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Recensione Serie TV: Crisi In Sei Scene

 

New York, anni 60. Una coppia noiosa e borghese di mezza età riceve una visita inaspettata da Lenny, una giovane attivista radicale in fuga dalla polizia. La ragazza si installa a casa loro e rivoluziona completamente la loro vita.

Questa è l’unica serie tv scritta e interpretata da Woody Allen, e Allen spergiura che l’abbia fatto solo perché Amazon Prime Video gli ha offerto un sacco di soldi. Nonostante queste premesse e nonostante la stampa americana abbia bocciato l’esperimento, ho adorato questa serie. Sarà perché amo i film di Woody Allen e questo non è altro che un film spalmato in sei episodi.

Per un uomo che ha mostrato zero interesse per la televisione, Allen ha creato un prodotto che, come le serie più moderne, sembra fatto per una visione senza soste. Crisi in sei scene è da guardare assolutamente in una sola seduta, anche perché è impossibile non passare all’episodio successivo.

La serie è ambientata nell’era della guerra del Vietnam, con il paese spaccato in due tra favorevoli e contrari.

Woody interpreta Sidney, un autore televisivo nevrotico e fallito. Sua moglie Kay, una terapista, riceve i clienti nella loro lussuosa casa a New York. Alan, un ragazzo figlio di amici, abita con loro mentre frequenta la New York University, apparentemente per poter stare lontano da hippy e drogati mentre si prepara al matrimonio con la sua fidanzata, Ellie.

La loro vita ricca e noiosa è sconvolta dall’arrivo di Lenny (Miley Cyrus), una attivista radicale amica di famiglia di Kay.

Lenny si nasconde a casa loro per sfuggire alla polizia e ne approfitta per diffondere le sue idee radicali e complottiste a tutti i conoscenti di Sidney e Kay. Sidney e Lenny fanno scintille fin dal primo incontro. La ragazza vede l’anziano come un simbolo dell’establishment, Sidney vede lei come una pazza svitata dalle idee malsane. La situazione si complica sempre di più a causa dei vari personaggi che vengono plagiati da Lenny, piani terroristici e giochi di equivoci in un crescendo di assurdità, fino ad arrivare al culmine negli ultimi due episodi. Resisto alla tentazione di spoilerare le scene più comiche, ma non sottovalutate quello che riescono a fare le vecchiette del club del libro.

In definitiva una delle poche serie che giustificano l’esistenza di Amazon Prime Video.

 

Recensione a cura di:

Editing a cura di:

 

 

Gaia

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