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Recensione serie Tv : “La guerra dei mondi” -serie completa-

Per tutti coloro che hanno già letto il libro o visto le diverse trasposizioni cinematografiche, questa miniserie che ci propone la BBC potrà sembrare non una particolarità, ma allo stesso tempo chi ne ha apprezzato la trama come me potrà vedere una storia dai contorni nuovi. Finalmente abbiamo una serie che rispecchia quasi del tutto la trama e l’epoca originali; questo a differenza delle diverse opere cinematografiche che ne hanno tratto una storia dei giorni nostri.

Ciò che mi ha più piacevolmente sorpresa di questa miniserie sono state le ambientazioni edoardiane straordinariamente fedeli all’epoca, gli abiti e le acconciature anch’esse molto precise e curate. La storia è concentrata sull’esperienza fantascientifica dei due personaggi principali, Amy e George, che all’improvviso si ritroveranno a combattere contro un’entità aliena forte e misteriosa. Il ritmo è incalzante, ti tiene incollato allo schermo in uno stato di tensione che non cala durante la visione dei tre episodi, riuscendo a dare il giusto tono drammatico sia alle vicende personali e travagliate dei protagonisti, sia all’inquietudine che sopraggiunge dopo le uccisioni dei terrestri per mano marziana.
La storia ha inizio con una novità rispetto al libro: Amy e George sono due giovani che si amano alla follia, spinti dalla forza della loro unione contro ogni maldicenza per via del precedente matrimonio di George e la successiva relazione con Amy che inesorabilmente getta i due contro continui ostacoli. Ma il loro amore è saldo, soprattutto perché verrà coronato con la nascita del loro primo figlio che Amy porta in grembo sin dal primo episodio.
Qualcosa di ben più insidioso, però, è destinato a stravolgere per sempre le loro vite: Amy è una ragazza dedita all’esplorazione dello spazio e, inconsapevolmente, durante una delle visioni al telescopio insieme al dottor Ogilvy assiste al fotogramma della prima tra le spedizioni marziane contro la Terra. Ciò che accade da lì a poche settimane rimarrà per sempre nelle loro memorie. Mostruose macchine meccaniche spazzano via milioni e milioni di persone lasciando la Terra in una landa desolata in cui tutto appare di un tetro colore rosso, come se il pianeta stesso fosse diventato un nuovo Marte.
Nel susseguirsi degli eventi vedremo Amy lottare per ritrovare il suo amato perso durante la prima invasione e, al contempo, immagini di un pianeta in rovina si frappongono mettendo il telespettatore di fronte ad un futuro già compiuto: i marziani sono morti, ma il pianeta ormai è distrutto. Eppure qualcosa per Amy non torna. Come è stata possibile la morte degli invasori se ogni singolo uomo sopravvissuto continua a rimanere nascosto?
La ragazza non da troppo spazio a questi interrogativi in quanto la ritroviamo già madre del bambino del suo amato di cui non si saprà subito la sorte. Ben pesto la solitudine di Amy viene interrotta dall’arrivo di Olvigy, miracolosamente ancora vivo. Ed è con lui che un’ipotesi precisa riprende la strada: e se i marziani fossero morti per mano dell’uomo? Se tutti quei cadaveri fossero stati mangiati dai marziani e qualche effetto collaterale li avesse uccisi? Così tentano, fanno esperimenti con sangue vivo per provare ad estirpare il male dalla terra e mentre capiscono di aver trovato la cura per sopravvivere, vediamo i ricordi di Amy ma soprattutto chi l’aveva condotta fino a quel passo decisivo: solo ed unicamente l’amore del suo caro George che era morto per salvarla e che si era gettato contro i nemici per far avere un futuro migliore al suo unico amore e a suo figlio.
In conclusione questa piccola serie si è dimostrata all’altezza della sua storia e sono certa che con un più alto numero di episodi, avrebbe potuto far ancora meglio, regalandoci di più sugli scontri con le forze aliene. Tutto sommato il lavoro concentrato in soli tre episodi è stato più che soddisfacente grazie anche alla sinergia tra le scene del presente e del futuro. Strazianti anche le scene emotive tra i diversi personaggi che hanno reso la serie davvero sublime. Merita assolutamente di esser vista.

 

 

 

 

 

 

Fulvia Elia

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