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Recensione Serie Tv: America Horror Story – sesta stagione

Avevamo lasciato la quinta stagione di American Horror Story: Hotel con un po’ d’amaro in bocca. In molti hanno sottolineato un calo di qualità rispetto agli standard della serie. Dopo la massima segretezza pretesa da Ryan Murphy riguardo il tema dell’attesissima sesta stagione, i pareri su di essa sono stati contrastanti. Mi ritrovo ad andare controcorrente, dal momento che ho apprezzato moltissimo sia il tema che la storia in sé.

La stagione è concentrata maggiormente sulla colonia perduta di Roanoke. È stata strutturata come un documentario, quindi veniamo a conoscenza dei fatti sia dalle voci narranti, ovvero i veri protagonisti della storia, che dagli attori della messinscena.

La stagione, composta da dieci episodi, può essere divisa in tre parti. La prima parte, fatta passare per documentario, ruota attorno alla vita di una coppia: Shelby e Matt Miller. Nei panni di Shelby troviamo una delle colonne portanti della serie, la talentuosissima Sarah Paulson. Viene ormai considerata la donna dai mille ruoli, essendo riuscita ad interpretare anche più di un personaggio a stagione. Nei panni di Matt Miller, invece, vediamo Cuba Gooding Jr. già visto in un’altra serie prodotta dallo stesso Ryan Murphy: American Crime Story.

La coppia, a seguito di un’aggressione, decide di cambiare vita e trasferirsi nel North Carolina, acquistando all’asta una casa colonica nel bel mezzo del bosco, vincendo su dei contadini del posto, infastiditi. Dopo il loro trasferimento, però, i due protagonisti assistono a degli eventi strani, talvolta anche violenti. Per la coppia inizia un vero incubo.

Shelby crede che i colpevoli degli eventi che stanno capitando in casa loro siano i contadini che hanno perso la casa durante l’asta. Quello che non sa, però, è che la realtà è ben peggiore.

Matt, costretto a viaggiare per motivi di lavoro, vuole che sua moglie sia al sicuro durante la sua assenza. Chiede così alla sorella Lee, ex poliziotta, di stabilirsi unitamente alla figlia Flora in casa loro, affinché sorveglino Shelby.

Quest’ultima però, dopo una delle numerose irruzioni in casa sua, vede delle cose alla quale non riesce a dare una spiegazione. Assiste per esempio ad un rituale compiuto nel bel mezzo del bosco, a seguito di una tentata fuga. Matt la convince che è tutto frutto della sua immaginazione, ma nonostante ciò decidono di chiedere l’aiuto della polizia locale. Ben presto Shelby, Matt, Lee e la piccola Flora capiscono che ciò che fa irruzione in casa loro è tutt’altro che normale. Grazie ad un video-testimonianza, vengono a conoscenza del fatto che la loro abitazione è infestata da degli spiriti, e Flora scompare a causa di questo.

Durante la ricerca di Flora, Mason, l’ex marito di Lee, viene trovato morto. Fra le due donne però non corre buon sangue, così Shelby sospetta di Lee per l’omicidio dell’uomo e contatta la polizia. Nel frattempo richiedono l’aiuto di un sensitivo di nome Cricket. La stessa Shelby, poco dopo, viene attaccata da un uomo con una testa di maiale.

Successivamente i Miller ritrovano Flora grazie all’aiuto dell’uomo protagonista del video-testimonianza, ma ben presto questi viene ucciso, poco prima della morte dello stesso Cricket. Per i Miller sembra non esserci alcuna speranza; infatti durante la loro tentata fuga vengono intercettati da una famiglia, i Polk, e quindi riportati all’abitazione. Durante questo episodio veniamo a conoscenza di un nuovo spirito che infesta la casa, Edward Philipe Mott, interpretato da Evan Peters. Purtroppo Evan ha ben poche scene in Roanoke, ma è stata comunque una gioia vederlo con i capelli tinti di rosso!

Mentre la Macellaia, la moglie del capo colonia di Roanoke, interpretata dalla grandissima Kathy Bates, tenta di sacrificare Flora, la piccola viene salvata dal figlio della stessa e tutti riescono a scappare insieme a Lee, appena rilasciata dalla prigione.

Così si conclude la prima parte di American Horror Story: Roanoke. Il documentario riscuote molto successo così il produttore, Sydney, decide di creare un nuovo reality show. Sydney vuole riunire gli attori di My Roanoke Nightmare e i veri protagonisti della storia sotto lo stesso tetto, cioè quello della vecchia abitazione dei Miller, ormai separati. Una volta ritrovati in casa per il nuovo reality, gli eventi iniziano a ripetersi. Il tutto inizia con l’omicidio di Rory, personaggio di Evan Peters e marito di Audrey, personaggio di Sarah Paulson. Non nego il fatto che la cosa sia molto confusa ma allo stesso tempo interessante.

Dopo la morte di Rory la situazione in casa precipita. Viene rivelato che tutti gli attori presenti in casa sono morti tranne uno, e che quindi lo show non andrà mai in onda. Gli attori di My Roanoke Nightmare, inizialmente scettici sulla veridicità degli avvenimenti raccontati dalla famiglia Miller, hanno avuto un assaggio degli orrori ai quali non credevano.

La Macellaia uccide Sydney e la sua crew, e il cast rimasto è costretto a cercare aiuto. Decidono quindi di dividersi. Lee, Monet – l’attrice che interpretava Lee – ed Audrey – l’attrice che interpretava Shelby Miller – sono catturate dalla famiglia Polk, i quali le costringono a fare cose inaudite. Nel frattempo Dominic – l’attore che interpretava Matt – e Shelby trovano Matt in compagnia di Scathach, una strega della quale Matt si era innamorato, e motivo per il quale ha acconsentito a tornare in quella casa. La strega è interpretata da Lady Gaga, già nota alla famiglia di American Horror Story per il suo precedente ruolo in Hotel.

Shelby così uccide l’ex marito, ma viene sopraffatta dai sensi di colpa, i quali la spingono a suicidarsi. Agnes – l’attrice che interpretava La Macellaia –  sembra essersi immedesimata troppo nel personaggio e minaccia i presenti in casa accendendo un fuoco attorno ad essa, ma il vero spirito della Macellaia uccide anche lei.

Lee, Audrey e Monet scappano dalle grinfie della famiglia Polk, ma solo due di loro, Audrey e Lee, ritrovano la strada di casa. Monet si perde tra i boschi, inseguita dalla famiglia Polk. Quando le due donne arrivano in casa e trovano solamente Dominic in vita lo accusano della morte di Shelby e Matt, costringendolo ad uscire in corridoio. Poco dopo anche Dominic incontrerà la morte, ucciso dall’Uomo Maiale.

In casa però arriva una nuova figura: quella di Dylan, l’attore che interpretava il figlio della Macellaia. Le donne, questa volta accompagnate da Dylan, tornano nuovamente alla casa dei Polk per recuperare delle registrazioni compromettenti.

Dylan però non ha lunga vita, dato che viene aggredito a morte da uno dei Polk. Audrey successivamente riesce a trovare Monet e la libera, uccidendo vari membri della famiglia Polk. Una volta tornati in casa però Lee viene posseduta dallo spirito della strega, così uccide Monet e cerca di far fuori anche Audrey.

Quest’ultima, sopravvissuta al tentato omicidio, quando viene ritrovata dai soccorsi il giorno successivo tenta di vendicarsi cercando di uccidere Lee, ma viene fermata dalla polizia, ed uccisa. Ecco che si conclude anche la seconda parte di questa stagione.

L’unica sopravvissuta di My Roanoke Nightmare è quindi Lee, la quale diventa famosa grazie a degli altri programmi televisivi nei quali è ospite. Qui rivediamo Sarah Paulson nei panni di Lana Winters, giornalista e protagonista della seconda stagione di American Horror Story: Asylum.

Purtroppo però Lee si trova nuovamente in casa a causa del legame della sua figlioletta Flora con Priscilla, così si sacrifica per restare con lo spirito legato alla sua bambina, in modo che essa abbia un futuro.

A parer mio, e mi sembra davvero di andare controcorrente, è stata una delle poche stagioni di AHS in cui ho sentito l’elemento horror che dovrebbe caratterizzarla. Nella maggior parte delle stagioni precedenti c’era la carenza di quell’elemento fondamentale, nonostante fossero fatte bene e avessero riscosso molto successo. Possiamo quindi riassumere questa sesta stagione di American Horror Story: tutti morti.

QUI trovate la lista degli episodi precedenti con le relative recensioni

Recensione Serie Tv: America Horror Story – sesta stagione
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Gaia

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