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Recensione Serie Tv: Arrow – 8×05 – “Prochnost”

Prochnost

Bentornati amanti di Arrow!

Episodio tramesso dalla CW il 19/11/2019.

Dopo una breve pausa di una settimana riprendiamo con questo episodio che vuole omaggiare la quinta stagione, da me preferita sotto molto punti di vista. È stata la serie in cui è stata approfondita quel periodo in cui Oliver è stato in Russia, quando faceva parte della Bratva.

Ma, c’è un ma, c’è sempre.

Se da una parte ho amato rivedere Anatoly e il rapporto di amicizia quasi fraterna che ha sempre avuto con il suo “Americano preferito”, dall’altra beh … forzature.

Troppe. Innumerevoli.

E ho sempre di più il sospetto che queste puntate siano solo dei riempitivi per arrivare a quel cavolo di Crossover.

Da una parte abbiamo Dig che va alla ricerca di Roy e dall’altra, i Queen senza Fel (e questo fa molto male da vedere), con Laurel 2 al seguito direzione Russia. Devono trovare qualcosa in grado di fermare Monitor (sul serio, come si può fermare un personaggio che, nell’Universo DC è qualcosa che va oltre l’essere un Dio? Un essere al di sopra del multiverso?). Una volta arrivati trovano aiuto nel caro ex Pahkan: Anatoly Knyazev.

Non vi ho ancora detto come inizia l’episodio, Oliver allena Mia. Ma non era stata addestrata da Nisa Al Ghul? Cari autori, se volevate dare a Oliver un rapporto con la figlia non mettevate su tutto questo circo assurdo. Una forzatura con autocitazioni a ripetizione, e questo SEMPRE ripercorrere i passi di Oliver, su tutto quello che ha fatto in precedenza.

Vedi palline da tennis lanciate in rimbalzo e lei che deve infilzarle contro il muro, vari tipi di frecce e il loro utilizzo, allenamento con i bastoni…

Perché mi ha dato come l’impressione di un testamento di Oliver?? Sembrava quasi un passaggio di testimone e, ovviamente la “cara” Mia apprende tutto facilmente, fin troppo.

Ritorniamo in Russia.

Oliver vuole che i suoi figli siano al sicuro, ma soprattutto, non vuole che conoscano quella parte oscura della sua vita nella Bratva, quando combatteva nelle gabbie, quando a fatto quello che l’ha portato a diventare un Capitano. Mia come sempre fa di testa sua, non ascolta il genitore e ovviamente si fionda diretta nella gabbia, dopo un primo scontro contro quello che sembra il campione del Generale, riesce quasi a raggiungere il suo scopo, infatti quest’ultimo impressionato dalla ragazza, sembra volerle dare esattamente quello che cerca. Ovviamente le cose non filano lisce, arrivano alcuni uomini della Bratva che interrompono il tutto, uccidono il Generale, e … Mia e l’ex campione vengono catturati.

Mia Smoak Queen, si arrabbia per tutto.

Allora autori, l’avete scritta “Ad cazzim” questo personaggio, lei non riesce a farlo suo, secondo me la state spingendo verso una strada che oltre non appartenerle, non si riesce a capire dove andremo a finire. E io non riesco a farmela piacere, forse se aveste preso un’altra via…

Una delle frasi più belle che Oliver rivolge ai propri figli è questa:

“Vi ho lasciati perché ho promesso a vostra madre che vi avrei tenuti al sicuro”

Nonostante questa dichiarazione con il cuore in mano, Oliver non riesce ad aprire una breccia nel cuore della figlia, che di nuovo lo tratta a pesci in faccia.

Dopo che la Bratva ha testato le abilità di Mia e stanno per ucciderla, arriva Oliver che grazie al suo spirito di abnegazione e amore illimitato verso la figlia, salva entrambi.

Il nostro eroe è sconvolto è successo proprio quello che non avrebbe mai voluto, i suoi figli lo hanno visto combattere, hanno visto Kapiushon, la belva che era e in un attimo il suo oscuro passato oscuro è di nuovo il presente. Mia sembra impressionata ma poi cambia nuovamente espressione.

Successivamente padre e figlia sono costretti a combattere nella gabbia, fianco a fianco contro sei energumeni, tutto questo in realtà è solo un diversivo affinché Laurel e Anatoly possano prendere la cosa per cui sono li. Vincono e sembra che tutto sia tornato normale ma…

Laurel nell’episodio precedente aveva promesso a Monitor di tradire Oliver, sembra che lo stia per fare, lo aveva promesso anche a Lyla e … colpo di scena, invece di tradirlo rivela a Dig e Oliver chi sia veramente Lyla, i due ancora increduli capiscono che lavora per quell’essere superiore.

L’episodio finisce con i tre messi Ko con dei dardi anestetizzanti. Cosa accadrà?

Dig e Roy

L’altra linea narrativa vede il nostro Spartan alla ricerca di “Jason”, è così che ora si chiama Roy, facendo appello alla sua coscienza, ricordandogli chi è e cosa rappresenta, riesce a convincerlo a tornare a Star City, per riprendere il suo posto come eroe, come Arsenal. La crisi è vicina e c’è bisogno anche di lui.

Considerazioni

Da dove inizio?

Ora, io capisco il classico conflitto padre e figlia, insomma, è stata cresciuta solo dalla madre nel il mito di questo padre martire ed eroe ma… io mi aspettavo altro.

Avrei preferito un’altra strada, un’altra opzione.

Hanno scritto meglio Laurel 2 ed è ovvia la sua redenzione, le fanno fare la parte della saggia, quella che sembra riuscire a far ragionare Mia toglierle un po’ di quella testardaggine che raggiunge livelli over 9000.

William mi è piaciuto, anche il suo parlare russo, ho un debole per chi lo fa.

E Oliver…

Nonostante il continuo “Prendiamolo a pugni, usiamolo come puntaspilli e altro” è una meraviglia!

Stephen è intenso al cubo e particolarmente gnocco, concedetemelo, un GRAN GNOCCO!

È stato molto … wow e … terribile, sentirlo parlare con la voce rotta della promessa che ha fatto a Fel, di proteggere i loro figli, il suo dolore nel raccontare cosa ha provato quando da piccolo William ha deciso di andare a vivere con i nonni. SOFFRE.

Dentro di sé ha la Morte.

La stessa sofferenza della prima stagione, solo che ora sta salendo una scala che lo porterà al patibolo, verso il Crossover e…

Russia. Questo posto per Oliver evoca solo brutti ricordi. Qui è dove è nato Kapiushon, qui è dove nato il Vigilante, ha avuto il suo battesimo. Qui è Bratva.

Le gabbie, l’iniziazione, le torture imparate ad Hong Kong e attuate sui prigionieri.

Oliver riesce a trasmettere tutto il suo dolore quando si rende conto che Mia sta vedendo quello che era, il se stesso membro della Bratva, quell’oscurità che ha nascosto per tanto tempo sotto al cappuccio, la stessa che ha imparato a domare e a usare.

Ormai non c’è più niente da dire su di lui.

Anatoly

Il personaggio. L’unico che è stato scritto bene ed è sempre stato fedele a se stesso. Quell’abbraccio con Oliver, la semplicità del loro rapporto. La perfezione, quella faccia un po’ poker, un po’ marpione … il suo “Americano preferito”.

Un perfetto fratello. Uno zio. Tanto scaltro da riuscire a smuovere una come Laurel 2 facendole compiere la scelta giusta alla fine dell’episodio.

Episodio bello ma non esaltante. Amo la parte della Russia, quel suo essere Bratva che è l’ossatura dell’essere Oliver Queen. L’oscurità che fa parte dell’eroe.

Però ho come l’impressione di essere in un Inferno dantesco, ogni episodio è un cerchio concentrico e mi chiedo, porta verso Lucifero o verso il Purgatorio? Se penso che l’episodio sette avrà come titolo Purgatory…

Prochnost vuol dire forza in russo e qui è tutta quella di Oliver che cerca di avere un rapporto con i suoi figli spuntati dal nulla. Sì, sempre grazie a Monitor.

Mi chiedo, che senso ha dare ora un legame Oliver/figli sapendo quello che accadrà nel Crossover, non ha senso. È sadismo bello e buono.

Tutti questi episodi sono un controsenso, è solo un grande arrivederci ai personaggi che abbiamo imparato a conoscere e amare.

Non so più che dire.

Momento Mal birichina.

Oliver nella gabbia. Amell che picchia e spacca ossa. Bratva mode on. Le mie ovaie sono implose.

Quindi sì, episodio da vedere, da interpretare. Le atmosfere russe le ho adorate così come i colori usati.

Cari autori, continuate a spingere su Mia mi raccomando! Scrivetela a ca**o di cane. Questo show si chiama Arrow.

Meno 5 alla fine.

Alla prossima.

Un saluto dalla vostra Mal.

 

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