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Recensione Serie Tv: Blood & Treasure 1×08 “The Lunchbox of Destiny”

“The Lunchbox of Destiny”

Grandi cambiamenti, questa settimana, avventurosi Fenici!

Avevamo lasciato Lexi e Danny in manette, su un aereo diretto a Roma e pronti ad essere presi in custodia dall’FBI; una volta giunti a destinazione, scopriamo che l’Agenzia vuole il loro aiuto.

Il padre di Danny è in carcere da 20 anni, condannato all’ergastolo per una rapina. Ora è gravemente malato, ma si rifiuta di dire alle autorità dove sono stati nascosti i dipinti rubati: se riusciranno a convincerlo a rivelare la posizione delle opere, l’FBI farà cadere le già vacillanti accuse contro Danny e Lexi, e farà ricoverare Patrick MacNamara in una struttura sanitaria ben più efficiente dell’infermeria della prigione.

In carcere, il padre di Danny si guarda attorno e ripete a voce alta di non voler fare la spia, lasciando intendere di essere costantemente sotto controllo, ma riesce a dare ai due un indizio su cui lavorare.

Il nome del mandante della rapina è scritto dietro ad una vecchia foto della madre di Danny: Tim Keeler. L’uomo si è nascosto a Cuba e l’FBI consente ai due di andare a recuperare la refurtiva, o perlomeno a cercare informazioni su un eventuale acquirente.

Intanto un gruppo di persone armate continua a inseguirli e a cercare di ucciderli, ma questo credo sia scontato, no?

Tim confessa di non essere riuscito a vendere i quadri rubati, perchè troppo famosi e pregiati, e li tiene in una custodia sotto il bancone del bar; prima che possa dire chi lo ha incaricato di rubarli, viene freddato dai mercenari che si mettono all’inseguimento dei nostri avventurieri.

Con un sotterfugio, Danny e Lexi riportano i dipinti a Boston, alla sede dell’FBI, ricevendo in cambio il file contenente tutti gli spostamenti conosciuti dei Nazisti durante la loro fuga: sperano infatti che, continuando a seguire la traccia da Casablanca, riusciranno a capire dove sia stata portata Cleopatra. Il colpo di scena finale è che all’appello manca un solo dipinto, intitolato “La Morte di Cleopatra”.

A Roma, intanto, Gwen e Fabi interrogano Omar, il braccio destro di Farouk, che decide di fare un accordo: lui è un mercenario, non un fanatico religioso, quindi la sua fedeltà va a chi può garantirgli la sopravvivenza e il benessere.

Purtroppo per lui, il suo capo non concorda e lo fa uccidere con una nuova arma chimica che sta testando per poterla usare a breve.

Che delizia, Fenici! Un bel cambio di ambientazione, un’immersione nella storia personale di Danny che finalmente ci fa capire meglio il suo carattere, e soprattutto assistiamo a un rappacificamento da manuale. Adoro il fatto che in questa serie non tirino mai per le lunghe i problemi!

Danny e Lexi si sono chiariti, lei gli ha confidato del suo accordo con Fabi, lui l’ha capita e perdonata e la nostra bella squadra è riunita senza drammi e sotterfugi.

Farouk è sempre più inquietante, ed ora che ha in mano un’arma chimica fa più paura che mai.

Sto fremendo per la curiosità di sapere dov’è Cleopatra e chi arriverà a lei per primo.

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