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Recensione Serie TV: New Amsterdam “Prima Stagione”

New Amsterdam 1

Facciamo un piccolo recap, Fenici?

Il New Amsterdam è uno dei rarissimi ospedali pubblici degli Stati Uniti, si trova a New York e sta per conoscere il suo nuovo direttore sanitario.
Max Goodwin non è un medico come gli altri, non è un burocrate, bensì un rivoluzionario: il suo primo atto ufficiale è licenziare l’intero staff di cardiochirurgia.
La sua missione è rendere la sanità accessibile a tutti, facendo del suo ospedale un polo di eccellenza a completa disposizione delle persone, ma si scontrerà frequentemente col consiglio di amministrazione. I medici che lavorano con lui inizialmente saranno destabilizzati da questa sua incredibile carica, ma impareranno presto ad apprezzarlo per l’uomo di cuore che è, soprassedendo alle sue follie.

Oltre a Max, viviamo le storie dei principali capireparto: Lloyd a cardiochirurgia, Bloom in pronto soccorso, Sharpe a oncologia, Kapoor per neurologia e Iggy Frome per il reparto di psichiatria, il primo, a comprendere davvero il messaggio di Max e a supportarlo.
Sullo sfondo c’è Georgia, la splendida moglie incinta del dottor Goodwin che purtroppo si troverà ad affrontare non pochi problemi con la gravidanza, ma soprattutto il cancro di Max.
Ebbene sì, il nostro protagonista rischia la vita praticamente per tutta la prima stagione di questa serie. Ci sarà nella seconda? Io mica ve lo dico.

La cosa che più ho apprezzato di questa serie è la sua originalità. Non è un medical-drama con gente che si chiude a copulare negli stanzini, e i medici non sono magici eroi che riescono a compiere interventi straordinari salvando ogni singola vita, no, qui è tutto molto realistico e umano. È proprio la forte umanità di questi personaggi a impedire allo spettatore di abbandonare la visione, e a volte è la paura di ciò che può accadere loro a farla rimandare di qualche giorno.
Il contesto assurdamente reale in cui è ambientata la storia poi, fa veramente rabbia: un sistema sanitario mercificato, in cui la terapia mensile per un diabetico costa due stipendi, o un intervento salvavita diventa opzionale perché il paziente non può permetterselo.
Max Goodwin è il Don Chisciotte di cui la sanità statunitense avrebbe davvero bisogno.
Una prima stagione forte, da vedere assolutamente.

Fulvia Elia

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