Recensione: “Scartando Hank”, di Eli Easton

Titolo originale: Unwrapping Hank
Autore: Eli Easton
Edito da: Triskell Edizioni
Traduzione a cura di: Chiara Messina
Formato: ebook
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Trama

Sloane adora i misteri.

Figlio di due psichiatri, ha sempre trovato le persone sin troppo facili da decifrare. Alla disperata ricerca di uno scenario più rurale, si iscrive alla Pennsylvenia State University, dove viene convinto a unirsi a una confraternita da Micah Springfield, il ragazzo più figo del campus. Ma nessuno dei corsi di Sloane si rivelerà interessante come Hank Springfield, fratello di Micah e compagno di confraternita.

Hank ha l’aria di essere un vero duro – muscoloso, pieno di tatuaggi e barbuto – ma i suoi occhi sono dolci e gentili. Si comporta come un atleta un po’ stupido, ma si sta specializzando in filosofia. E dovrebbe essere etero… ma allora perché Sloane si sente così attratto da lui? E perché Hank sembra detestarlo tanto?

Quando Sloane rischia di rimanere da solo al campus per le vacanze di Natale, Micah lo invita a passare le vacanze alla fattoria di famiglia, in una contea Amish. È l’opportunità per trascorre le feste in puro stile americano… e per cercare di svelare quel mistero che è Hank Springfield.

Riuscirà Sloane a scoprire i segreti della famiglia Springfield e a svelare il cuore che si cela sotto quella montagna di muscoli?

Recensione

Cosa accomuna Sloane e Hank, oltre al far parte della stessa confraternita al college? In apparenza nulla, ma è proprio così? Micah, fratello di Hank, non lo crede e come un moderno cupido fa in modo di aiutarli a superare l’ostilità reciproca, perché è convinto che il suo amico e suo fratello siano fatti della stessa stoffa, magari non per amarsi, ma sicuramente per aiutarsi. E come è facilmente immaginabile, l’indifferenza cede ben presto il passo all’antipatia, poi all’appena passabile accettazione, fino all’inevitabile epilogo.

Sloane non avrebbe problemi a legare con Hank. Lui, gay dichiarato, ha una mentalità aperta: ha studiato all’estero e viene da una famiglia di psicologi che lo hanno cresciuto abituandolo al confronto, analizzando e discutendo ogni scelta, ogni decisione, ogni momento della sua vita. È curioso e adora gli enigmi e Hank è un enigma vivente. Lo ha colpito, ma non lo capisce e questa situazione stuzzica la sua predisposizione genetica all’analisi delle persone come delle situazioni. Crede che Hank non lo sopporti in quanto omosessuale. Lui, così fieramente orgoglioso del suo aspetto muscoloso e molto virile, non riesce a comprendere la decisione di Micah di coinvolgerlo nell’organizzazione della festa di Natale della congregazione. Se all’inizio pensare di lavorare con il super macho del gruppo lo irrita un po’, con il passare del tempo si rende invece conto che l’avversione verso il giovane è un vero e proprio scudo di protezione, perché di una cosa è certo: essere attratti da un eterosessuale, omofobo per giunta, è molto pericoloso e doloroso.

La colpa era solo mia. Avevo commesso il più classico degli errori: amore non corrisposto o, se non altro, attrazione non corrisposta. Era la prima volta che una cosa del genere mi lasciava addosso più che un semplice fastidio, la prima volta che faceva male.

Quello che ovviamente Sloane non può sapere e nemmeno immaginare, è il disagio che sta vivendo Hank, combattuto tra la paura e l’eccitazione che la vicinanza a Sloane gli suscita. Una moltitudine di sensazioni che non riesce a capire né accettare e che pensa di riuscire a controllare con l’indifferenza e il distacco.

In poche parole, Sloane mi irritava. Mi irritava che Micah lo ritenesse così perfetto. Mi irritava che nessun altro, etero o gay, avesse dei problemi con lui. E, sì, mi irritava che fosse gay. Era come se, non so, come se fosse disponibile o qualcosa del genere.

Organizzare l’evento di Natale sembra aiutarli, ma non fa che acuire il disagio di entrambi, tanto che alla fine li allontana anziché avvicinarli. Forse il distacco delle vacanze natalizie avrebbe potuto aiutarli a mettere chiarezza, ma un evento inaspettato sconvolge i loro propositi e si ritrovano insieme proprio nel periodo dell’anno dedicato ai buoni sentimenti e alla famiglia.

A Sloane, che non ha una vera casa a cui tornare o dei genitori particolarmente amorevoli, la famiglia dei suoi amici sembra perfetta, così come l’atmosfera che si respira nella loro grande casa calorosa e addobbata per le feste: lo accolgono a braccia aperte, perché nessuno deve essere solo il giorno di Natale, specialmente un amico.

Sloane è in casa sua. Con i suoi genitori. Ecco che il disastro tanto temuto da Hank è pronto a scatenarsi, perché mai come questa volta il ritorno a casa è stato tanto diverso, perché è la presenza del giovane a renderlo tale. È nervoso per una situazione che gli sta sfuggendo di mano e che non riesce a decifrare, o meglio, che ha paura di decifrare. Nemmeno ritrovare l’amico di una vita lo aiuta, anzi, si ritrova più confuso e frastornato che mai ed è solo confrontandosi a cuore aperto con il fratello, e grazie ad un’inaspettata sferzata di gelosia, che finalmente capisce chi è davvero e che cosa vuole.

«Sloane, tu… Tu mi fai vedere le cose in modo diverso. Lo sai, vero?»
«Davvero?» Mi guardò interdetto.
«Già. È come se fossi il mio terzo occhio.»
Sloane sbatté le palpebre, poi sulle sue labbra spuntò un sorriso malizioso. «Preferirei essere la tua terza gamba.»
Io scoppiai a ridere, fingendomi scandalizzato. «Sei un piccolo pervertito, Francesino.»
«Faccio del mio meglio.»

Anche Sloane ha compreso, trovando il tassello mancante, il suo enigma chiamato Hank e quello che all’apparenza sembra un ribelle dallo sguardo dolce in realtà è un’anima fragile, un uomo che ha vissuto da bambino un evento traumatico che ne ha condizionato l’esistenza, rendendolo il finto duro che vuole apparire, impacchettato ben bene sotto strati di ribellione, indifferenza e distacco e che Sloane ha saputo scartare, riportando alla luce il suo vero essere, i suoi veri sentimenti.

«Volevo essere… normale. Padrone di me. Volevo essere, non so… una persona con i piedi per terra, non uno schizzato con la testa tra le nuvole. L’esatto opposto di tutto ciò che loro avrebbero approvato. Sembra idiota detto ad alta voce.»

Piacevole atmosfera natalizia per una bella storia che nell’arco di poco più di un mese ci fa conoscere due giovani uomini poco più che ventenni che si trovano, si scoprono, si conoscono e che si vogliono come è giusto che sia. L’amore? Il tempo che abbiamo passato insieme a loro è stato talmente poco che non ci è dato modo di sapere, ma una cosa è certa: quello che hanno vissuto in pochi giorni è stato molto intenso e li ha certamente uniti e se sono rose fioriranno. È una storia di ventenni universitari appena affacciati alle porte della vita adulta e che devono vivere tanti e tali esperienze che non è detto che le loro strade e le loro scelte coincideranno. Da inguaribile romantica, spero di sì, ma questo è tutta un’altra storia che, se l’autrice volesse regalarci, sarebbe ben gradita. Come mi piacerebbe leggere  un ipotetico incontro tra i genitori di Sloane e quelli di Hank. Lì si che se ne leggerebbero di belle!!

Consigliato soprattutto a chi desidera avvicinarsi al genere m/m: scorrevole e ben scritto, si legge in un lampo non perché sia corto, ma per come coinvolge, grazie anche all’ironia e sobrietà dei toni, soprattutto nelle scene di sesso.

Per chiudere, vi lascio una citazione che mi ha fatto sorridere, ma allo stesso tempo riflettere… no, forse più ridere. A voi scoprire l’enigma su chi sia il destinatario di questa perla di saggezza…

«Fa’ attenzione. Sai com’è il detto: “chi prova l’uccello non vuole che quello”.»
«Mai sentito nulla di simile.»
«L’ho detto io, e sono un filosofo. Quindi vale.» 

Buona lettura

Fiamme Sensualità Medio

Cosima

Recensione: “Scartando Hank”, di Eli Easton
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Pubblicato Da:

baby.ladykira
Oltre ad essere l' Admin founder del Sito di Romanticamente Fantasy, sono una libraia ed adoro tutti i libri in genere, dai cartacei ai digitali. Oltre alla passione dei libri, sono una telefilm e film dipendente ^_^