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Recensione: “Rosa a pois” di Amélie Callot, Geneviève Godbout

Autore: Amélie Callot, Geneviève Godbout

Editore: LupoGuido

Anno edizione: 2018

Formato: Cartaceo

Pagine: 80

Prezzo: 17,00 euro

A partire dai 4 anni

Quando il tempo è bello, sorride, conta e fischietta. Spalanca le finestre e lascia la porta aperta. Quando comincia a piovere però, Adele si rintana. Non può farci niente, perde il suo spirito gioioso. Allora potrete dire quel che vorrete per provare a convincerla, ma sarà fiato sprecato: Adele non metterà fuori dalla porta neanche la punta del naso!

Mi è capitato per le mani questo libro, mentre cercavo un regalo di compleanno, per una bambina di 9 anni. Sono stata attirata dalla copertina, con questa simpatica signorina riparata da un ombrello rosa a pois e, l’ho aperto per dare una scorsa. Sono rimasta incantata dalle prime pagine: per il testo, semplice e fresco, per niente scontato nella sua semplicità, e per le belle illustrazioni, che ricordano dei disegni fatti con le matite colorate. Ma andiamo per ordine.

La storia, come dicevo, non è particolarmente articolata, ragion per cui è indicata già per bambini dai 5 o 6 anni. Certo, il testo è un po’ lungo, ma si può tranquillamente suddividere la lettura in due momenti. Proprio per il genere di racconto, così simpatico e gradevole, può essere benissimo una lettura autonoma per bambini delle scuole elementari. Infine, visto che a mio avviso si tratta di un gioiellino estremamente godibile per le ragioni che esporrò a breve, credo che questo libro possa senza dubbio incantare anche gli adulti.

Veniamo alla trama. La giovane Adèle gestisce un piccolo caffè, “Il Grembiule a pois”, situato nel cuore di un paesino sulla costa. Se ne occupa con dedizione e amore, trattando gli avventori come ospiti graditi piuttosto che come clienti. Si preoccupa di far sentire ciascuno benvenuto e a proprio agio, proprio per questo, il suo grazioso locale diventa un punto di riferimento per l’intera comunità. Passa da luogo di ritrovo a spazio per il mercato ortofrutticolo settimanale, cinema nel fine settimana e luogo privilegiato per organizzare feste. A darle una mano interviene talvolta Lucas, che peraltro le fornisce la frutta e la verdura per il mercatino del mercoledì. Lucas è gentile e simpatico, per Adèle è un buon amico.
L’unica pecca in mezzo a tanta beatitudine è costituita dalla meteo: quando capita qualche giorno di pioggia, infatti, Adèle perde di colpo tutta la sua energia e la sua allegria. Si chiude in casa, meglio ancora si rintana sotto le coperte, e attende il ritorno del sole, arrabbiata e giù di morale.
Un giorno, al termine del mercato del mercoledì, trova nel locale, accanto all’attaccapanni, dei simpatici stivali rosa, con due piccoli soli incisi sotto le suole. Di chi saranno mai? La ragazza cerca di venire a capo del mistero, ma non sembra semplice, soprattutto quando agli stivali si affiancano altri oggetti apparentemente abbandonati. Chi li avrà lasciati lì, e perché?

Questa storia è molto tenera ed è scritta in termini semplici, pur mantenendo un buon livello linguistico.

Il caffè è racchiuso tra un gruppetto di case che fan fronte al vento, davanti all’oceano. La costa è frastagliata, mentre l’interno è ricoperto di grandi distese di prato modellate dalla brezza marina.

L’autrice riesce a trasportare il lettore nel caffè di Adèle, facendogli sentire tutto il calore e l’amore che c’è in quel posto. L’atmosfera insomma è resa benissimo, e credo sia questo il principale punto forte del racconto. Poi abbiamo la protagonista, dolce e allegra, sempre pronta ad avere una buona parola per tutti e dedita al suo lavoro. Ricorda un po’ una fatina operosa e gentile!

Con una mano si sistema il grembiule che indossa sempre al lavoro e si infila un bocciolo di rosa tra i capelli raccolti.
È per questi piccoli dettagli che i clienti affezionati amano venire al Grembiule a pois.
E Adèle vuole bene ai suoi clienti…

Il mistero degli oggetti che la giovane inizia a ritrovare accanto all’attaccapanni ogni mercoledì, dopo il mercato, dà una bella svolta alla trama: per il bambino inizia a farsi sentire la spinta a voler proseguire per scoprire di più, mentre per l’adulto (che non può non mangiare la foglia…) è piacevole trovare conferma dei propri sospetti una pagina dopo l’altra.

Detto questo, il ritmo della narrazione è tranquillo e costante, senza particolari accelerazioni, il che contribuisce a rendere questa lettura così piacevole. Sì, per un lettore adulto la storia può essere prevedibile, ma senza per questo perdere la sua magia. Inoltre, il tocco romantico offerto dall’amicizia sincera di Lucas contribuisce ad avvincere anche i più grandicelli: un po’ di sano romanticismo non guasta mai, a qualunque età!

Due parole sulle illustrazioni di Geneviève Godbout. Sono piuttosto semplici, come il testo: sono disegni apparentemente realizzati con le matite colorate, che si prestano benissimo per i paesaggi e gli scenari pensati dall’autrice. Tinte pastello, toni sfumati e tanti piccoli dettagli contribuiscono a rendere le immagini estremamente godibili, in un accordo perfetto con il testo che vanno a rappresentare. Insomma, un connubio decisamente ben riuscito!

In conclusione, questo albo illustrato è ideale per tutti, grandi e piccini, e tutti si sentiranno certamente scaldare il cuore tra le sue tenere pagine, come se fossero davvero seduti nel caffè “Il Grembiule a pois”, con una tazza di thè profumato tra le mani e un piattino di invitanti biscotti da sgranocchiare.

A cura di:

 

 

Ilaria

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