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Recensione: “Senza nessun segreto” di Leylah Attar (The Paper Swan)

Un normale giorno di shopping sta per trasformarsi in un incubo per Skye Sedgewick. A un passo dalla sua macchina nel parcheggio viene rapita e narcotizzata. Poco dopo sembra arrivata la sua fine: lo sconosciuto la costringe a inginocchiarsi e le tiene puntata una pistola alla tempia. Skye aspetta che parta il colpo mentre recita la preghiera che l’aiutava a dormire da bambina, ma riceve solo un fortissimo colpo alla testa che la tramortisce. Al suo risveglio, l’incubo è ancora al suo fianco, ha i lineamenti scolpiti e uno sguardo impenetrabile. Chi è quest’uomo e perché le è così familiare? Questo è solo l’inizio di una storia sconvolgente, una tempesta di emozioni violente e di sentimenti che travolgono il lettore sin dalle prime pagine. Un romanzo d’amore epico, oscuro e indimenticabile.

Prima di stringere tra le mani questo libro,  ero convinta che si trattasse di un semplice dark romance.  Ma mi sbagliavo. E di brutto, tra l’altro.

Perché “The Paper Swan” – mi rifiuto testardamente di chiamarlo col titolo italiano – è davvero molto, ma molto di più.

È tormento. È dolcezza. È disperazione.

Prima è una profonda oscurità. Poi è una luce quasi accecante.

È una nostalgia che ti strappa il cuore dal petto, lo rinchiude in cassaforte e non ti permette di rivederlo più.

Il romanzo inizia nel bel mezzo dell’azione, con la giovane, raffinata e benestante Skye Sedgewick legata e inginocchiata in una barca, con una pistola puntata alla tempia, per colpa di un carceriere di cui non conosce l’identità.

Inizia quindi l’odissea travagliata del suo rapimento, un’avventura che si impregna della disperazione di una prigioniera, sempre pronta a combattere per la propria libertà, in contrasto con la gelida impassibilità di Damian Caballero.

Un uomo insensibile e crudele, intenzionato a tarpare le ali alla sua preda e a calpestare in ogni modo la sua dignità.

Ma perché? Quali sono i motivi che stanno dietro a un simile comportamento?

Ed ecco che il presente lascia il posto al passato e la scrittrice, con un lungo salto temporale, ci riporta indietro di quindici anni, all’infanzia della stessa Skye, trascorsa in Messico assieme a Esteban, il figlio della tata che la accudiva da bambina, l’amico più prezioso che Skye abbia mai avuto. Una sorta di piccolo cavaliere dall’armatura scintillante che la proteggeva da tutto e da tutti.

Ma per quel piccolo eroe la vita aveva in serbo spiacevoli sorprese.

Una vita che aveva il gusto amaro degli stenti, delle dolorose perdite e di una criminalità che a volte diventa l’unico mezzo per poter sopravvivere.

La vendetta porta ad altra vendetta, al caos e all’oscurità.

La vendetta ci tiene in ostaggio e ci fa a pezzi;

soffriamo, soffriamo, finché non ci liberiamo dei suoi parassiti,

che ci succhiano l’anima.

È mai possibile scrollarsi di dosso un desiderio di rivalsa così tenace e profondamente radicato nella propria anima?

Forse, perché la spietata crudeltà di Damian a volte lascia intravedere minuscoli sprazzi di umanità.

Forse, perché sotto la maschera del crudele aguzzino, si nasconde un bambino ferito. Abbandonato. Tradito.

Un bambino che per anni non ha conosciuto il significato della parola tenerezza.

E così, quando l’uomo –  in cui quel bambino si è trasformato – inizia a ricevere le carezze proprio dalla donna che rappresenta il suo più atroce tormento, la sua anima si incrina, i suoi demoni tremano e un sentimento nuovo sboccia in tutta la sua drammatica intensità.

Un sentimento che nasce in punta di piedi, per poi sfociare nella passione più sublime.

Vi ricordate la domanda che ho posto poco fa? A quella domanda non ho risposto né con un sì, né con un no.

Ho risposto con un misero: “forse”, perché non potevo svelare di più.

Ma lo farà al posto mio la scrittrice che, col suo stile rapido, diretto e sanguigno, ci sbatte in faccia una fitta serie di eventi, collocabili in un lunghissimo arco temporale, resi ancor più concreti dalle emozioni violente di cui si sono impregnati.

Finché ogni tassello non torna al suo posto con una precisione che ti lacera l’anima in due.

Finché l’odio e la vendetta non vengono cancellate a colpi di spugna dalla bellezza del miracolo del perdono.

Dall’innocenza di una torta di fragole.

Dalla tenerezza di un cigno di carta.

Dalla potenza di un amore incantevole che nasce gridando, cresce lottando, vacilla, si spezza e poi supera ogni dannatissimo ostacolo che la vita gli ha messo di fronte.

Noi siamo sabbia e roccia, e acqua e cielo,

àncore sulle navi e vele al vento.

Siamo un viaggio verso una meta che cambia

ogni volta che sogniamo, cadiamo, saltiamo o piangiamo.

Siamo stelle difettose, che tuttavia brillano o risplendono.

Lotteremo sempre, desidereremo sempre,

avremo sempre più domande che risposte,

ma ci saranno sempre momenti come questo,

pieni di magia e appagamento,

quando le anime accarezzano il divino

e semplicemente restano senza fiato.

E io mi commuovo assieme a loro per la milionesima volta.

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Un normale giorno di shopping sta per trasformarsi in un incubo per Skye Sedgewick. A un passo dalla sua macchina nel parcheggio viene rapita e narcotizzata. Poco dopo sembra arrivata la sua fine: lo sconosciuto la costringe a inginocchiarsi e le tiene puntata una pistola alla tempia. Skye aspetta che parta il colpo mentre recita la preghiera che l’aiutava a dormire da bambina, ma riceve solo un fortissimo colpo alla testa che la tramortisce. Al suo risveglio, l’incubo è ancora al suo fianco, ha i lineamenti scolpiti e uno sguardo impenetrabile. Chi è quest’uomo e perché le è così familiare?…

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