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Recensione: “Rejoice” di Steven Erikson

Samantha August, scrittrice di fantascienza, scompare in un raggio di luce, apparentemente rapita da un UFO, mentre cammina lungo una strada trafficata di Victoria, in Canada. Mentre il filmato dell’incidente – ripreso con uno smartphone – diventa virale, Samantha si sveglia in un luogo angusto , dove viene accolta dalla voce di Adam, che le spiega che sono in orbita intorno alla terra e che lui è il portavoce di una delegazione d’intervento, una triade di civiltà aliene che cerca di assicurare la continua evoluzione della Terra come un bioma vitale.

“Rejoice – Una storia del primo contatto” è il primo romanzo di fantascienza di Steven Erikson, autore canadese già conosciuto per la saga high fantasy “IL LIBRO MALAZAN DEI CADUTI” composta da 10 volumi e già tutti pubblicati in italiano dalla stessa casa editrice Armenia

La storia è ambientata in un mondo fin troppo attuale e fin troppo somigliante al nostro: gli umani si fanno la guerra in tutti i modi possibili, le risorse del pianeta non sono distribuite equamente, i ricchi sono sempre più ricchi, ed i poveri del mondo sempre più poveri. Il pianeta in generale è in profonda sofferenza, lo sfruttamento delle risorse naturali e l’inquinamento su larga scala hanno un unico responsabile: l’uomo.

A perturbare la virulenta infezione chiamata umanità arrivano gli alieni, o meglio, un’intelligenza artificiale (IA) chiamata ADAM, portavoce di una progredita triade di razze aliene. La IA, attraverso la sua tecnologia avanzatissima che modifica e codifica l’elettromagnetismo terrestre, riesce ad “annullare” totalmente la violenza tra le persone, cominciano a nascere delle aree in cui gli umani non sono più ammessi, come le grandi praterie americane o come la savana, dove i bracconieri e i criminali vengono praticamente esclusi, sospinti via dalle “aree protette”.
Le novità sono shoccanti, l’umanità senza violenza cosa può fare? E se in una famiglia ci fosse un uomo che maltratta la moglie, cosa succederebbe privandolo del potere di ferirla? Se non si possono più sfruttare fino all’osso i giacimenti naturali, con cosa i ricchi potrebbero arricchirsi ancor di più?
Il libro è un continuo alternarsi di episodi, diversi per nazionalità, estrazione sociale e detenzione di potere.

Ci sono varie le storie di “rinascita” come quella di Kolo e Neela del Congo, come quella di Casper ex trafficante di armi, o anche come quella di Jeff e Annie coppia in cui la violenza non è più ammessa, e tutti questi racconti rinforzano tutto il messaggio di fondo del libro.

«Noi siamo pacifisti, Samantha August. Di conseguenza stiamo imponendo l’equivalente di un “cessate il fuoco” su scala mondiale. Le aggressioni e le distruzioni dirette contro l’ambiente naturale, la fauna e altri umani sono ora cessate»

Cosa succederebbe se gli alieni ci rendessero “migliori”? Quali sarebbero le reazioni? Una pacifica accettazione o la negazione più totale? Possiamo vedere come l’autore abbia voluto esplorare anche quest’ultima possibilità, mostrandoci sia le reazioni ignoranti e violente della Casa Bianca, con l’incapace presidente Kent che somiglia fin troppo a quello che ci tocca nella realtà, sia quelle della stampa e dei Mass Media, nelle mani di personaggi un po’ disgustosi e fin troppo viscidi. Vediamo anche ciò che succede nella Repubblica Popolare Cinese che con i suoi astronauti affronta un viaggio per la Luna e si trova davanti ad una terribile scoperta. Seguiamo altri e vari personaggi sparsi in tutto il mondo e sempre diversi. E nonostante l’enorme varietà non mi sono mai annoiata, c’è stata dell’emozione in ogni racconto.

E infine seguiamo la vicenda principe del volume: ADAM che con le sue “logiche di intervento” rapisce Samantha August, famosissima scrittrice canadese di Fantascienza. Insieme, ci regalano i ragionamenti più intelligenti che ho letto negli ultimi anni. Vi verrà sicuramente il dubbio che tutta la storia sia un pretesto, da parte dell’autore, per scrivere e descrivere la nostra umanità. Tutti discorsi sensati, magnificamente argomentati, dove Sam fa l’avvocato del diavolo (o meglio dell’umanità) e ADAM che è una macchina complessa e logica che mostra i nostri troppi errori.

«Allo stato attuale, svariate nazioni sono in possesso dei mezzi per gestire tali esodi. Il cibo è abbondante, i trasporti efficaci e la manodopera è disponibile. Se ora gli umani soffrono, è dovuto esclusivamente allo scarso impegno da parte dei loro consimili».

La bellezza di questo romanzo è sicuramente legata ai temi trattati. Non lo trovo del tutto vincente sullo stile di scrittura, che tende ad adattarsi troppo alla moltitudine di personaggi: è un ottimo esercizio intellettuale ma tende a rivelarsi un po’ dispersivo.

Ho apprezzato sicuramente il quadro ampliato della situazione sulla Terra e sicuramente le conversazioni tra Samantha e ADAM fanno scaturire tante riflessioni. Purtroppo la parte fantascientifica è di rapido esaurimento e si riprende solo un po’ nelle battute finali, ma questo rende questo libro fruibile ai neofiti del genere e anche ai lettori non convenzionali di fantascienza. L’impressione finale che ho avuto è che sarebbe un libro facile da trasporre in una serie tv o in un film Hollywoodiano.
Vi consiglio di dargli una possibilità anche se la fantascienza non è nelle vostre corde, perché è una storia di introspezione, di riflessione e analisi dei nostri comportamenti.

Questa è una narrazione adattissima al nostro presente, in cui vediamo i giovani scendere in piazza in difesa dell’ambiente, in cui una sola ragazza sta unendo i popoli contro la cattiva gestione degli adulti. Questa è un libro che vi lascerà un po’ di amaro in bocca, ma con la voglia di speranza e di fare meglio.

ladykira

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