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Recensione Serie Tv: Ares – stagione 1

Progetto grafico a cura di Francesca Poggi

Care Fenici,

Piacere di conoscervi! Mi chiamo Chiara e sono nuova. Sono molto emozionata, lo devo ammettere, ma anche contenta di presentarvi la mia prima recensione.

In questi giorni mi sono dedicata alla visione di una serie horror che sta facendo parecchio discutere: Ares.

Ares è la prima serie olandese targata Netflix. E’ composta da otto episodi di circa trenta minuti ciascuno.

Ambientata ad Amsterdam, vede come protagonista Rosa Steenwjik, un’ambiziosa studentessa di medicina. La vita della ragazza si scandisce tra lo studio e la cura della madre gravemente schizofrenica.

Una sera come tante Jacob, il suo migliore amico, decide di invitarla a cena. Durante la serata i due ragazzi incontrano un gruppo di giovani benestanti, membri della confraternita più esclusiva dei Paesi Bassi: Ares.

Jacob fa già parte della società e, nonostante sia titubante e impaurito, decide di consegnare la sua migliore amica.

Rosa, inoltre, conosce Carmen, una ragazza che occupa un posto molto importante all’interno della confraternita. Sarà proprio Carmen che la convincerà a partecipare al rito di iniziazione.

La protagonista, che proviene da una famiglia molto umile e da una vita piena di rinunce, decide di riscattarsi e di inseguire le sue ambizioni, diventando così una dei membri più influenti.

Dopo una serie di suicidi inspiegabili, la credibilità di Ares comincia a vacillare. Jacob, intanto, scopre l’oscuro segreto della confraternita (l’esistenza di un mostro nascosto nelle catacombe del palazzo). Il ragazzo rischia di impazzire e prega continuamente la migliore amica di scappare, ma Rosa, sempre più convinta a inseguire le proprie aspirazioni, decide di restare e viene nominata il primo presidente donna della confraternita. Infine, sarà grazie all’amico, ormai diventato l’anello debole della setta, che scoprirà l’esistenza di Beal, il famoso mostro dei sotterranei. Così si conclude la prima stagione.

Come ho detto in precedenza, Ares si presenta come una serie horror, a tratti thriller e con elementi che richiamano la psicologia.

Che dire, di spaventoso non ha molto, nonostante i punti di splatter estremo che inquietano parecchio. Le diverse scene di sangue sono scandite da un crescendo di tensione e angoscia.

Sicuramente non è per stomaci deboli, devo ammettere che anche io da buona amante degli horror ho dovuto chiudere gli occhi in alcuni punti.

Per quanto riguarda la visione in sé, l’ho trovata molto accattivante,

La recitazione è buona, gli attori principali (Jade Olieberg, Lisa Smit e Tobias Kersloot) sono credibili e in alcuni tratti drammatici.

Molti hanno criticato la fotografia, io invece l’ho trovata molto convincente e in linea con lo svolgimento della trama, soprattutto nelle scene finali.

Quindi, in conclusione, se siete amanti di questo genere, vi consiglio, di guardarla.

Ci vediamo alla prossima recensione!

Serena Oro

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