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Recensione serie TV: Britannia episodio 1

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Nel 55 a. C., Giulio Cesare invase la Britannia con l’idea di sfruttare i leggendari giacimenti di stagno dell’isola. Si ritrovò faccia a faccia con un’altra leggenda … i Druidi. Fece fare dietrofront alle sue legioni e tornò dritto in patria. Nove decenni più tardi i Romani sono tornati.

Stando a questa prima introduzione direi che siamo circa nel 43 d.C., anno dell’inizio della conquista britannica per volere dell’imperatore Claudio (questo me lo sono andato a cercare altrimenti non riuscivo a contestualizzare!).

L’episodio inizia con un uomo, che scopriamo essere Il Reietto, sottolineate l’articolo “Il” se no si offende; costui, il cui vero nome è Divis, era un druido prima di esserne allontanato, ma è il primo a capire, attraverso pratiche mistiche, decisamente discutibili per i NAS, che i Romani sono in arrivo e questa volta sono decisi e pericolosi. Durante una delle sue visioni vede la morte della sua gente e delle tradizioni druidiche, il che lo porta a chiedere aiuto proprio ai Druidi, che lo hanno mandato via con una sequela di minacce. Ora, nella mia ignoranza letteraria e artistica, immaginavo i Druidi un pochino più elfici, diciamo come dei forestali magici, invece mi sono trovata davanti un gruppo di persone piuttosto impressionanti con strani piercing e occhi neri da corvo, che non hanno nulla da invidiare ai covi di vampiri della serie tv Supernatural. Va beh … procediamo.

Dalla costa della Gallia i Romani si preparano a salpare con 400 navi, alla volta della Britannia. La Nona Legione è comandata dal generale Aulo Plauzio, che è un grande stronzo ma devo dire che per lo meno è convincente, insomma è un uomo da temere, ma disprezzare ancora no. A me fa sinceramente più impressione il capo dei Druidi, tale Veran, piuttosto di Aulo Plauzio. Comunque, il “povero generale” è costretto a sopportare delle sommosse a causa delle dicerie che serpeggiano nell’esercito, del tipo: “la Britannia è regnata dai morti, le foreste sono piene di legioni di demoni che banchettano con carne umana, il mare brulica di serpi e piovre giganti”, cose così. Dopo aver sistemato un po’ di casini finalmente partono e sbarcano sulla costa di un insediamento dei Cantiaci, in Bretannia, durante il solstizio. Interrompono un bellissimo e colorato rituale che celebra l’ingresso delle fanciulle nell’età adulta. Per farvela breve i Romani prendono prigionieri gli uomini e le donne da usare come forza lavoro, uccidendo coloro che si oppongono, come la sorella di una fanciulla di nome Cait, che viene salvata dal Reietto.

Ora mi sembra giusto contestualizzare la situazione anche a voi altrimenti rischiate di non capire una cippa lippa; la volta precedente, Cesare se l’era data a gambe perché oltre ai Druidi si era trovato davanti un Regno forte e unito, cosa che ora non è affatto, anzi. Il Paese è diviso tra due tribù: i Cantiaci e i Regnensi. Questi due gruppi si odiano a morte, a causa di un precedente matrimonio andato storto, in questo episodio assistiamo ad un nuovo accordo matrimoniale tra il principe più giovane dei Cantiaci e la nipote della regina dei Regnensi, e finisce male pure questo con la morte dello sposo ad opera dei Regnensi e la cattura della sposa. I Romani sembrano avere campo libero, se decidessero di offrire alleanza ad un gruppo o all’altro. Gli unici che cercano di spingere i Romani sulla via di casa sono i Druidi che catturano un legionario, con degli occhi bellissimi (sono pur sempre una donna uffa!) e attraverso un rituale di negromanzia, in cui entra in lui il padre di Aulo Plauzio, intima al generale di andarsene altrimenti le conseguenze saranno tremende. Voi che avreste fatto? Io sarei scappata a gambe levate, invece il generale fa seppellire il legionario con un messaggio per i mandanti, sfidandoli a mandargliene altri. Uomo tutto d’un pezzo. Al momento è quello che mi piace di più, anche perché Divis, Il Reietto, ha obbligato Cait ad abbandonare il gatto per scappare. Povero micio!

Allora cosa ve ne sembra? Non è che in questo primo episodio le cose siano chiarissime, spero lo siano di più con i prossimi. La serie ricorda Vikings e Spartacus quindi non può che essere un successo no?! Speriamo bene.

Recensione a cura di: 

Editing a cura di: 

baby.ladykira

baby.ladykira
Admin Founder del gruppo ROMANTICAMENTE FANTASY SITO
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