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Recensione Serie Tv: “Killing Eve”

Killing Eve

Progetto grafico a cura di TessV

 

Genere: Drammatico, Poliziesco

Ideatori: Sally Woodward Gentle,Lee Morris, Phoebe Waller-Bridge

Anno: 2018

Distribuita da: BBC America, TIMVision

Serie tv di 8 episodi.

 

Londra. Eve Polastri è un’addetta alla sicurezza ma è affascinata dai casi di assassine e cova il desiderio segreto di essere una spia. Villanelle è  un’assassina pericolosa e capricciosa che vive nel lusso grazie al suo lavoro. Quando Eve collega una serie di omicidi in tutta Europa a Villanelle, viene assunta per rintracciare l’assassina. Le due finiscono per ossessionarsi l’una con l’altra. Chi sarà il cacciatore e chi la preda?

 

 

Killing Eve è sovversivo nel suo genere: prende il classico modello poliziotto contro serial killer e inserisce due donne nei ruoli principali, cambiando tutte le dinamiche.

Il personaggio più intrigante dello show è Villanelle, e l’attrice è eccezionale. Villanelle è brillante, senza paura, infantile, divertente e psicopatica: dopo aver ammazzato una persona, si ferma sempre per guardare la luce attenuarsi nei suoi occhi. Parla diverse lingue con proprietà di linguaggio, e c’è anche una scena ambientata in Toscana in cui l’attrice sfoggia un italiano di tutto rispetto. Le vittime non hanno paura di lei in quanto donna giovane e bella, ed è facile per lei interpretare ruoli che non danno nell’occhio, come commessa, cameriera o infermiera, per poi sfoggiare il suo lato sanguinario al momento opportuno.

Eve la batte in competenza e intelligenza. L’agente è estremamente intuitiva e capace di mettere insieme le informazioni in un modo che nessun altro può fare. Al contrario di Villanelle, è una donna impacciata e dimessa, non a suo agio in vestiti di lusso, ed è costretta in continuo ad andare fuori la sua zona di comfort e a inserirsi in ambienti in cui sembra un pesce fuor d’acqua.

Spesso nella dinamica poliziotto-assassino l’ossessione reciproca nasconde un’attrazione tra i due personaggi, che in alcuni casi viene negata dai telefilm per non inserire tematiche omosessuali. In Killing Eve, questa cosa non solo non viene negata ma esasperata, con Villanelle che riempie di regali Eve e Eve che sembra fin troppo ossessionata dalla ragazza.

Il telefilm avrebbe potuto essere perfetto se non peccasse di alcune ingenuità.

Uno dei personaggi è il classico informatico che riesce a entrare in tutti i sistemi di sicurezza e in tutte le basi dati in poco tempo. Ve lo posso dire da persona del mestiere, NON è possibile una cosa del genere, un hacker per penetrare in una rete può impiegare giorni e può non riuscirci affatto. Mi aspetto che le reti di servizi segreti e carceri non siano un colabrodo, altrimenti ci avrebbero già conquistato i russi e i cinesi.

Invece nel gruppo investigativo mancano assolutamente figure in grado di utilizzare un’arma e combattere in modo efficiente, per cui quando si trovano uno contro uno con Villanelle finiscono per sembrare dei topolini contro una gatta esperta. Anche questo è un po’ assurdo e improbabile.

In sintesi, una serie da vedere di filato in un solo pomeriggio, chiudendo un occhio su qualche imprecisione.

 

Snow White

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