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Recensione serie Tv: Doctor Who S11e06 “Demons of the Punjab”

S11e06 “Demons of the Punjab”

S11e06 "Demons of the Punjab"

Dopo esser stati catapultati su un’astronave aliena nel bel mezzo dell’Universo, come di consuetudine si torna sulla Terra.

Ammetto che mi aspettavo un episodio simile, perché è un “must” dell’introduzione dei nuovi companion e così è stato: l’episodio in cui si torna nel passato di uno dei personaggi.

Il passato del Dottore è, ovviamente, off-limits, ma quasi sempre uno dei compagni del Signore del Tempo vuole disperatamente vedere un evento o una persona del suo passato. Nella Serie Nuova il primo esempio è quello di Rose che vuole conoscere il padre, che non ha mai incontrato, e cerca di cambiare il suo destino.

In questo caso la questione è leggermente diversa, ma solo all’apparenza, dato che Yaz vuole conoscere la versione giovane di sua nonna e la storia che si cela dietro a un orologio scheggiato.

Ci ritroviamo quindi nel Punjab del 1947, per la precisione il giorno prima della famosa Partizione dell’India che porterà, come viene sottolineato nell’episodio, a una guerra civile che causò la morte di migliaia di persone.

Prima di approfondire la trama in sé dell’episodio, ci sono due elementi che stanno emergendo con sempre maggiore rilievo nella serie.

Innanzitutto, i vari episodi, oltre a essere auto-conclusivi e a non mostrare ancora un filo conduttore se non qualche indizio nelle prime parti, sono più pacati, più lineari e più focalizzati al mostrarci qualcosa, all’insegnare qualcosa allo spettatore.

Prima con Rosa Parks ed ora con la Partizione, questi episodi sono più un modo per mostrare la storia, piuttosto che un concentrato di fantascienza.

Questo non è affatto negativo, a mio parere, perché nelle ultime stagioni della serie, per quanto intriganti e complesse, si tendeva a cercare sempre di più l’assurdo. Una storia, per poter essere affascinante, doveva stupire lo spettatore, sconvolgerlo e intrecciare decine di trame in un nodo quasi del tutto impossibile da sciogliere.

Ovviamente, come per tutti, anche io ho amato le complesse interazioni delle scorse serie: storie che lasciavano un senso di stupore e mi mantenevano incollata allo schermo.

Esiste però un limite alla quantità di intrighi che si possono creare prima di eccedere e, purtroppo, la serie ci è arrivata pericolosamente vicina, rischiando di superare tale linea più volte. Quindi, a mio parere, un certo ritorno alle origini era necessario, anzi, indispensabile.

Mostrare un capitolo così oscuro della storia del nostro mondo, in un contesto e un’ambientazione particolare come quella mostrata in questo episodio, non è da poco.

Inoltre, è vero che i “nemici” dell’episodio non erano così incisivi, ma per un motivo più che sensato: non erano veri nemici!

Come spessissimo accade nella storia dell’uomo, non è l’estraneo, l’alieno il nemico, ma l’uomo stesso che non riesce a superare le differenze che esistono tra sé stesso e gli altri.

Una guerra civile è una manifestazione di odio tra persone del tutto uguali nella loro diversità, perché alla fin fine siamo tutti uguali proprio perché unici e peculiari.

Questo è uno degli insegnamenti cardine del Dottore e che viene nuovamente riproposto e sottolineato in questo episodio. Il nemico non è l’estraneo, ma siamo noi stessi finché non saremo in grado di lasciare le armi e provare a capirci l’un l’altro.

L’altra particolarità che si rende sempre più evidente in questa stagione, è il carattere esuberante del Dottore. Lo è sempre stata, ma lei è diventata molto più sfrontata, più diretta e decisa dei suoi predecessori. Si butta a capofitto in qualsiasi situazione, prima ancora di pensare e di rifletterci e questa è una delle prime caratteristiche che emergono del nuovo Signore del Tempo, qualcosa di unico rispetto a tutte le sue precedenti rigenerazioni.

L’unica nota dolente, a mio parere, dell’episodio è stato il fatto che i companion del Dottore, al di là di Yaz, non sono stati di alcuna utilità, anzi, erano quasi invisibili.

In ogni caso, un’ottima puntata che spinge a continuare e a chiedersi: ci sarà una trama orizzontale che non abbiamo colto, oppure Chris Chibnall vuole sconvolgere anche questo caposaldo della nostra amata serie?

Non ci resta che aspettare e prepararci alla prossima puntata!

Lostris

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