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Recensione Serie Tv: Doom Patrol – 1×03 – “Puppet Patrol”

Donkey Patrol

Progetto grafico a cura di Marina Alesse

Salve a tutte fenicette e bentornate. Siete pronte a seguire il nostro Cyborg?

Alla guida del suo nuovo gruppo di quasi amici, il giovane eroe è deciso a ritrovare il suo amico scomparso. Jane cerca di rendersi utile a modo suo con volantini e ricerche a tappeto. Nel frattempo riviviamo da vicino un altro frammento del passato dello sfortunato aviatore bendato, durante il quale ci rivela una parte dei suoi oscuri segreti. Cyborg fa fatica a mettere insieme tutte queste personalità così diverse l’una dall’altra, ma ognuna ha un elemento in comune, il buon samaritano che è stato promotore della loro rinascita. Nessuno si può esimere dall’operazione, così il gruppo si prepara per un’altra missione di soccorso. Certo di poter usare le risorse della fondazione di suo padre, il ragazzo lo contatta, lo attende però un’amara sorpresa. Dopo aver accettato la scelta di suo figlio di dedicarsi a questa crociata fuori casa, gli comunica che a fronte della situazione, la sua squadra se la dovrà cavare da sola. I mezzi e le risorse della fondazione non potranno essere a sua disposizione. Questa è per Cyborg l’occasione di spiccare il volo da solo. La missione comincia con l’autobus sgangherato del gruppo diretto in Paraguay. Ovviamente i tempi si allungano e il morale peggiora. Molte cose andranno storte e almeno una parte di loro arriverà vicina alla risoluzione del problema, scoprendo le origini della nascita di Nobody.

Riusciranno i nostri amici a trovare le tracce di Niles, il loro mecenate scomparso?

Un’altra occasione per sbirciare nel passato dei nostri amici. Ogni episodio ci regala qualche scena piccante o qualche episodio toccante. Capiamo fino in fondo i drammi sociali vissuti e precedenti agli eventi che li hanno portati a essere ciò che sono ora. Una vita che di semplice non ha davvero nulla, nella quale le tematiche sociali rendevano la loro quotidianità un procrastinare di eventi ineluttabili, come accadde a Larry, il nostro aviatore, imprigionato in un matrimonio infelice, a causa dell’impossibilità di vivere la sua condizione di omosessuale. Quindi è lecito chiedere: erano davvero più felici prima, o solo adesso riescono a guardare in faccia la loro più profonda essenza, non più prigionieri di una quotidianità morbosa e piena di aspettativa?

Adoro l’introspezione psicologica, con la quale viene portata avanti questa serie. Le molte personalità di Jane, misteriose e struggenti, la freddezza di Rita, tesa a nascondere inquietanti segreti, l’istintività di Cliff, a coprire una precedente vita di eccessi egoistici. Questo vedo e non vedo che ti dà un po’ di più ogni volta con la promessa di eclatanti colpi di scena. L’omosessualità di Larry è ben rappresentata dal suo dissenso con l’entità energetica che alberga in lui. Assistiamo così alla materializzazione delle sue nevrosi, alterchi che emergono per stabilire lo status di supremazia, uno cerca di avere la meglio sull’altro. Poteri speciali a parte, non è certamente il gruppo di supereroi tipico con mezzi da sballo e capacità fuori dal comune. No, loro sono gli eroi della porta accanto, agiscono fuori dagli schemi e ci regalano soluzioni incredibili, ma sono anche semplici, con una forza di volontà quasi commovente che ce li fa sentire un po’ più vicino, nonostante siano individui così fuori dal comune.

La storia continua aprendoci scenari degni delle migliori serie DC.

A presto mie Fenici!

Serena Oro

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