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Recensione Serie Tv: Il nome della rosa Episodio 3 e 4

episodi 3 e 4

Progetto grafico a cura di Francesca Poggi

È da una settimana che devo scrivere questa benedetta recensione e sono ancora in alto mare! Ma se non la consegno entro oggi chi la sente Verusca, la mia admin?! Ed eccomi qui a raccontarvela.

La serie mi piace moltissimo per due ragioni: la bravura di Turturro (che mi aveva già conquistata in Trasformers) e la grande prestanza fisica di Adso. Ottimi motivi no? Soprattutto tenendo conto che il libro giace da anni intonso in cantina e la precedente versione con Sean Connery non mi aveva particolarmente entusiasmata.

Due le premesse: prima di tutto si parla di Chiesa e per quanto mi riguarda, darei in pasto ad una tribù di cannibali tutti i preti. La tribù in questione non so se esiste, ma direi che non ci sono dubbi circa il mio punto di vista sull’argomento. Secondariamente, non capisco la ragione, ma negli episodi si fa spesso alla poetica di Aristotele andata distrutta.

Le scene che ho apprezzato maggiormente sono state quelle ambientate in biblioteca.

Sì, siamo tutti perfettamente consapevoli che molto di quelle immagini (dai vecchi manoscritti alle ragnatele), è stato il frutto di un minuzioso lavoro fatto al computer, ma pazienza, rendiamo omaggio alla creatività di quei fantastici professionisti!

Comunque, tornando a quanto stavo dicendo, le scene migliori per me sono state quelle con Adso e la sua bella straniera. Scene condite da qualche innocente bacetto che certamente rende tutto più interessante. Adso vattene da quel covo di matti, prendi la tua bella e scappa lontano da questi vecchiacci!

A proposito, mi duole informarvi della morte di Berengario. Restano dubbi sul suo orientamento sessuale ma temo dovremo farcene una ragione. Naturalmente non si tratta di una morte naturale.

Guglielmo nel frattempo ritrova i suoi occhiali e, per anticipare eventuali altri scherzetti dell’assassino, ne crea pure un paio di riserva. Astuto!

Il resto dei due episodi si concentra sull’imminente scontro.

Arriva il vescovo Gui (antagonista di Guglielmo) e con lui Anna, figlia di Dolcino. La ragazza è l’unica sopravvissuta all’attacco ordinato da Gui al suo villaggio. Lo sta seguendo perché vuole vendetta e non si fermerà di fronte a nulla pur di ottenerla!

Remigio, ex dolciniano che si è macchiato delle peggiori azioni, dai rapimenti agli assassini è riuscito a trovare riparo nell’Abbazia…incomprensibile come sia stato possibile secondo il mio punto di vista.

Finalmente, le ricerche di Guglielmo e Adso portano alla scoperta della sala nascosta nella biblioteca, il cui accesso però dovrà essere rimandato, poiché il gallo ha cantato l’inizio di una nuova giornata in Abbazia.

In definitiva, questa serie mi sta piacendo molto, ma trovo piuttosto difficile raccontarla perché ha intrecci alquanto complessi. Spero comunque di avere fatto nascere in voi la curiosità e la volontà di seguirla.

Buona visione!

 

 

Romanticamente Fantasy

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