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Recensione Serie TV: Lucifer 3×14 “My Brother’s Keeper”

Episodio andato in onda sul canale Americano Fox in data 05/02

Salve a tutti fan di Lucifer, devo ammettere che recensire questo episodio non è facile, sicuramente non dopo la puntata della scorsa settimana.

È come se fossimo entrati in un universo parallelo, i volti sono quelli che conosciamo, le location sono quelle, ma qualcosa non va, ci ho messo un po’ a capire cosa fosse, ma alla fine ci sono arrivata.

Questa puntata è incredibilmente seria! Tratta di tematiche importanti come la famiglia e la fiducia.

In questo episodio è come se tutti i personaggi fossero sotto analisi e si mettessero a nudo. Insomma non è stato il Lucifer che conosciamo, non ci sono state battute irriverenti né scenette imbarazzanti, ma tutto questo serviva, tanto alla trama quanto a noi.

Fin da piccoli ci hanno insegnato a catalogare le persone (o creature in questo caso) in buone o cattive, perciò alla luce dei fatti ci troviamo con:

Il Diavolo – cattivissimo

Amenadiel – l’angelo, addirittura il preferito di Dio – buonissimo

Maze – demone – cattiva, super cattiva

Caino – il primo assassino della storia – cattivo

Teoricamente è tutto chiaro, il team dei cattivi è bello che delineato, ma… chissà perché tutto questo non ci convince.

Tutto a un tratto arriva questo episodio, che si potrebbe definire quasi unico all’interno della serie, in quanto in qualche modo ci toglie tutte le certezze acquisite fino a oggi. I cattivi sembrano essere i buoni e quelli che invece credevamo buoni, scopriamo non esserlo. Tutto questo è una sorpresa? No, certo che no!

Non avevamo bisogno di una serie tv per sapere che in tutti noi albergano luce e ombra, quello che spiazza è proprio l’episodio in sé. Eravamo abituati a vedere il protagonista sempre un po’ sopra le righe e i personaggi che gli girano attorno adeguarsi al suo modo di fare.

Sta di fatto che questo My Brother’s Keeper cambia completamente le carte in tavola. Ci sono stati momenti divertenti, certo, ma non come sempre, non come eravamo abituati. Qui abbiamo visto di tutto, è stato un episodio intenso, spiazzante e sicuramente ci ha dato molto su cui riflettere.

Abbiamo imparato ad amare Lucifer perché… beh è Lucifer! Ci siamo affezionati ad Amenadiel, così come lo stavamo facendo con Caino, ma ecco che tutto cambia e le domande iniziano ad affollare la nostra mente, domande lecite tipo: Amenadiel ha diritto di sentirsi così superiore solo perché è il preferito del Signore? Lucifer ha ragione a essere perennemente in conflitto con il padre?

E poi c’è Caino … il grande enigma della stagione!

Nella scorsa puntata avevo empatizzato con lui, per la solitudine, il suo voler morire per non soffrire più, ecc, ma qui vediamo un altro lato del nostro assassino e tutto l’affetto che aveva iniziato a fiorire… non so, credo che per il momento sia in stand by.

È una recensione strana, me ne rendo perfettamente conto, sto saltando di palo in frasca e non sto dicendo niente, perché è questo che è accaduto: niente sul piano materiale, molto su quello emozionale.

Il caso della settimana vede protagonista la nostra Ella, coinvolta suo malgrado nella ricerca del fratello Jay che è sospettato di omicidio, e come fare per trovare un fuggitivo? Ci si rivolge a Maze, chiaro! Chi meglio di un cacciatore di taglie può aiutarla?

La famiglia di Ella è composta da criminali coinvolti in vari traffici, tranne Jay (a suo dire) che lei descrive come la pecora nera della famiglia, l’unico che come lei ha scelto, per così dire, la retta via.

Si capisce chiaramente che lo adora e che mai prenderebbe in considerazione l’idea di essersi sbagliata.

Ma conosciamo Ella, ragazza dolce, molto intelligente, non molto sveglia nel giudicare le persone.

È questo il motivo per cui le vogliamo bene, lei è il contrario di tutti, è sempre pronta a dare una possibilità a chiunque, a vedere il buono dove non c’è, e qui ne abbiamo le prove. Non solo scopriamo che Jay è un criminale, non è neanche tra i migliori.

Mentre Ella con l’aiuto di Maze conduce la sua indagine personale per scagionare il fratello, Lucifer, da parte sua, continua nella crociata per liberare Caino dalla maledizione.

Dopo aver esaurito tutte le idee a disposizione (perfino prendere ispirazione dai film) se ne esce con quella che sembra essere l’unica sensata avuta fino a quel momento, e cioè: rivolgersi al fratellone.

Una volta spiegata la sua teoria a un Pierce fino a quel momento abbastanza seccato, ecco che tutto a un tratto, il nostro detective sembra essere molto interessato all’idea, soprattutto dopo aver scoperto che Amenadiel è l’angelo prediletto.

Al momento non capiamo il motivo del suo entusiasmo (oddio, definirlo entusiasmo è un eufemismo!). Comunque Caino sembra appoggiare il piano di Lucifer.

Dopo aver spiegato ad Amenadiel il suo piano e dopo il rifiuto da parte di quest’ultimo, Luci rivolge la sua attenzione al caso di Ella e lo fa come al suo solito: sbagliando! Infatti riversa la frustrazione nei confronti del fratello su quello di Ella.

È stata sicuramente la puntata del “trio immortale”, con un pizzico di Ella e Maze, Charlotte, Linda e Chloe ovviamente!

Una Chloe che per la prima volta (o quasi) dice a Lucifer quello che pensa, gli fa notare infatti, che non tutto gira intorno a lui. I problemi che ha con suo fratello non hanno niente a che vedere con quelli che Ella ha con il suo.

Dalla prima puntata di questa serie Lucifer è sempre stato senza ombra di dubbio il nostro preferito e questo ci ha fatto inconsciamente considerare fin da subito Amenadiel come fratello cattivo. Ma è davvero così?

Certo, da quando si è convinto che l’aver perso ali e poteri è solo un test del padre che sempre secondo lui consisterebbe nel riuscire a “redimere” Lucifer, lo vediamo spesso incollato al nostro Devil, ma nonostante la vicinanza, il loro rapporto non sembra evolversi. Si ha quasi la sensazione di rimanere sempre su un piano di reciproca sfiducia, ulteriore prova ne è proprio questo episodio quando Luci chiede il suo aiuto, Amenadiel non lo appoggia e non dà nessuna spiegazione del perché. Solo dopo veniamo a sapere che è stato proprio lui ad apporre il marchio a Caino.

Non ho niente da dire sulla puntata che come sempre è stata ben diretta e coreografata, particolarmente il momento dello scontro tra Caino e Amenadiel al Lux – povero locale! – praticamente distrutto.

Ed è proprio quello che accade in questo scontro che ci apre gli occhi su diverse cose, tra calci, pugni e giravolte aeree, Amenadiel e Caino trovano il tempo anche di fare conversazione. Sul piano fisico è scontatissimo che il vincitore sia l’angelo, su quello emotivo… anche no.

È proprio Caino infatti che sembra far vacillare la fiducia cieca che Amenadiel ripone nell’essere il prediletto e lo fa con delle semplici domande. Per altro tutte giuste!

Amenadiel non risponde, ma è evidente dalla sua espressione, che Pierce ha colpito nel segno.

Il punto della discussione verte su un tema piuttosto controverso: come può Amenadiel giudicarlo per aver ucciso suo fratello, se proprio lui ha tentato di fare lo stesso con il suo? In più lo accusa di averlo fatto in modo subdolo, praticamente assoldando Uriel, poi ucciso dallo stesso Lucifer.

Alla luce di quanto detto, viene da chiedersi se il sentirsi così irreprensibile da parte di Amenadiel non sia solo una facciata per nascondere i suoi dubbi e sensi di colpa… hmmm, no! Conoscendo il tipo, sicuramente non ci aveva mai pensato fino a quel momento.

Scopriamo anche qualche cosetta su Pierce/Caino… Prima di iniziare a darsele di santa ragione, i due hanno una conversazione quasi civile dalla quale emerge che Caino non è un cucciolino dolce che si è pentito di ciò che ha fatto, anzi è convinto di aver pagato abbastanza.

Ci mostra tutto un altro lato del suo essere, capiamo che è un uomo stanco, disincantato ed egoista. Ha visto tutto, ha provato tutto, ha amato e perso, ancora e ancora, e adesso niente gli interessa più, come lui stesso ha precisato.

Questo cosa fa di lui? Mi verrebbe da dire un bel guaio!

Una persona così, a cui non importa di niente e di nessuno, è come una bomba pronta a esplodere… staremo a vedere se e come gli autori vorranno sfruttare questa cosa.

Questa bella conversazione ci porta a comprendere anche un’altra cosa che fino a ora io non avevo considerato, cioè che Lucifer si sente molto vicino a Caino. Erroneamente pensavo che fosse per la storia del “voglio fare arrabbiare papà”, ma c’è di più! Il pensiero che i due condividano in un certo senso lo stesso passato non mi aveva neppure sfiorato e invece… entrambi hanno ucciso il proprio fratello.

Ma quello che Lucifer non capisce è che, tranne questo dettaglio che li accomuna, i due sono molto diversi tra loro. Dove lui ha sofferto per essere stato costretto a uccidere Uriel portandolo a vivere un periodo veramente buio, forse il peggiore di tutta la serie, in Caino non vediamo lo stesso pentimento.

La sua totale mancanza di scrupoli per raggiungere il proprio fine, lo rende decisamente letale! Basta pensare a quando aveva messo Chloe in pericolo, sperando che lo rendesse vulnerabile. E sappiamo come reagisce Lucifer quando qualcuno ferisce le persone che ama.

Storia molto ingarbugliata che, se scritta bene, potrebbe dar vita a una stagione esplosiva!

Lucifer, come già detto, è molto protettivo con le persone a cui vuole bene, e anche questa non si smentisce. Tornando per un attimo al caso della settimana, il nostro Diavolo ha capito subito che Jay non è il bravo fratello che si è trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato, e lo coglie (sarebbe meglio dire aspetta) in flagrante quando questi torna a prendere i diamanti rubati.

Jay è convinto che Lucifer lo voglia denunciare, ma non è così, anzi, non vuole assolutamente che Ella e Chloe vengano a sapere questa cosa, e con una stretta di mano sigilla il patto, per evitare in ogni modo di ferire Ella.

La minaccia di quello che potrebbe succedergli non è tanto velata, dai suoi occhi traspare quanto per lui la cosa sia seria. Occhi, tra l’altro, che per qualche secondo tornano a essere rossi proprio come prima di perdere la sua faccia da Devil. Sembra però che lui non si renda conto della cosa… aspettiamo.

Ultimo argomento da trattare è Charlotte. La poveretta, dopo la possessione di Mamma (si può definire possessione?) decide di andare in terapia per cercare di colmare quei vuoti che ci sono nella sua testa e ovviamente bussa alla porta di Linda (ma a Los Angeles, non ci sono altri psicologi? O lavora solo lei?). L’incontro non va bene. Se Charlotte non ha alcun ricordo di quanto le è accaduto durante quel periodo, Linda dal canto suo ha perfettamente chiaro il momento in cui ha rischiato di morire per mano sua – di Mamma – e non riesce a superare la cosa, così la scaccia dallo studio.

Ci pensa Lucifer, come al solito, a rimettere le cose in prospettiva e così Linda torna sui suoi passi e le offre il suo aiuto professionale, non prima di averla punta per assicurarsi che sia davvero umana.

Non credo di avere altro da dire. Finalmente direte voi!

Ok vi saluto e vi do appuntamento alla prossima puntata, che purtroppo per noi, non vedremo troppo presto!

Il prossimo episodio di Lucifer andrà in onda sul canale Fox americano il 26 febbraio.

Recensione a cura di:

Editing a cura di:

 

 

 

Gaia

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