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Recensione serie TV: Love death + robots – stagione 1

progetto grafico Francesca

Un brevissima premessa: la serie è classificata da Netflix v.m. 18, anche se non tutti gli episodi trattano temi adatti solo a un pubblico adulto. Per i pochi che se ne infischiano, tuttavia, ci sono delle situazioni che possono risultare troppo forti per un pubblico sensibile. Non vi dico quali episodi e quali scene, altrimenti rovino la sorpresa ma, come dicevano i romani, “caveat emptor”.
Con lo zampino di David Fincher, Netflix presenta la serie antologica fantascientifica Love death + robots, che si articola in diciotto episodi di animazione di durata variabile, dai cinque ai venti minuti. Le tecniche utilizzate fanno molto uso di grafica computerizzata e in alcuni casi l’intero episodio è animazione al computer.
I temi trattati spaziano da esplorazioni spaziali, realtà alternative, invasioni, robot e tutti i cliché classici della fantascienza reinterpretati, però, con tematiche e gusto moderni. Le sceneggiature dei vari episodi pescano da racconti e brani di autori di spicco della letteratura fantascientifica. Tanto per dire due nomi: Scalzi e Reynolds.
Grazie all’ottimo materiale di partenza, le storie raccontate sono sempre coinvolgenti e sorprendenti. Vista la brevità degli episodi, è arduo raccontare delle trame senza rovinare la visione, anzi proprio questi tempi brevi sono uno dei punti di forza della serie: i fatti sono distillati senza fronzoli e ogni scena aggiunge qualcosa al quadro d’insieme.
Il comparto tecnico è un altro punto a favore: tutti i disegni e le animazioni sono realizzati molto bene e sono una gioia per gli occhi. La scelta di puntare sul digitale lascia anche piena libertà nel girato, per cui gli autori si sono sbizzarriti nell’offrirci visioni dal più lontano futuro a passati alternativi, passando per città post apocalittiche e frigoriferi.


Come avrete intuito, la serie mi è piaciuta molto e trovo difficile evidenziarne i difetti, sempre che ne esistano. L’unico dettaglio sul quale voglio tornare è il tenore adulto che può risultare indigesto a molti: l’umorismo, quando c’è, è tagliente e spesso cupo, e ci sono alcune scene di sesso che però sono funzionali alla narrazione e non stonano nell’insieme.
Queste pillole di fantascienza sono uno dei prodotti più interessanti del catalogo di Netflix e ne consiglio vivamente la visione. Se ne resterete delusi potrete sempre commentare come uno dei personaggi: “vista una città post apocalittica, le hai viste tutte”.

Romanticamente Fantasy

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