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Recensione Serie TV: La Signora del West

Oggi voglio parlarvi di un vecchio telefilm, andato in onda dal 1993 al 1998 in America, per la Cbs, e trasmesso in Italia dal 1995 al 1999.

Sto parlando di “Dr Quinn, Medicine Woman”, ovvero “La signora del West”.

La serie si dipana su sei stagioni e narra la storia di un medico donna di Boston, Michaela Quinn, Dr. Mike, che dopo la morte del padre, il dottor Joseph Quinn, decide di trasferirsi dalla costa Est del Paese a quella Ovest. A farle scegliere la piccola città di Colorado Springs, è un annuncio di lavoro in cui si cerca un nuovo medico per la cittadina appena fondata.

È Il 1867, l’America è appena uscita dalla Guerra di Secessione e la schiavitù è stata abolita.

Ostracizzata dai cittadini in quanto medico, e per di più donna, può contare, però, sull’aiuto di Sully, amico degli Indiani Cheyenne (popolo a cui Michaela presterà poi soccorso, salvando anche la vita del capotribù Pentola Nera) e di Charlotte Cooper, proprietaria dell’unica pensione del paese.

In seguito Charlotte viene morsa da un serpente a sonagli e, sul letto di morte, fa promettere a Michaela di prendersi cura dei suoi tre figli: Matthew, Colleen e Brian.

La nuova “famiglia”, così formatasi, va a vivere nella vecchia casetta che Sully aveva costruito per sé e per la moglie, morta di parto dando alla luce la loro primogenita.

Tra Michaela e Sully inizia un’amicizia che sfocerà nell’amore e, anche se divergono molto spesso su idee e pensieri per via della diversa estrazione sociale, riusciranno a stare insieme trovando un compromesso.

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Con il passare del tempo, il progresso arriva a Colorado Springs con la ferrovia di Denver e Rio Grande; altro punto su cui i due innamorati discuteranno più volte.

Sully, infatti, è preoccupato perché le innovazioni cozzano con il suo stile di vita libero e con i suoi amici Cheyenne, che non avrebbero più una terra dove stare e sarebbero costretti a vivere nelle riserve.

Attraverso innumerevoli peripezie e avventure, litigi e incomprensioni, l’amore vince comunque e i due si sposano, adottando i tre fratelli Cooper.

Nel mentre, Michaela integra la medicina moderna con quella degli Indiani d’America, fatta di erbe, cortecce, semi, radici di piante officinali e considerata la prima vera medicina, antecedente quella “chimica”.

Ogni episodio è frammentato in altre sottotrame che si intrecciano a quella principale.

Abbiamo le vicende del barbiere Jack Slicker, un passato da alcolista e un futuro da sindaco. L’uomo che rivede le proprie convinzioni razziste e sposa un’immigrata messicana, la signora Morales, maestra della scuola cittadina.

Grace e Robert T (o E, nella versione originale): due personaggi di colore che affrontano i mille pregiudizi che ancora esistono, nonostante l’abolizione della schiavitù voluta da Lincoln.

Le vicende di Loren, con la sua voglia di avere accanto qualcuno, con cui invecchiare dopo la morte della moglie Maude, che diventa il “nonno” acquisito di Brian.

O Dorothy, la cognata di Loren, vittima di violenze domestiche, che si libera del suo aguzzino, subisce due interventi invasivi, viene corteggiata sia da Loren che da Jack, ma si innamora di Nube che Corre. Dorothy, che fa la giornalista ed è redattrice della Gazette.

Myra e Horace. Myra, ex prostituta innamorata di Horace, l’addetto al telegrafo.

Hank, il proprietario del saloon e quel figlio segreto che ci mostra un lato di Hank che non sospettavano: l’umanità. E, per contraltare, il banchiere Preston Lodge III, avido e senza morale.

Particolare interesse viene suscitato dalle storie dei figli adottivi del Doc Mike.

Matthew: vuole essere indipendente a tutti i costi, facendo qualsiasi lavoro, dalla miniera – dove rischierà la vita -, al condurre una mandria, fino a diventare lo sceriffo della città.

Colleen: diventa dottore, proprio come sua madre, e si sposa con il dottor Andrew Cook.

Brian: curioso e vivace, diviene giornalista e finisce con l’andare a vivere a Boston, dove trova impiego.

Tanti i temi trattati nel telefilm, insomma, ma quelli che saltano di più agli occhi sono la famiglia, nelle sue molteplici forme, e il ruolo della donna in quel determinato periodo storico. Donne che erano sottomesse agli uomini e che non potevano votare, né tantomeno avere voce in capitolo, e che fanno risaltare il Dr Mike come qualcosa di inusuale per il tempo.

Ci sono anche eventi storici che si intrecciano alla trama, come il massacro di Washita, dove i soldati al comando di Custer trucidarono un intero villaggio indiano, non risparmiando nessuno e uccidendo anche i cavalli; in seguito Custer fu sconfitto a Little Big Horn.

Testarda e convinta sempre delle sue idee, tanto che è difficile fargliele cambiare, Michaela diventa poi madre della piccola Katherine.

Personaggi

Michaela “Mike” Quinn (Jane Seymour)

Byron Sully (Joe Lando)

Matthew Cooper (Chad Allen)

Colleen Cooper (Erika Flores 1-3 e Jessica Bowman 3-6)

Brian Cooper (Shawn Toovey)

E tutti i personaggi che ruotano attorno ai protagonisti sopracitati.

Considerazioni.

Cosa posso dire di una serie che mi ha affascinato e incuriosito sin dal primo momento?

Ho amato tutto: ambientazioni, il West selvaggio, gli indiani Cheyenne, la loro cultura, la trama ben costruita, i personaggi principali ben delineati, così come i secondari.

Dopo la visione delle prime quattro stagioni, avevo una voglia matta di ammazzare Michaela. Una voglia insana di darle una mazzata sui denti per la sua testardaggine e il suo voler avere sempre l’ultima parola.

Poi, però, l’hanno affiancata al figo di turno, Joe Lando, e le ho perdonato qualsiasi cosa Una coppia capace di convincere, nonostante, all’epoca, lei sia già vecchia per lui.

Una delle storie più belle e tragiche è quella di Myra, che si affranca dalla prostituzione, volontariamente, per sposare l’amore della sua vita, Horace, ma che in seguito lascerà, portandosi via la piccola Samantha. Horace, disperato, tenterà il suicidio.

Come non parlare, poi, di Matthew che dopo la morte di Ingrid, il suo primo vero amore, si innamora di Emma, una delle prostitute di Hank, che in seguito diventa sarta.

E potrei raccontarvi ancora tante altre storie degne di essere menzionate.

La signora del West è da vedere, perché è una serie diversa dalle altre e, se vi piace il medical drama in versione storica, questo fa per voi. Ci sono anche degli insegnamenti sia di natura medica che morale.

Ve la consiglio caldamente.

Alla prossima.

Un saluto dalla vostra Mal.

Lucilla

Lucilla
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