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Recensione Serie Tv: Doctor Who 11×02 “The Ghost Monument”

Selene ci racconta il secondo episodio di Doctor Who “The Ghost Monument”

Doctor Who "The Ghost Monument"

Progetto grafico a cura di Francesca Poggi

Un rally intergalattico, due finalisti agguerriti che credono che i nostri eroi siano dei bonus e solo per questo li raccolgono dallo spazio profondo; un pianeta senza vita, ma dove ogni cosa è potenzialmente capace di uccidere e, per finire, un non troppo misterioso “Ghost Monument” che si rivela essere il Tardis scomparso e che pare essere l’unico modo per lasciare quell’arido pianeta.

In sostanza… Ci sono tutti gli elementi per un fantastico secondo episodio!

E devo dire che le mie aspettative non sono state affatto deluse. Jodie si dimostra nuovamente adattissima nel ruolo del Dottore: entusiasta, eccentrica, iperattiva, ma sempre e comunque contraria alle armi.

Sono piccolezze, ma che segnano un cambiamento drastico come quello che sta avvenendo tra le scorse stagioni della Nuova Serie e l’attuale, meno difficile per il pubblico.

 

Il Dottore è sempre il Dottore, maschio o femmina che sia. L’avversione per la violenza, il desiderio di proteggere e di tenere al sicuro tutti quelli che la circondano, ma al tempo stesso l’estrema curiosità che la spinge a cercare una risposta a ogni quesito, una soluzione a ogni problema, è palpabile.

Ho apprezzato molto anche il lapsus che ha avuto nel vedere il Tardis, riferendosi a sé stessa al maschile per poi correggersi: noi spettatori siamo, in qualche modo, già più abituati al Dottore in versione femminile rispetto a quanto lo sia lei stessa.

Trovo inoltre che i tre companion che per il momento affiancano Jodie, siano una combinazione di normalità e stranezza equilibrate e funzionali. L’età, il passato e le limitazioni fisiche differenti, li rendono molto distinti in ogni comportamento, ma alla fine le loro idee e i loro principi sembrano essere gli stessi ed essere in accordo con quelli del Dottore.

Sono loro a spronarla in un momento di difficoltà perché, più o meno consapevolmente, già si fidano di lei e hanno capito che qualunque situazione ha una via d’uscita se con loro c’è il Dottore. Una fiducia che solitamente il nostro protagonista ci mette svariati episodi a conquistare, ma in questo caso gli eventi vissuti nel primo episodio sono stati in grado di avvicinarli più di quanto tutti e quattro immaginino.

Come non citare poi dei lembi di stoffa dotati di coscienza e mente propria, che sono stati creati come “spazzini” di quel mondo desolato per raccogliere i corpi dei feriti, eliminandoli durante la notte.

La loro particolarità e importanza, però, è dovuta al fatto che parlano con il Dottore prima che lei li neutralizzi e, affermando di scavare nella sua mente, nelle sue paure più profonde, citano “the Timeless Child”, il bambino senza tempo, cosa che sconvolge evidentemente il Dottore e che lascia noi spettatori con molte domande che forse avranno risposta nel prosieguo questa serie.

 

Infine, il fatto che la causa della desolazione del pianeta, chiamato, per l’appunto “Desolation”, siano gli Stenza, un popolo che già era comparso nel primo episodio come villain della situazione, lascia intendere a noi spettatori che questo popolo avrà un ruolo importante nella serie.

Forse saranno i nuovi Dalek o Cyberman che periodicamente tornano nella vita del Dottore?

Oppure non sono solo villain e nei prossimi episodi potremo scoprire di più su questo popolo così improntato alla guerra?

Sicuramente lo scontro ci sarà, ma quando e come non ci è dato saperlo.

L’episodio si chiude con la visione del nuovo look del Tardis, molto più scuro e ricco di cristalli, simile quasi a una grotta contornata da ingranaggi. Decisamente più simile alle versioni della serie classica, ma al tempo stesso particolare e unico: una vera meraviglia!

Con questo, passo e chiudo, e se non avete ancora visto l’episodio: correte a guardarlo!

 

 

Teresa

Teresa
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