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Recensione Serie Tv: Childhood’s End – Miniserie –

Miniserie

Progetto grafico a cura di Eve

Ciao Fenici, ieri sera per caso mi sono imbattuta in questa miniserie andata in onda nel 2015 e riproposta adesso da Mediaset in seconda serata al giovedì.

La serie è tratta da un romanzo scritto nel 1953 da Arthur C.Clark, scrittore fantascientifico famoso per 2001: Odissea nello Spazio. Composta da soli tre episodi di ottanta minuti circa, si potrebbe considerare un film un po’ più lungo rispetto agli standard.

La storia inizia nel 2016 e si spalma in un arco narrativo di circa duecento anni. In un giorno qualunque, appaiono nel cielo grandi astronavi nelle più importanti città del pianeta, impossibile non paragonare la scena a Independence Day, con qualche effetto più scadente. A differenza del film citato però questi alieni, di cui il portavoce è Karellen, (interpretato da Charles Dance, da noi meglio conosciuto per il ruolo di Tywin Lannister) mettono subito in chiaro che non sono venuti per dichiarare guerra alla Terra, bensì per aiutarla.

Ovviamente la diffidenza regna sovrana, gli esseri umani memori di migliaia di film sugli alieni, si fa spesso riferimento a pellicole come Sign o La guerra dei mondi, si sentono giustamente minacciati. Per confermare quanto detto, Karellen sceglie un suo ambasciatore, e tra milioni di persone va a prendere il più improbabile, una persona normale senza nessuna carica e nessun pregiudizio, tale Ricky Stormgren un semplice contadino, che ovviamente non è solo questo, è un uomo giusto, un uomo buono, un uomo estremamente intelligente.

Gli alieni, ribattezzati come Over Lords (Signori Supremi) attraverso la voce di Karellen, che non mostra mai il suo volto, il cui motivo scopriremo con il cliffhanger alla fine del pilot, dimostrano di essere capaci di reindirizzare l’intera ideologia planetaria, facendo scomparire guerra, fame e malattie, tanto che la quasi totalità degli abitanti si trasferisce in campagna, vivendo una tranquillità che non necessita di beni materiali.

Sembrano davvero essere il massimo della tolleranza, tanto che, coloro che vogliono mantenere la loro ideologia, possono trasferirsi a Nuova Atene, città in cui si mantiene intatta l’identità umana, perché ovviamente con il benessere, tante cose stanno scomparendo come la curiosità per la scienza, l’arte, la musica, non c’è più bisogno di tutte queste cose, e pertanto perdono di valore. Nonostante ciò, siamo ancora convinti che gli alieni siano i buoni. Lo sono? Forse, o forse no, o sono assolutamente neutrali.

Intanto Ricky continua a incontrare Karellen in quella che risulta essere una perfetta riproduzione di una camera d’albergo del Four Season, dove aveva trascorso momenti indimenticabili con Annabell, sua ex fidanzata, deceduta a causa di un tumore. Non solo, sono in grado di comunicare attraverso i cari estinti, è così che si sono presentati, ognuno ha visto un suo caro che ha esposto il nuovo vademecum agli abitanti del pianeta Terra. Inutile dire che non tutti saranno d’accordo, si formeranno fazioni contrarie che scompariranno nel giro di mezzo episodio.

Come dichiarato dagli Over Lords, l’età d’oro dell’umanità è iniziata, pertanto abbandonano il pianeta per tornare dopo quindici anni e svelare il loro vero volto, in quanto a detta di Karellen, quando sono arrivati non erano pronti per la rivelazione, ed ecco il finale del pilot, con questa vista sconvolgente e assolutamente intrigante (guardatelo!), questa scena da sola, vale tutto l’episodio.

È proprio l’aspetto fisico di Karellen, che a noi spettatori fa sorgere dubbi, non solo su quello che stiamo vedendo, ma per quello che rappresenta, la dualità tra bene e male, quello che abbiamo visto, percepito e quello che invece rappresenta il loro volto. Impossibile non pensare che la religione influisca e non poco su quello che ci stanno mostrando, ma da persone moderne alla soglia del ventiduesimo secolo, tutto questo mette in discussione le nostre credenze, Karellen con il suo aspetto è il baluardo del libero arbitrio, o solo un dittatore travestito da agnello?

Arrivati a questo punto siamo certi di dove stiamo andando a parare, ma non è così, tutto cambia alla velocità della luce, le certezze crollano con l’andare avanti della visione, tutto sta portando a una nuova evoluzione di cui saranno protagonisti indiscussi i bambini.

Non vi dirò altro di quello che accadrà, perché questa miniserie ha il diritto di essere vista, la possiamo considerare come una piccola perla, una serie di nicchia che solo poche persone hanno visto e ancora meno apprezzato. Quello che ho visto io è un enorme specchio in cui vengono riflessi tutti i nostri errori, di come l’umanità sia capace di grandi slanci nel bene come nel male, di come ci basti avere il contentino per smettere di preoccuparci, di come la famiglia, gli amici, gli amori siano le nostre ancore. Una visione del genere umano terrorizzante, e mai come adesso, proprio nel bel mezzo di una pandemia, diventa assolutamente un tema attuale. Direi che questo film fa riflettere e dovrebbe essere visto, sia dagli amanti del genere, ma anche da tutti gli altri.

Come dice Karellen: “Noi crediamo in tantissime cose, ma conosciamo ben poco” e ha ragione, l’umanità, così impulsiva nelle sue scelte, così poco razionale sembra essere perdente in partenza, ma non era questo il nostro punto di forza?

All’inizio vediamo un paesaggio sterile, quasi come dopo una guerra nucleare, unica nota di colore, un ragazzo, Milo, che dichiara di essere l’ultimo sopravvissuto del genere umano e anche l’ultimo a morire e cosa resterà della Terra?

Musica… dolci note che ricorderanno all’universo che il genere umano non è stato solo una voce nella notte (rimanendo in tema 😉) ma che è stato qualcosa di più, una razza da ricordare, che ha imparato e insegnato a sua volta.

Qui chiudo, io l’ho adorato, e voi? L’avete visto?

 

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