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Recensione serie TV: Hill House S1E1

“Nessun organismo vivente può mantenersi a lungo sano di mente in condizioni di assoluta realtà; perfino le allodole e le cavallette sognano, a detta di alcuni. Hill House, che sana non era, si ergeva sola contro le sue colline, chiusa intorno al buio. Si ergeva così da ottant’anni e avrebbe potuto continuare per altri ottanta. Dentro, i muri salivano dritti, i mattoni si univano con precisione, i pavimenti erano solidi e le porte diligentemente chiuse. Il silenzio si stendeva uniforme contro il legno e la pietra di Hill House e qualunque cosa si muovesse lì dentro, si muoveva sola.”

 

Questo è l’inizio del racconto della scrittrice Shirley Jackson, che ispira la nuova serie di fantasmi di Netflix, Hill House, che ha debuttato sul canale di streaming venerdì 12 ottobre.

La serie si articola in dieci episodi di un’ora circa ciascuno e ci racconta la storia della famiglia Crane e degli orrori da loro vissuti nella casa di Hill House.

Il primo episodio ci porta a conoscere i vari membri della famiglia. Dei cinque figli spiccano Steve, il maggiore, diventato scrittore di libri sulle case infestate, e Nell, la figlia più piccola. Sarà proprio lei dare il via, con una telefonata, agli eventi che porteranno al ritorno della casa nella vita della famiglia Crane.
Questa dimora, protagonista silenziosa della serie, è una tetra costruzione che sotto un’apparenza nobile, nasconde segreti e misteri accennati durante tutto l’episodio. Una casa enorme, lussuosa, labirintica (infatti proprio come un labirinto è rappresentata nella sigla) che viene presentata come il castello felice dei Crane, ma che si trasforma in fretta in un luogo oscuro e scenario di una tragedia familiare che avrà pesanti ripercussioni.

Hill House segue le dinamiche tipiche di una serie di fantasmi classica: tempi lunghi, partenza molto lenta, fotografia dalle luci cupe per gli interni e smorzate per gli esterni, jumpscare dosati con cura (per i non appassionati di horror si tratta di far letteralmente saltare lo spettatore per la paura).
La narrazione è strutturata su due piani temporali strettamente connessi che percorrono nel passato gli orrori che hanno portato al disfacimento della famiglia protagonista e nel presente seguono di volta in volta uno dei membri della famiglia Crane.
Non tutto però è riuscito alla perfezione. Si intuisce infatti che la regia stia costruendo qualcosa che si svelerà nel prosieguo della serie, quindi alcuni passaggi sono forzati. Le dinamiche della famiglia Crane, che per un passato orrore si ritrovano separati e in lite tra loro, sono fin troppo affrettate per poter accomodare tutti i membri nello stesso episodio, in particolare Luc, il più piccolo, che viene presentato in una non ben definita comunità, per poi sparire fino alla fine dell’episodio.

Sul fronte del cast per ora non c’è nulla da segnalare, non c’è stato abbastanza tempo per poter vedere la stoffa degli attori, tra i quali troviamo due volti molto noti nel panorama dei serial: Timothy Hutton, nel ruolo del padre, e Carla Gugino in quello della madre.

Il giudizio su questo inizio serie è positivo, tuttavia. Nel catalogo Netflix mancava una bella storia di fantasmi e Hill House ha tutte le carte in regola per riempire questa lacuna.
Non mi resta che augurarvi buona visione e ricordarvi che “qualunque cosa si muovesse lì dentro, si muoveva sola.”

Editing : Hermione72

baby.ladykira

Admin Founder del gruppo ROMANTICAMENTE FANTASY SITO
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