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Recensione Serie Tv: La cattedrale del mare – 1×05-06 – “Non siamo come loro”-“Segreti”

Progetto grafico a cura di Francesca Poggi

Salve Fenici!

Barcellona è ancora alle prese con la peste. Alcuni barcellonesi credono che siano stati i Giudei ad avvelenare l’acqua dei pozzi. Per questo motivo cercano di assaltare il loro quartiere. Arnau salva un gruppo di bambini ebrei e lo schiavo Sahat dalla folla inferocita. Durante lo scontro, rimane ferito e il padre dei bambini, Hasdai Crescas, un commerciante di schiavi e spezie, lo fa curare dal suo medico: ha salvato i suoi figli.

Finalmente l’epidemia di peste finisce, Arnau guarisce e si commuove per la riconoscenza dei bambini. Quando vuole andare via, sentendosi in debito con lui, Hasdai si offre di dargli tutto ciò che vuole. Lui non ne vuole sapere niente di privilegi e nobili, ogni volta che uno di loro è entrato nella sua vita gliel’ha rovinata. Hasdai e Sahat si offrono di essere suoi amici, ma lui continua a non sentirsi degno di loro. Alla fine accetta solo l’aiuto per diventare un cambista e il servizio di Sahat, che sarà al suo fianco come un uomo libero e non come  schiavo per  insegnargli l’arte del cambio.

Padre Albert chiede ad Arnau di adottare Mar, la figlia di Fortun un bastaixos morto di peste. Arnau accetta e le darà persino una dote. A cosa serve il denaro se non puoi deciderne liberamente e usarlo quando serve? Il topolino Mar è accolta in casa. È allegra, impertinente e spigliata. Non le piacciono molto le faccende di casa. Anche Sahat si affeziona molto a lei, tanto da diventare il  suo complice quando succede qualcosa.

1356. Dopo molti anni Arnau è diventato ricco. Quando Sahat indaga su Grau, scopre che lui e la sua famiglia si sono indebitati fino al collo e hanno investito tutto su un carico di merci che in quel momento è su una barca incagliata in balia della tempesta. Arnau decide di non aiutarli decretando così la loro rovina e finalmente ottenere la sua vendetta. L’uomo compra i debiti di Grau e così acquisisce tutti i suoi beni. Non è questa la vera vendetta, ma il fatto che li sbatte fuori di casa, fa bruciare le loro scarpe nel cortile, gli fa togliere i vestiti per darli agli schiavi che libera, vende tutto e chiude la casa.

1359. Mar e Sahat agiscono alle spalle di Arnau mandando in fumo ogni tentativo di trovare un marito per la ragazza. Lei non vuole sposarsi perchè ama Arnau, ma lui la vede solo come una figlia.

Una flotta castigliana sta per attaccare Barcellona. Arnau va al canale e fa incagliare la sua nave per chiudere l’ingresso e non far entrare i nemici. Durante la notte inizia l’attacco, risolto soltanto dall’arrivo di alcune navi sulle quali don Pedro ha fatto montare dei cannoni e la guerra è vinta. Arnau è portato in trionfo come un eroe. Il re Pedro premia il suo coraggio e il suo impegno nominandolo Barone di Granollers, Sant Vicenza d’elsa Horts e Caldes de Montbui, dandogli in sposa la sua pupilla Elionor e facendo tornare Joan da Bologna. Arnau non è molto felice delle nozze e neanche Elionor lo è, non vuole sposarsi con quello che reputa solo un servo. Arnau chiede perdono a Mar per averle fatto credere di essere liberi quando non sono altro che schiavi arricchiti. Le ha riempito il cuore di false speranze. Joan celebra il matrimonio tra Elionor e Arnau. Fuori dalla chiesa ci sono Aledis e Francesca. Francesca è l’unica persona che è contenta delle nozze. Spiega ad Aledis che  le ha mentito perché non si meritava il figlio e devono dimenticarlo, sono entrambe delle prostitute, mentre Arnau avrà la vita che nessuna delle due è riuscita a dargli.

Al castello di Montbui, il vecchio castellano offre le chiavi a Elionor, offendendo così Arnau, dovrebbe essere lui a prenderle. Ma lui ringrazia ugualmente senza far vedere di essersi offeso. Revisionando i registri, Arnau si accorge che sono pieni di imbrogli per far quadrare i conti. Spinto da Joan va a esplorare le sue terre e scopre che i campi sono ricchi ma incolti. Trova un misero uomo con la sua famiglia, non hanno più niente. Non li picchia come loro si aspettano, anzi gli dà tutti i soldi che ha in quel momento. Dovunque è così e i contadini che restano sono obbligati dai nobili a firmare i Capbreus, documenti che riconoscono la validità di tutti i diritti feudali che erano caduti in disuso durante i periodi di prosperità.

Elionor interagisce solo con Joan. Vuole convocare tutti i nobili, i contadini e i servi per la festa della Vergine di Agosto per farsi rendere omaggio. Così forse Arnau smetterà di prestare tanta attenzione ai servi e farà amicizia con i nobili. Questi simpatici signori non vogliono rendere omaggio e giurare fedeltà ad Arnau, che reputano di condizione inferiore alla loro, neanche il re può obbligarli. Lui per tutta risposta bandisce dalle sue terre tutte le male usanze cioè toglie il diritto ai nobili di ereditare dai loro vassalli, maltrattarli, appropriarsi dei loro beni e dormire con le spose la prima notte di nozze, ai latifondisti devono chiedere solo la giusta paga del canone delle loro terre e dichiara quest’ultimi liberi. Gli dà dignità.

Tornato a Barcellona, Arnau viene eletto Console del mare, potrà aiutare meglio le persone anche grazie ai suoi soldi e al suo titolo. Elionor trama alle sue spalle e va dall’avvocato d’Area per chiedere cosa succerebbe se Arnau dovesse morire. Non avendo avuto figli la dote le verrebbe restituita, mentre il patrimonio del marito le spetterebbe solo per il primo anno di lutto. E così cerca di convincere Arnau a darle un figlio e a condividere il letto. Lui risponde che hanno già una figlia, Mar. In cambio la donna promette che un giorno gliela farà pagare.

Padre Albert muore felice con Joan e Arnau al suo fianco. Gli uomini gli sono molto grati per quello che ha fatto per loro. Vuole che continuino a costruire la chiesa per la Vergine. Arnau ricorda con Mar suo padre che, anche se erano molto poveri, trovava sempre dei motivi per lottare. Mar non vuole sposarsi perché ha già trovato  l’uomo che gli toglie il respiro… lui, lui che è così cieco da non accorgersene. E quasi quasi glielo dice. Elionor li ha visti, un casto bacio sulla fronte da padre a figlia. La sua vendetta avrà a che fare con questo gesto?

Anche in questa puntata Arnau fa un passo avanti e tre indietro nel suo personale sfigometro. Tornato dalla guerra per scappare da se stesso, trova solo morte e distruzione. Aiuta una famiglia di Giudei perché non crede che siano stati loro ad avvelenare i pozzi e provocare la peste ma il capofamiglia è un mercanti di schiavi, la cosa che lui più odia al mondo dato che  il padre ha dato la vita per la sua libertà. In compenso i bambini ebrei sono riconoscenti a un uomo cristiano di averli salvati, non fanno caso al credo religioso.

Arnau è buono e generoso, ma nessuno riconosce il suo valore, tutti lo ostracizzano perché non è un nobile di nascita. Essendo figlio di un contadino, tutti vogliono manipolarlo. Lui fa tutto ciò che può per aiutare la gente, anche comprando un galeone solo per trainare le barche in difficoltà: è una cosa buona per la città, quindi lo è per lui anche se ci perde. Dà dignità a tutti, servi della gleba compresi. Finalmente ha la sua vendetta e umilia i cugini come loro hanno fatto con lui, facendoli letteralmente spogliare di tutto, scarpe comprese. Li lascia con niente e facendogli fare una vera e proprio camminata della vergogna.

Molto commovente la morte di padre Albert che ha fatto di tutto per aiutare Joan, Arnau e poi Mar. La povera ragazza sembra che sia stata contagiata dal padre adottivo nel maiunagioia. Lo ama ma lui ha i prosciutti davanti agli occhi e la vede solo come la sua bambina. È stato un buon padre per lei, dolce, onesto e affettuoso. Ma lei lo considera come un uomo che vede e non vuole vedere. Cosa ci riserverà l’ultima puntata? Quali saranno le sfighe finali di Arnau? Non ci resta aspettare e sperare in un lieto fine.

Serena Oro

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