui Ross salva il Re da un attentato e gli viene offerta una posizione segreta all’interno del governo.

Un casino totale.

Una première coi fiocchi, non c’è che dire.

Ci sono alcune cose che mi sfuggono, come ad esempio questo gruppo di lavoranti disoccupati che se la prende tanto coi Poldark: come fanno a non sapere che nella zona è l’unica famiglia che si è sempre fatta in quattro per il villaggio e per dare il più possibile alle persone? È stato Warleggan a dimezzare i salari, quindi perché arrabbiarsi con chi non ha colpe? Mi puzzi, Tess, mi puzzi assai.

E il fatto che ancora tutti parlino con affetto e nostalgia dell’insopportabile, egocentrica Elisabeth, generatrice ufficiale di problemi nonché epica causa della sua stessa dipartita?

Basta, è morta, lasciatela dove sta che finalmente ce ne siamo liberati!

Sono state gettate basi molto interessanti, per questa stagione: intrighi di palazzo per Ross, pazzia per George, una stalker psicopatica d’epoca per Demelza e un grande segreto per Dwight, che ha trovato l’intruglio bevuto dalla furbissima Elisabeth per anticipare il parto.

Tutto questo, e temo molto di più, con sullo sfondo il grande dibattito sullo schiavismo che divise l’Inghilterra del 1800.

Tanta roba, Capitano Poldark, davvero tanta roba!

Romanticamente Fantasy

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