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Recensione Serie Tv: New Amsterdam -2×10- “Code Silver”

New Amsterdam progetto grafico a cura di Eve

Questo, Fenici mie, è quello che chiamo un rientro col botto: New Amsterdam torna con un episodio così coinvolgente che vola letteralmente via senza che lo spettatore se ne accorga.

Il finale di metà stagione ci aveva lasciato con tre detenute pronte alla fuga dopo essersi fatte ricoverare intenzionalmente, e una quarta, testimone per lo stato in un processo, pronta a finire sotto i ferri a causa di un tentativo di omicidio.

A questo punto ci si aspetterebbe un’adrenalinica caccia all’uomo, ma New Amsterdam non ci sta e lascia che queste donne appaiano marginali, mentre approfondiamo aspetti dei nostri protagonisti che si ritrovano isolati in ospedale a causa dell’emergenza. Iggy e suo marito Martin sono rinchiusi nello studio del dottor Frome insieme a una terapista tirocinante, che li aiuta a comprendere alcuni aspetti del loro rapporto che avevano involontariamente trascurato. Martin e Iggy, credetemi, sono tutto. Le loro parole, i loro sguardi e i brevi aneddoti che si scambiano sono l’esempio più dolce e perfetto di come dovrebbe essere una relazione, alla faccia dei medici di altre serie TV che non fanno altro che limonare duro negli stanzini. Sì, dico a voi, gente di Seattle.

Anche Ella e Vijay sono al sicuro e si trovano ad affrontare il disturbo ossessivo compulsivo della futura mamma, aggravato dalla paura per la situazione di emergenza e dalla gravidanza stessa. Il dottor Kapoor riesce a calmarla e, forse, a convincerla a restare a New York, nel suo stesso appartamento, per aiutarla con la gravidanza e con il suo futuro nipotino.

Max ed Hellen invece collaborano con gli agenti di polizia per mettere in sicurezza i pazienti e vengono sequestrati da due delle evase, o meglio, da una sola perchè l’altra è un rottame.

Lauren e Zach inizialmente devono affrontare unicamente il dolore alla gamba della dottoressa Bloom, ma si ritrovano nella camera di una donna che deve essere operata d’urgenza di appendicite; gli sforzi di Lauren, che nonostante l’immane sofferenza riesce a operarla, spingono Zach ad ammettere di averle sottratto l’antidolorifico (Lo sapevo!!!). I due si separano con un ultimo bacio, lui andrà in riabilitazione, ma al suo ritorno non potranno vedersi né sentirsi. E questa cosa non l’ho capita, ma vabbè.

Lloyd purtroppo continua a rimanere un po’ in disparte, con la storia priva di interesse della fidanzata noiosa che lavora lontana. In questo episodio opera la testimone del processo e si becca pure una coltellata dalla terza detenuta in fuga, ma come nella prima metà di stagione, poverello, non importa a nessuno.

 

L’emergenza si risolve con un poliziotto in rianimazione e il dottor Reynolds che da un letto di ospedale dice alla sua pallosa fidanzata che vuole andare con lei a San Francisco.

Ci interessa? NO!

Come accennavo in apertura, mi è piaciuto davvero molto il modo in cui è stato gestito l’episodio, laddove altre serie avrebbero incentrato tutto sull’aspetto violento della paura, qui ci troviamo a osservare i medici mentre tirano fuori il meglio di sé per far fronte non solo all’evasione delle detenute, ma soprattutto ai loro problemi personali, di relazione, lavoro, salute o dipendenza.

Spero davvero che la stagione continui su questa linea, rimanendo sempre su binari paralleli ma ben separati dai clichè delle altre serie.

 

 

 

Serena Oro

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