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Recensione Serie TV: Doctor Who Stagione 5

Oggi il nostro Micael prosegue il viaggio del Doctor Who con la quinta stagione

Progetto grafico a cura di Frarale

 Ed eccoci di nuovo qui… avevamo lasciato il nostro Dottore in fase di rigenerazione dopo aver salvato nuovamente il nostro pianeta dalle mire del Maestro, e lo ritroviamo mentre si schianta a Leadsworth, nel 1996, davanti alla casa di una bambina di sette anni, Amelia Pond (interpretata da Caitlin Blackwood, cugina di Karen Gillian che interpreta Amy adulta);

la bambina chiede aiuto al Dottore, credendolo un poliziotto, perche in camera sua si è formata una strana crepa nel muro dalla quale la bimba sente di notte fuoriuscire una voce. Il dottore, ancora sfasato dalla rigenerazione appena avvenuta, promette alla bambina di portarla con sè e di aiutarla a risolvere il problema. (Tenete a mente la spaccatura, perché sarà il filo conduttore di tutta la stagione.) Da quella crepa è uscito un alieno fuggitivo che sta facendo il bello e il brutto tempo nella piccola cittadina, e quando il dottore ritorna in città (pochi secondi dopo per lui, dodici anni dopo per Amy e il resto del mondo) l’alieno ormai, grazie alle sue capacità di metamorfosi e grazie ad un filtro di percezione, gira per Leadsworth indisturbato. Il problema è che questo alieno è nelle mire del popolo Atraxi, coloro dai quali era fuggito, che intimano agli abitanti della terra di consegnare il prigioniero, pena la distruzione del pianeta. Il dottore si trova quindi ad avere venti minuti di tempo per risolvere il problema. Cosa che, grazie alla sua proverbiale intelligenza ed astuzia, gli riesce. Dopo un altro momento di “rodaggio” del nuovo TARDIS, il dottore si ripresenta da Amy (due anni dopo) chiedendole di seguirlo nelle sue avventure, cosa che la rossa scozzese accetta di fare al volo, nonostante il giorno seguente sia quello delle sue nozze con l’infermiere Rori Williams (personaggio che inizialmente sarà solo ricorrente ma poi diverrà secondo companion dell’undicesimo, tra l’altro a mio avviso uno dei personaggi più struggenti di tutta la serie). Nel corso delle loro avventure, il dottore ed Amy incontreranno River Song (che sarà fondamentale nella sesta stagione) e gli homo reptilia, i primi abitanti della terra tanto simili ai rettiliani cari ai complottari, e avranno a che fare nuovamente con i Dalek e con i terribili Angeli Piangenti, che arriveranno a cancellare l’esistenza di Rori lasciando in un’inconsapevole Amy un vuoto incolmabile.

Ruolo importante nello svolgersi della trama lo avrà anche il folle pittore olandese Vincent Van Gogh, che verrà aiutato dalla coppia Dottore-Amy a sconfiggere un alieno intento a decimare la cittadina provenzale in cui vive il pittore. Nelle puntate finali si arriva a tirare le somme di tutto; si scopre che la spaccatura nello spazio è dovuta all’esplosione del TARDIS manomesso dal Silenzio. Grazie ad un quadro di Van Gogh, il dottore si dirige a Stonehenge nell’anno 102 d.C., luogo dove le leggende narrano sia celata la Pandorica, contenente il più potente guerriero dell’universo.

Il grosso problema è che si sta aprendo, e attorno ad essa si sono radunate tutte le razze che odiano il Dottore; Dalek e Cyberman in primis. Nelle vicinanze della Pandorica stanzia una legione romana; una cosa lascia il dottore stupito, tra i legionari c’è Rory. In quel momento si scopre che la Pandorica è una prigione, costruita dai nemici del dottore e che al suo interno non c’è nessuno se non il dottore stesso. Tutto ciò che è presente lì attorno è una proiezione dei ricordi di Amy avvenuta tramite le pietre di Stonehenge. Purtroppo Rory, non riuscendo a controllarsi, spara e lascia in fin di vita la rossa. Poco dopo, il TARDIS esplode, lasciando la sola terra in tutto l’universo. Gli unici ad essersi salvati sono proprio i terrestri dato che sul pianeta, al momento dell’esplosione, c’erano appunto Amy, Rory e il Dottore, fulcri dell’esplosione.

Dopo aver chiuso la morente Amy nella Pandorica, il dottore, grazie al manipolatore Vortex (macchina del tempo da polso) di River, vola 1894 anni avanti dove incontra la piccola Amy di quella linea temporale e grazie a lei tira fuori la “sua” Amy dalla Pandorica. Si scopre inoltre che l’Auton Rory ha passato tutti i 2000 anni a difendere la Pandorica con dentro Amy (da questo fatto Rory si guadagna il soprannome di Ultimo legionario, in pratica una sorta di leggenda). Il Dottore ha però ora un piano, dopo aver capito che la luce di Pandorica contiene le informazioni del vecchio Universo, trova il modo di sacrificarsi lanciandosi all’interno dell’esplosione con il Vortex e la Pandorica, consentendo così la ricreazione dell’Universo stesso. L’unica perdita è il dottore stesso, che viene cancellato dalla memoria di tutti, o quasi, dato che River conserva il suo Diario contenente tutti gli incontri con il Dottore consentendo alla ragazza e a tutti gli altri che avevano avuto a che fare con lui di ricordarlo, facendo in modo di farlo tornare ad esistere assieme ad un rinnovato TARDIS; nel bel mezzo del matrimonio di Rory ed Amy, i quali festeggiano il loro ritrovato amico e si preparano a tornare alla loro vita di viaggi e avventure, in vista della sesta epocale stagione.

Puff… e anche questa è fatta… è stata una faticaccia riuscire a spiegare tutto, soprattutto le ultime due puntate super intricate. Comunque parliamo degli attori: abbiamo Matt Smith nel ruolo dell’Undicesimo, che a mio avviso sebbene non risplenda ai livelli di Tennant (ribadirò sempre best doctor ever) è molto valido (piccola nota a margine: il nostro Matt è anche il Principe Filippo in The Crown dove fa un lavoro magistrale e avrà un ruolo importante nel prossimo Star Wars); poi c’è lei, Amelia “Amy” Pond, alias Karen Gillian, la rossa scapestrata che diventerà famosa per il ruolo di Nebula in Guardiani della Galassia ed Infinity War, incredibile seppur sempre a mio avviso inferiore all’altra rossa companion Donna. Abbiamo inoltre l’ultimo legionario, Rory, personaggio bistrattato da Amy per tutta la stagione si ritaglia una fetta non indifferente di consensi nelle ultime due puntate dove attende per ben 2000 anni la sua Amy, interpretato da Thomas Arthur Darvill che vedremo successivamente in The Legends of Tomorrow nel ruolo di Rip Hunter.

Infine, eccola lì, la perla della stagione, lei, River Song (di cui scopriremo di più nella sesta stagione) viaggiatrice del tempo che pare conoscere profondamente il dottore senza però mai rivelare nulla di compromettente per la timeline (“Spoiler, dolcezza” Cit.) interpretata da Alex Kingston, già vista nel ruolo di Elizabeth Corday in ER e che vedremo in varie comparsate in serie quali Flash Farward, Private Practice e Gilmore Girls.

A somma di tutto ciò, beh… Epica stagione sebbene non quanto la precedente o la successiva… a mio avviso.

 

 

 

Gaia

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