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Recensione Serie TV: Grimm stagione 6

Benvenuti alla sesta e ultima stagione di Grimm, dove saluteremo definitivamente Nick, il suo legnetto e l’allegra combriccola, per sempre! Immagino che tutti voi pensiate di avere una risposta a tutte le questioni in sospeso di questa serie, come la fantomatica famiglia reale o l’artiglio nero, o magari qualcosa in più su Diana e il suo destino, e invece no, assolutamente e inesorabilmente no.

Al centro di questa nuova stagione ci sono solo Nick e il suo legnetto.

No, non sto scherzando, purtroppo… ma cominciamo dall’inizio.

Renard, dopo la morte di uno dei capi dell’artiglio nero, per mano sua, (il bellissimo e amabilissimo Bonapart), o meglio di sua figlia che lo manovra con i suoi poteri, cerca di incastrare Nick con l’accusa di terrorismo e di farlo arrestare. Nick sembra spacciato, e si nasconde in diversi posti, (tanto per farci perdere un po’ di tempo), fino a che Adalind non gli chiede di tornare a casa dato che devono ricreare la famiglia perfetta. Nick si fa trasformare in Renard e rinuncia davanti alle telecamere alla carica di sindaco e scagionare il vero se stesso dalle accuse. (Carina la scazzottata tra i due Renard)

Ci sta un bel “ti sta bene Renard”! Così tutto è di nuovo in carreggiata.

Se non che Eve è stata salvata dal legnetto (ha poteri che trascendono l’umana sapienza) e da quel momento diventa strana, cioè più strana di prima, riacquistando i sentimenti che provava per Nick e buttando via tutte le parrucche.

Frenate la fantasia, niente coppia Nick – Juliette. Almeno questo ci è stato risparmiato. Alleluja!

Tutti sono molto preoccupati per i poteri curativi del legnetto, tutti tranne Nick che lo difende a spada tratta, e non vuole separarsene (eh ci credo è un salvavita portatile!). Il panno con cui era avvolto il raro manufatto riporta una serie di simboli, che risultano essere una specie di calendario, che riporta una data futura in cui dovrebbe succedere qualcosa. Sicuramente terribile.

Scopriamo, verso la metà della stagione, che qualcuno vuole il legnetto e lo vuole tanto, ma talmente tanto, che è disposto ad attraversare lo specchio del bagno di Nick per prenderselo. Cioè parliamone, neanche la doccia in pace si può fare oggi giorno, senza che una specie di Sinister in stato di astinenza, non appaia. Non so se è peggio che Nick sia una versione malriuscita di Harry Potter con il suo legnetto o che la versione attraverso lo

specchio, sia un connubio tra il libro di Carroll e il film Sinister, poveri noi! Se poi ci aggiungete che il povero Renard vede il fantasma di Meisner (probabilmente a causa del senso di colpa per averlo ucciso) abbiamo tutti i dettami di un horror di serie C!

Nel giorno 24 marzo, predetto dal calendario, ritrovato nel panno che proteggeva il legnetto, quella scema di Juliette, seguita dall’impavido Nick, attraversano lo specchio, usando un incantesimo, reperito in uno dei libri della madre di Adalind, ritrovandosi in una realtà alternativa simile alla Foresta Nera. In questo posto strano, simile per certi versi a Narnia, ci sono dei Wesen in woge che parlano solo tedesco e attaccano i poveri umani o i wesen più deboli. I wesen locali hanno un leader: uno strano essere molto grosso che maneggia un bastone e ha un’aria cattiva (il guardone dello specchio del bagno).

Intanto il gruppo di prodi, presi dalla disperazione, si confida con Renard, che grazie alle sue conoscenze, viene a scoprire che l’essere che abita il mondo al di là dello specchio, è il Diavolo, che potrà uscire dalla sua prigione, solo se un Grimm aprirà il passaggio nel giorno in cui i pianeti saranno allineati. Dato che Nick si trova dall’altra parte e i pianeti sono in linea, possiamo dire che il disastro è completo. Il Diavolo, infatti, riesce a passare, dopo aver sconfitto Juliette e Nick. Questo demone, mentre nella sua prigione ha una faccia da teschio, nella nostra realtà ha un fisico da gnocco universale.

Le prime cose che fa sono uccidere, rubare vestiti e imparare la lingua, con risvolti quasi comici. Il suo scopo è ritrovare il legnetto e rapire Diana, per farla diventare la futura madre dei suoi 100 figli (Adalind spero tu sia fiera della tua prole!).

Ma voi vi starete domandando perché tutti vogliono questo benedetto legnetto. Eh perché è benedetto.

Il Diavolo ha un bastone potente a cui manca un pezzo, il legnetto appunto, ma per averlo ha bisogno che Nick glielo dia spontaneamente.

Si campa cavallo!

Il Diavolo intuendo l’impossibilità della cosa, uccide tutti, intendo proprio tutti, tra cui Hank, Wu, Adalind ecc. Restano in vita solo Nick, Diana, Kelly e Trouble. Non funziona niente contro di lui, neanche la magia del sangue (sangue di Hexembiest, Grimm e Wesen insieme). Mentre Nick sta per consegnare il legnetto ed evitare che uccida anche i suoi figli, viene fermato da sua madre e zia Marie, apparse in carne e ossa, che lo spronano a combattere e sconfiggere il demone. Insieme anche a Trouble riescono a sconfiggerlo usando il bastone integro. Di punto in bianco si apre un portale, che trascina Nick e il bastone al suo interno, e il tempo torna a prima che il demone uscisse dallo specchio, dove sono tutti vivi, stanno bene, ma non ricordano nulla. L’unica persona che ricorda qualcosa è Diana. Tutti sono felici e si abbracciano.

L’ultima scena è ambientata 20 anni dopo, mentre Kelly sta scrivendo questa storia in uno dei libri, viene disturbato da sua sorella Diana, che lo invita a una caccia al Wesen, insieme ai genitori e ai tre gemelli, probabilmente figli di Rosalind e Monroe. Fine.

Deludente? Si, moltissimo. Si e no salvo un paio di episodi, ma la maggior parte sono veramente tediosi e inutili. Così dopo sei stagioni ci restano dei dubbi sia sulla Famiglia Reale sia sull’Artiglio Nero e aggiungerei anche il Vallo di Adriano. Non sappiamo che fine fanno i personaggi, tranne i due marmocchi, o il destino di Diana, il perché è così speciale. Ecco penso che proprio il personaggio di Diana sia stato studiato male. Comunque tutto sommato sono dispiaciuta sia finita così, perché aveva del potenziale questa serie, certo non mi aspettavo un’ultima stagione così orrenda. Peccato.

Recensione Serie TV: Grimm stagione 6
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Gaia

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