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Recensione Serie Tv: L.A.’s Finest – 1×4 – “Déjà Vu”

Progetto grafico a cura di Eve

Che cuore, Fenici, che ricercatezza.

Solo così posso definire questo episodio, che non fa altro che confermare le mie impressioni iniziali su questa serie: è stupenda.

Presente e passato si alternano, mostrandoci qualche dettaglio degli accadimenti che hanno portato Syd in terapia intensiva a Miami. Aveva un compagno premuroso, suo superiore nella task force contro Gabriel Knox, che ha cercato di proteggerla e tenerla al sicuro in ogni modo; vederla accettare di salire in auto con un delinquente e gettare a terra l’auricolare, sapendo cosa le sarebbe successo, è stato davvero frustrante.

Oggi, la sua priorità è liberarsi del Fentanyl e per farlo chiede aiuto a Nancy: sapendo di una prossima retata, decidono di nascondere i 20 milioni in droga di Knox proprio nell’officina bersaglio dell’indagine, in modo da deviare, si spera, il bersaglio sulla schiena di Syd senza però lasciare il narcotico per le strade.

Il piano ha successo, ma alcuni colleghi non sono convinti. Il Fentanyl è troppo, una quantità assurda per il gruppetto disorganizzato di meccanici che hanno arrestato e forse stavolta le ragazze hanno esagerato.

La figliastra di Nancy ci rivela perchè si è rasata i capelli: doveva somigliare al documento falso che le era stato procurato, per andare in carcere a trovare la donna che guidando ubriaca ha ucciso sua madre. Purtroppo viene scoperta, e per stavolta non riesce a fare ciò di cui aveva chiaramente un bisogno profondo.

Il clou dell’episodio secondo me è il modo in cui Syd affronta il trauma del rapimento e delle violenze subite. Sapevamo che aspettava un bambino, oggi abbiamo visto chi era il padre e come lei si è risvegliata in ospedale: sconvolta, disperata, terrorizzata.

Ora, a distanza di anni, quando non riesce a dormire va in terapia intensiva neonatale, come volontaria, e abbraccia, culla i bambini soli, quelli che non hanno nessuno o i cui genitori non possono essere costantemente presenti; ci spiega il perché quando porta con sé Ben, la cui moglie è incinta per la terza volta dopo aver perso due bimbi e aver rischiato la vita. Il tronco encefalico, dice, non capisce la differenza tra passato e presente, per questo le persone soffrono di disturbo post traumatico da stress, ma stare con quei piccolini, stringerli, fa calmare la paura correlata a ciò che è accaduto in precedenza.

Non so se Syd avesse ragione, ma mi è piaciuto vedere come ha cercato di aiutare il collega: è evidente che i quattro detective non sono solo rivali sul lavoro, ma anche partner e amici.

Per tutto l’episodio, poi mi sono chiesta che fine avesse fatto il compagno di Syd e alla fine eccolo là, direttamente da Miami a supporto della task force contro Gabriel Knox.

Una bella botta per Syd.

Ecco, a questo punto non vorrei ripetermi, ma non posso far altro che elogiare nuovamente questa serie, così bella, appassionante e ben fatta che davvero non mi lascia granché da dire. Stavolta toccava al trauma, argomento molto difficile da trattare, e invece eccolo! Preso delicatamente e avvolto in una copertina che profuma di neonato.

Vi giuro mi sembrava di poter sentire quell’odore dallo schermo.

Syd e Nancy restano un duo coeso e, come dicevano i Ben’s, loro si coprono sempre le spalle, incondizionatamente; non contano le rivelazioni sul passato, anzi, qualsiasi cosa sembra doverle dividere finisce con l’avvicinarle. Senza drammi, senza problemi inutili.

Serena Oro

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