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Recensione Serie TV: Chiamatemi Anna 1 Stagione

Anne of Green Gables, il romanzo della scrittrice canadese Lucy Maud Montgomery, in Italia conosciuto come Anna dai capelli rossi o anche Anna dei tetti verdi, pubblicato per la prima volta nel 1908 ha, nel corso dell’ultimo secolo, ricevuto diversi adattamenti televisivi e anche una realizzazione grafica di animazione molto famosa, prodotta nel 1979 dalla Nippon Animation e diretta da Isao Takahata, oltre a svariate serie TV inerenti ai successivi romanzi, spin-off sempre relativi all’ambientazione e ai personaggi minori della fortunata serie e addirittura un adattamento manga da parte nel 1998 da parte di Yumiko Igarashi, autrice di diverse serie di successo come Candy e Georgie.

chiamatemi anna

Chiamatemi Anna, (traduzione italiana del titolo originale Anne with an E), è una serie TV commissionata dalla rete canadese CBC e co-prodotta da Netflix, servizio di video streaming internazionale; la prima stagione viene lanciata sugli schermi a partire dal 12 maggio 2017, su Netflix in una sola uscita, sulla CBC un episodio a settimana per sette settimane.

Sette episodi sulla storia di Anne Shirley, interpretata da Amybeth McNulty, attrice irlandese oggi diciassettenne, scelta tra oltre 1800 candidate, a cui successivamente si affiancheranno l’inglese Geraldine James e il canadese R.H. Thomson nei ruoli di Marilla e Matthew Cuthbert, e ambientata sull’Isola Prince Edward, Canada, tra le città di Avonlea e Charlottetown agli inizi del secolo 1900. A portarlo sullo schermo è la sceneggiatrice e produttrice esecutiva Moira Walley-Beckett, premiata con tre Emmy per il suo lavoro in Breaking Bad. La stessa CBC aveva prodotto la miniserie del 1985 Anna dai capelli rossi, nella quale la protagonista ha il volto di una giovane Megan Follows.

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Marilla e Matthew Cuthbert sono fratello e sorella e ormai in là negli anni. Entrambi malati –  Marilla alla vista, Matthew al cuore –  decidono di adottare un ragazzo in modo che questi possa aiutarli nel lavoro nei campi e con gli animali della fattoria. Ma qualcosa va storto perché alla fermata del treno ad Avonlea, Matthew trova una ragazzina lentigginosa e dai vividi capelli rossi, che parla senza freni: Anne Shirley. Dopo una serie di proteste da parte di Marilla e di promesse di esser ancor più efficiente di un maschio da parte di Anna, i due fratelli accettano di “tenerla in prova” per poi finire per affezionarsi entrambi moltissimo alla bambina e ad adottarla senza più riserve.

Anna ha un carattere particolare: entusiasta per ogni minima cosa che vede e che sperimenta, esplosiva nelle sue manifestazioni di gioia, verbosa all’inverosimile – non lesina lunghissimi sproloqui nel descrivere le sue sensazioni e fatica a trattenersi dal manifestare ogni sua opinione – a fatica viene inizialmente trattenuta dal carattere burbero e pratico di Marilla ma conquista immediatamente il timido e schivo Matthew. Dotata di una fantasia prorompente che usa per contrastare la tristezza che i ricordi della vita passata in orfanotrofio e presso la famiglia precedente che l’aveva presa in affido per aiutare in casa come serva, immagina se stessa in infinite avventure e vi si rifugia nei momenti più difficili. Si vede poco attraente, odia le lentiggini sul viso e i capelli rossi, la magrezza cronica ed è, soprattutto a scuola, presa in giro ed emarginata dalle compagne e tormentata, spesso bullizzata, dai maschi, anche dal maestro che non perde occasione per umiliarla di fronte alla classe e rinfacciarle la sua condizione di orfana e di scarsa istruzione. L’essere senza genitori è motivo di scandalo e critica anche da parte della comunità di Avonlea che non perde occasione di accusarla o considerarla per prima colpevole di alcuni incidenti che Anna provoca involontariamente.

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In questo clima difficilissimo in cui Anna Shirley si trova a convivere, la bambina, appena undicenne, si fa forza e combatte respingendo al mittente la maggior parte delle umiliazioni: apprende in fretta e recupera al punto da trovarsi in pari con i compagni della sua età in poco tempo, trova in Diana Barry, figlia di ricchi vicini di casa dei Cuthbert, un’amica preziosa e fida sostenitrice, e in Gilbert Blythe un antagonista speciale: considerandolo un bullo alla stregua dei suoi compagni, Anna infatti con lui per molto tempo instaurerà un rapporto di diffidenza e di sfida, anche scolastico che le permetterà, però, di superare il divario di conoscenza e preparazione arrivando a trovarselo come antagonista in svariate gare di spelling e matematica, vincendone la maggior parte.

La serie televisiva co-prodotta dalla CBC e da Netflix e sceneggiata da Moira Walley-Beckett presenta fin dalle immagini del trailer alcune caratteristiche che la rendono particolarmente appetibile al pubblico che ama le serie TV: l’attrice Amybeth McNulty sembra l’impersonificazione di Anna Shirley e le capacità recitative della giovane sono impressionanti. Pur mantenendo l’ambientazione fedele all’epoca dei libri, i primi anni del ‘900, dai dialoghi traspira una ventata di contemporaneità capace di rendere attuale l’intera trama; anche le tematiche – nei romanzi di Montgomery i messaggi sono molteplici – a cui la Walley-Beckett fa maggior riferimento sono estremamente contemporanei: l’emarginazione, la diversità, il pettegolezzo, il bullismo, la chiusura mentale e la paura di ciò che non si conosce. Il personaggio di Anna, nella serie TV non è perfetto come, forse nel più fedele adattamento da parte del cartone animato giapponese, e neppure la trama segue pedissequamente il ritmo e la cronologia degli eventi descritti da Montgomery, ma quanto viene realizzato è comunque estremamente interessante e coinvolgente. Nella prima stagione, la rivalità tra Anna e Gilbert è quasi inesistente, non si percepisce l’ostilità della ragazza nei confronti del giovane a cui lei stessa rivolge in parte gli stessi giudizi che le vengono rivolti dalla comunità, ma la Walley Beckett sembra voler privilegiare invece il rapporto che cresce e matura tra la bambina e i suoi genitori adottivi, il carattere duro e coriaceo di Marilla che lentamente si scioglie, la timidezza cronica di Matthew che con costanza si sfalda per lasciare spazio a opinioni e anche a decisioni importanti.

Il tutto corredato da lunghe sequenze di paesaggi straordinari: in gran parte la serie TV è stata girata in Ontario, ma molte sono le scene che sono state girate proprio a Prince Edward Island, dove sono infatti ambientati i libri della Montgomery.

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Forse se una critica si può fare è la svolta finale della prima serie: l’inserimento di due truffatori che si insediano a Green Gables e che non si ricorda esservene traccia nei libri, in qualche modo fa storcere un po’ il naso. Ma con ogni probabilità la spiegazione potrà esser data dalla visione della seconda stagione annunciata alla fine di Agosto del 2017 e uscita qualche giorno fa su Netflix.

 

 

Recensione a cura di:

Editing a cura di:

Gaia

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