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Recensione: “Senza controllo” di Meredith Wild (The Hacker series #4)

Buongiorno Fenici, oggi Barbara ci parla di un “nuovo” libro cult: “Senza controllo” di Meredith Wild (The Hacker series #4)

Blake Landon è un uomo baciato dalla fortuna: è ricco, bello e innamorato di Erica Hathaway, che lo ricambia. Dopo un viaggio all’inferno andata e ritorno, proprio quando sembrava che il loro amore fosse perduto, entrambi sono riusciti a trovare la strada di casa e sono rimasti insieme, più innamorati e vicini di prima. Erica non è mai stata così determinata e decisa ad andare fino in fondo. Ma proprio quando i due sono sul punto di decidere la data del matrimonio, dal passato di Blake emerge una storia inquietante. Erica sa che se vuole conoscere l’uomo a cui sta per affidare il suo cuore per sempre, dovrà affrontare queste rivelazioni, anche se ciò significa spalancare la porta di un mondo che neppure immaginava esistesse, un mondo che metterà in discussione i confini dei suoi stessi desideri…

Ho appena finito il quarto libro della Hacker Series e l’entusiasmo mi è precipitato sotto alle scarpe.

A parte il prologo, uniche pagine dove finalmente si fa sentire la voce di Blake, il resto del romanzo è davvero di una noia mortale. Non male, considerando che il prologo dura all’incirca due pagine…

Ironia a parte, questo è per adesso il peggior romanzo di tutta la serie.

Banale, scontato, per niente originale, assolutamente non coinvolgente.

Sarà che l’autrice aveva probabilmente esaurito le idee, o che i protagonisti straricchi e maniaci del controllo e le protagoniste cocciute e ribelli mi sono davvero venute a noia, ma leggere questo romanzo è stato a tratti una vera sofferenza.

Le parole di Blake nelle prime pagine fanno intendere che capiterà qualcosa di grosso e determinante, ma ascoltare la sua voce è stato come assaggiare un delizioso bicchierino di finger food e illudersi di sedersi a tavola per un pranzo da cuoco stellato.

Si è trattato di un attimo, poi il punto di vista di Blake è sparito nel nulla e, prima di sapere qualcosa di più del fantomatico Club in cui si stava precipitando per salvare Erica da chissà quale situazione da brivido, sono stata costretta a sorbirmi la prima apparizione lavorativa dei due piccioncini seduti gomito a gomito nella stessa sala riunioni, un bel po’ di sesso trito e ritrito e l’organizzazione dell’addio al nubilato meno interessante della storia di tutti gli addii al nubilato.

Fatta eccezione per la maligna apparizione di Sofia, perfida ex amante di Blake, che riesce a svelare ad Erica l’esistenza del Club dove il suo futuro marito sfogava i più biechi istinti, tutti i capitoli scritti fino a quel momento sono stati uno spreco di carta e di energie.

Poi finalmente si arriva al momento tanto atteso e… non succede niente. Niente di eclatante, quanto meno.

Sì, la descrizione del Club è interessante, offre uno scorcio su un mondo che raramente può essere oggetto di una conversazione, ma la domanda a questo punto è… ce n’era davvero bisogno?

Direi di no visto che Erica e Blake ne escono così come vi sono entrati, assolutamente indenni, e il Club viene dimenticato un paio di pagine dopo.

Quello che era stato presentato come un avvenimento fondamentale si rivela la classica situazione da “tutto fumo e niente arrosto” e mi sono ritrovata, mio malgrado, a mangiare un normalissimo piatto di pasta perfino un po’ scondito, altroché cuoco stellato e alta cucina!

A questo punto i grandi avvenimenti che seguono sono due: la conquista da parte di Blake di una parte anatomica della fidanzata di cui sinceramente non provavo il bisogno di sentir parlare, e la fuga di notizie sul fatto che Erica sia la figlia tenuta nascosta da Daniel e i conseguenti problemi per la sua corsa politica.

Erica cerca di tenere botta e superare entrambe le difficili situazioni, ma se per la prima non sembra avere particolari difficoltà a parte qualche sospiro e qualche dubbio sul da farsi, per la seconda si ritrova coinvolta in un gioco più grosso di lei e visto quello che le succede si ha la spiacevole sensazione di essere improvvisamente finiti fra le pagine di Cinquanta sfumature di rosso.

Eh già, per quanto il paragone e la somiglianza siano sempre stati dietro l’angolo, a questo punto non ho più avuto dubbi: essere le sottomesse di un milionario porta parecchia sfortuna.

Assolutamente voto basso su tutti i fronti: l’avventura di Erica e Blake doveva fermarsi un libro fa.

#1  Senza difese

#2  Senza colpa

#3  Senza pentimento

#4  Senza controllo

#5  Senza rimpianto

 

 

 

 

 

 

 

 

Kiki

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