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Recensione Serie Tv: Outlander – 4×01 “America the Beautiful”

America the beautiful

Progetto grafico a cura di Sweetfire

Previously on Outlander ….

Alla fine della scorsa stagione eravamo rimasti con i nostri protagonisti che, dopo aver salvato il giovane Ian da morte certa, erano salpati con l’Artemis alla volta della Scozia.

Ovviamente le cose non sono andate come immaginavano: sorpresi da una tempesta, Claire cade in acqua e prontamente Jamie la segue e, tra varie peripezie, riescono a raggiungere la terra ferma dove sorpresa, sorpresa, non si trovano più nelle isole Caraibiche bensì nelle Americhe, sulle spiagge della Georgia.

 

Now…

Sono passati 4 mesi da quei tragici eventi, e ritroviamo i nostri eroi insieme a Fergus e Marsali, il giovane Ian e Hayes e Lesley nella Carolina del nord, in una cittadina chiamata Wilmington.

In questi mesi che non ci è dato vedere, Hayes ha ucciso un uomo, a suo dire per legittima difesa (bah discutibile, visto che si era portato a letto la moglie!); viene così imprigionato e condannato a morte per impiccagione.

Durante un parapiglia tra le guardie e Lesley, che non sopporta di vedere l’amico appeso alla corda, gli altri prigionieri tentano la fuga, anche se direi che non sono stati molto fortunati, eccetto uno che si dilegua tra la folla.

I nostri decidono di seppellire il loro compagno nel cimitero ed è proprio qui che incontriamo di nuovo l’unico galeotto fuggitivo, tale Mr. Stephen Bonnet; emerge che la sua “fedina penale” è abbastanza copiosa e spazia dal contrabbando al furto, per arrivare alla pirateria. Il ragazzo però è scaltro e riesce a convincere Jamie ad aiutarlo. Chiede solo un passaggio sul loro carro per arrivare vicino a un affluente di quello che si scoprirà essere il Mississippi, dove teoricamente, dovrebbe trovare degli amici ad attenderlo.

Decidono di dividersi perché, per questa pseudo avventura, Jamie e Claire hanno più chance di riuscita come coppia di coniugi che in compagnia di tutta la banda; infatti riescono a oltrepassare un posto di blocco dove il nostro pirata rimane leggermente ferito, ma tutto si conclude nel migliore dei modi.

Durante i minuti in cui Claire medica Bonnet i due parlano un po’, soprattutto delle due fedi che lei porta ai due anulari, quella di Jamie e quella di Frank, sembra un discorso buttato lì, tanto per fare conversazione, ma come sempre in Outlander tutto ha un senso, solo che lo scopriamo dopo.

Liberatisi del pirata, i nostri si accampano nel bosco, dove abbiamo la prima scena hot dell’episodio, inutile dire che Jamie e Claire insieme sono meravigliosi. La chimica tra i due attori è pazzesca e anche in questo caso, più che amore o sesso, trasmettono emozioni che vanno oltre, non è tanto l’atto in sé a colpirci, quanto gli sguardi, i gesti, le parole appena sussurrate, è quasi poetico, non trovo un aggettivo migliore.

Tornati a Wilmington, cercano di racimolare un po’di soldi, così da poter tornare in Scozia. Dal naufragio dell’Artemis sono riusciti a salvare un solo rubino, escogitano quindi un piano per riuscire a venderlo.

Durante una cena a casa del governatore della Carolina del Nord, riescono nell’intento, ma non solo… Jamie viene informato dallo stesso governatore che ci sarebbe la possibilità di ottenere un pezzo di terra da coltivare e su cui costruire la loro casa. Il nostro eroe però non è un ingenuo e sa benissimo che ci sono dazi da pagare, gioca le sue carte e ottiene dal governatore un’offerta allettante: una scappatoia per evitare di pagare le tasse.

Come da copione il “sogno Americano” colpisce anche nel 1767, quindi dopo essersi consultato con la moglie, Jamie decide di rimanere lì, nella stessa terra in cui nascerà e crescerà sua figlia Brianna, con la speranza di riuscire a lasciare qualcosa di sé di cui lei possa andare orgogliosa.

Anche Fergus e Marsali, che scopriamo essere incinta, decidono di rimanere, così come Lesley mentre uno scontento giovane Ian, deve tornare in patria.

Avendo abbastanza denaro, decidono di risalire il fiume, direzione River Run, per arrivare alla tenuta della zia Jocasta.

Direi che la puntata non è stata all’altezza delle precedenti première, non ci ha regalato emozioni forti. Si è trattato più che altro, di una puntata introspettiva dove, a farla da padrone è stato il simbolismo, il cerchio come rappresentazione di ogni cosa, dalla rotazione dei pianeti, alla vita stessa, fino ad arrivare a una semplice fede nunziale.

È proprio la fede di Claire, la cosa più importante per lei, quell’anello che Jamie ha fatto forgiare con la chiave della loro casa in Scozia che, negli ultimi istanti della puntata, ci regala ciò che abbiamo atteso per tutto l’episodio: ritrovare l’Outlander che conoscevamo, fatto di istanti eterni e sfiga perenne.

Durante la notte, mentre si trovano sulla barca, vengono assaliti e derubati niente meno che da Mr. Bonnet e i suoi compari; una scena cruda, brutale: mentre Jamie viene picchiato dai suoi compari, il pirata si accanisce su Claire.

Lesley tenta di ostacolarlo, ma finisce con la gola tagliata, il pirata è più che deciso, vuole le sue fedi, entrambe. In un tentativo disperato, la donna cerca di ingoiarle e ovviamente fallisce e “mai.una.gioia.Claire” riesce a salvarne solo una, quella che meno la interessava.

Inutile dire che l’interpretazione di Caitriona Balfe in questo frangente è stata incredibile. Lo spettatore assiste alla scena impotente, senza risentirne fisicamente, nonostante ciò attraverso i sui occhi, le sue lacrime e le evidenti suppliche, si ha la sensazione tangibile di essere lì con lei, sofferenti per quella perdita, per quel piccolo cerchio che agli occhi di chiunque era un semplice pezzo di ferro, ma per lei e per noi, era molto di più. Era il simbolo tangibile dell’amore vero, del sacrificio e dell’onore, di tutto ciò che Jamie ha dovuto patire nel corso di queste stagioni ed è stato un attimo rivivere ogni cosa e uscirne con il cuore a pezzi, proprio come quello di Claire.

Insomma, puntata fiacca in cui solo il finale ha risollevato un po’ la situazione. Onestamente se questa fosse stata la prima puntata in assoluto, mi sarei fermata qui, ma memore di tutti i trascorsi di questa serie, sono certa che sia stato solo un lungo prologo e non ho dubbi che nelle puntate a venire, ritroveremo lo spirito, la grinta, la forza e l’amore che solo Outlander è in grado di farci provare.

Qui concludo con la frase che ho sempre usato e che mi mancava da circa un anno … ciao Sassenachs alla prossima!

 

Snow White

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