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Recensione Serie Tv: How to get away with murder – 6×15 – “Stay” – Finale di stagione

Let's hurt him

Progetto grafico a cura di Eve

Scrivere una recensione esaustiva su questo episodio è pressoché impossibile. Dunque, mi limiterò ad alcuni fatti che non precluderanno a nessuno di gustarsi questo meraviglioso finale.

I primi secondi vengono sconvolti da un colpo di scena e dal tempo riavvolto a tre giorni prima.

Alla sbarra si presenteranno tre testimoni, due dei quali sosterranno la colpevolezza di Annalise mentre uno stupirà tutti con le sue parole.

Connor è molto tormentato, tanto da credere di meritare la galera e compiere l’unica azione in grado di mettere in salvo Oliver. Michaela, al contrario, è ferma sulla convinzione di meritare di più dalla vita e di aver fatto bene ad accettare l’accordo.

Un segreto, rivelato in alcune puntate precedenti, porta Frank a compiere varie azioni, personali e di sostegno per Annalise, ma anche una decisione verso Bonnie.

Nell’ultimo giorno di processo arrivano le arringhe finali. Lennox dipinge Annalise come un’omicida e non come una vittima dello Stato, accusandola ancora di tutti i crimini imputati.

Le parole che la Keating decide di usare sono toccanti.

La protagonista si mette a nudo. Per anni ha indossato una maschera nella speranza di essere accettata dal mondo, ma adesso è stanca e la depone. Confessa di aver fatto cose brutte perché è umana, però proclama la sua innocenza rispetto a ogni accusa dell’avvocato Lennox. Questo è uno dei momenti più profondi dell’episodio, non soltanto per la scelta delle parole ma anche per la recitazione sentita e commovente dell’attrice.

La scena del verdetto è piena di tensione. Musica, azioni lente, sguardi e pause creano il giusto stato di ansia che merita quest’attimo.

Gli ultimi minuti del finale di stagione sono carichi di emozioni e colpi di scena. Sentimenti spezzati e altri rivelati, amicizie distrutte, chiusure di conti in sospeso, scelte sofferte, discorsi commoventi, urla strazianti e infine piccole gioie.

Si ritorna al colpo di scena che ha aperto l’episodio e che da subito aveva regalato allo spettatore un finale troppo scontato. Ma in questa serie tv non c’è nulla di scontato e le ultime battute sorprenderebbero chiunque.

In tutta onestà, ho seguito con vivo interesse le prime stagioni della serie, mentre le ultime solo con curiosità. Eppure, il finale ha saputo commuovermi, oltre che riempirmi di stupore.

Concludo con una frase che mi ha colpita, poiché è alla base di tutto.

«Tutti cerchiamo quella persona nelle nostre vite. Qualcuno che ci mostri che è possibile sopravvivere qualunque cosa di buono o brutto ci succeda».

Abbiamo sbirciato le vite di persone che non desideravano altro se non essere amati. L’accettazione da parte della società affligge tutti e ci porta a compiere azioni sbagliate, così come il forte desiderio di trovare qualcuno che ci accetti. Annalise non voleva essere giudicata, eppure è stata il primo giudice di se stessa. Si è cucita addosso un’immagine che il mondo avrebbe accettato perché lei non sarebbe mai potuta andare bene. Ma chi lo dice? Chi ha dato il diritto agli altri di giudicare ciò che vedono? Perché disprezzare sembra essere più facile di ammirare? In fondo, vogliamo tutti la stessa cosa: vivere felici.

Serena Oro

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