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Recensione Serie Tv: “La fantastica Signora Maisel” – prima stagione –

Maisel

Progetto grafico a cura di Sweetfire

Forse il nome di Amy Sherman-Palladino vi accenderà immediatamente una lampadina: è infatti il nome della ideatrice della fortunata serie “Una mamma per amica” e del fortunato sequel “Una mamma per amica: di nuovo insieme” prodotta dalla piattaforma Netflix. Amy Sherman-Palladino è, infatti, insieme al marito Daniel Palladino, la creatrice della nuova serie “La fantastica Signora Maisel” di cui vi parliamo oggi. Dopo aver mandato in onda il pilot della serie TV, Amazon ha ordinato ulteriori due stagioni, visto il successo di pubblico.

La storia in breve: Miriam “Midge” Maisel è una giovane moglie newyorkese del 1958. Sposata a un uomo che ama e che fa di tutto per compiacere, vive in un condominio lussuoso nell’Upper West Side di Manhattan, al piano di sopra rispetto ai genitori, ebrei conservatori, gestendo con precisione certosina le faccende domestiche: cucina e cura dei bambini, cena per lo Yom Kippur. Il marito, Joel, per combattere la noia quotidiana di un lavoro che non sopporta seppur economicamente gratificante, prova a esibirsi in un localetto fumoso del Village, il Comedy Club, come attore comico estemporaneo ma senza particolare successo; Joel, però, è sempre sostenuto dalla moglie che gli fornisce a ogni esibizione i feedback da parte del pubblico alle sue battute. La vita di Midge prende una svolta inaspettata la sera che, in seguito a un’esibizione particolarmente catastrofica, riceve da Joel la confessione di avere una relazione con la segretaria e, fatte le valigie, se ne va di casa. Midge sperando di avere il loro appoggio incondizionato, corre a sfogarsi con i genitori, i quali, invece, l’accusano di aver fatto qualcosa di sbagliato e aver così provocato la rottura del suo matrimonio. Esasperata, frustrata e delusa, Midge si ubriaca e si ritrova sul palco dello stesso locale su cui si è esibito la sera prima il marito, parla a ruota libera del suo matrimonio facendo sbellicare dalle risa il pubblico e attirando l’attenzione di un comico famoso, Lenny Bruce, e di Susie, una dipendente del locale che le propone di tentare l’ascesa sul palcoscenico come comico donna. Inizia così l’avventura di Midge Maisel, che impara a districarsi tra pranzi mondani organizzati dalla eccentrica madre, la furia dei suoceri per la fine del matrimonio e la delusione di vedere il marito insieme a un’altra donna ripercorrere la stessa vita che lei gli aveva offerto, solo in scala minore.

La serie TV di Amy Sherman-Palladino è, come lo era Una mamma per amica, fresca e frizzante, con un’ambientazione deliziosa – la New York  e la società benestante ebraica del 1958 – e una tematica estremamente contemporanea. Midge Maisel è una casalinga degli anni ‘50, sebbene sopra le righe e parecchio ribelle. Si sottopone alle torture domestiche delle donne del suo tempo: ore notturne di trattamenti di bellezza, rigorosamente dopo che il marito si è addormentato, giornate spese a mantenere il focolare in perfetto ordine e armonia, educando i figli a non far rumore per non disturbare il ritorno del “guerriero” a casa. Strepitose sono le ricostruzioni ambientali di arredi e di abbigliamento dell’epoca. Allo stesso tempo, però Midge è un’amante appassionata dell’uomo che venera e che fa di tutto per sostenere. Nel momento in cui questi l’abbandona, si lancia, in preda allo sconforto, in arringhe sempre più sarcastiche e ironiche contro le regole e le costrizioni che le donne di quell’epoca sono costrette a seguire, diventando così una sorta di paladina dell’emancipazione femminile. Tra alti e bassi, cadute e risalite repentine, Midge arriva alla fine della prima stagione ben decisa a cambiare strada nella vita e a dedicarsi al palcoscenico in barba alle convenzioni sociali che la vogliono devota e remissiva a implorare il marito di tornare e le difficoltà che una scelta del genere comporterà nella sua esistenza, affacciandosi ai favolosi anni ‘60 con audacia e coraggio.

Gli ambienti fumosi dei club dove gli aspiranti attori e comici si esibiscono, tra un bicchiere di whisky, un sigaro e un passaggio di Jazz, riportano lo spettatore indietro in un’epoca in cui il futuro era tutto da scrivere e la visione del mondo era ancora immersa in una lieve foschia di speranza e fiducia ma allo stesso tempo affronta tematiche ancora oggi attuali e importanti, come l’emancipazione femminile.

Straordinaria la recitazione degli attori principali: Rachel Brosnahan è una meravigliosa “Midge” Maisel; vi innamorerete immediatamente di Alex Borstein nei panni di Susie Myerson, la dipendente del Comedy Club che diventa agente di Midge e che la sprona a calcare il palcoscenico; Tony Shalhoub nei panni di  Abe Weissman padre di Midge, e Marin Hinkle come Rose Weissman la madre sopra le righe, poi sono impagabili.

La seconda stagione di La fantastica Signora Maisel è in programma a partire dal 5 dicembre 2018 sempre su Amazon Prime.

 

 

 

 

 

 

Snow White

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