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Recensione: “RED RISING – Il Canto Proibito” di Pierce Brown – Serie Red Rising

 

Trama
Darrow ha sedici anni, vive su Marte ed è uno dei Rossi. La casta più bassa, minatori condannati a scavare nelle profondità del pianeta a temperature intollerabili, rischiando ogni giorno la propria vita. Ma Darrow sa di farlo per rendere abitabile la superficie di Marte, per dare una terra alle nuove generazioni. E a ripagarlo dei sacrifici c’è l’amore per Eo, bellissima e idealista. Finché un giorno i due innamorati sono sorpresi a baciarsi in un luogo dove non avrebbero dovuto, sono processati e condannati da un giudice appartenente alla casta degli Oro, la classe dominante. E mentre Eo riceve le frustate di punizione, la sua voce si scioglie in un canto dolcissimo, un canto proibito di rivolta e speranza, lo stesso canto che era costato la vita al padre di Darrow. E ora costerà la vita a Eo.
“Red Rising – Il Canto Proibito” di Pierce Brown, paragonato immediatamente alle massime espressioni del romanzo fantasy contemporaneo, apprezzato con slancio dai lettori, ha conquistato in poco tempo i primi posti nelle classifiche del “New York Times” e il suo fascino drammatico e avventuroso ha convinto il regista Marc Forster (“World War Z”, 2013) a girarne la versione cinematografica (Universal Pictures).

Recensione
“Avrei vissuto in pace. Ma i miei nemici mi hanno trascinato in guerra.” Inizia con questa frase “Red Rising – Il Canto Proibito”, e grazie a queste poche parole è possibile già intuire tanto del romanzo e del suo protagonista. Non ha potuto scegliere, è stato costretto, si è ritrovato in una situazione senza uscita, è stato “trascinato”, appunto. E subito ti ritrovi a chiederti, da chi? Chi sono questi “nemici”. Bene, andiamo con ordine.
Pierce Brown disegna una Società dove gli uomini non sono stati creati uguali. C’è un ordine gerarchico legato ai colori: gli Oro sono la vetta della piramide, i Rossi fanno parte dei Colori Inferiori, i gradini più bassi. Un universo dove “il potere deve essere reclamato, il benessere conquistato. Il comando, il dominio, l’impero vanno comprati col sangue”. Un universo “affilato dall’odio, ma reso forte dall’amore”. Un universo di cui è estremamente facile innamorarsi, perché descritto con maestria e dovizia di particolari dall’autore. Un universo complesso, ma allo stesso tempo incredibilmente fantastico. Qualcosa di nuovo in un genere, quello distopico Y/A, che negli ultimi anni ha già regalato tanto alla narrativa.
Gli Oro hanno conquistato la maggior parte dei pianeti, Darrow, il nostro protagonista che vive su Marte, è nato sotto il colore dei Rossi, e lavora nelle profonde gallerie sotterranee per estrarre l’helium-3 (vitale nel processo di terraformazione, cioè nel rendere i pianeti abitabili per gli uomini).
I suoi antenati venivano dalla Terra, e lui è una specie di schiavo, come tutti quelli che appartengono al suo colore. Ha 16 anni, ha cominciato a lavorare sotto la superficie tre anni prima, e si è sposato da sei mesi. Il suo amore si chiama Eo, ha la stessa età di Darrow e appartiene anche lei ai Rossi. “Senza di me, lei non mangerebbe. Senza di lei, io non vivrei”. Diciamo che la prima impressione che ho avuto leggendo l’inizio del libro è che su Marte, sotto un certo punto di vista, non si perde tempo in chiacchiere…
Inizia l’intreccio delle vicende, e Brown racconta la vita di Darrow, come trascorre le sue giornate.
Ce lo fa vedere nelle gallerie, mentre sputa sudore e sangue, ci fa conoscere il suo desiderio di vincere il Lauro, il premio (in cibo, bevande, stufe e coperte) per chi estrae la maggior quantità di helium-3, il pensiero di essere riuscito a farcela, la delusione di capire che non importa quanto lavorerà, quanto riuscirà a ottenere da se stesso… non potrà mai avere il Lauro, perché è destinato ad altri. Lui è solo un Rosso. E poi conosciamo Eo. È lei che per prima insinua in Darrow il seme della ribellione. Lei ha scoperto che sopra la superficie esistono “erba, alberi e animali”, esiste una vita migliore che i Rossi rendono possibile con il loro lavoro, ma da cui sono esclusi. È Eo la prima figura veramente forte che si incontra in questo romanzo: una donna pronta a tutto, anche al sacrificio estremo, pur di sciogliere le catene invisibili che li tengono legati alle gallerie, che li privano della bellezza del mondo esterno. Mentre Eo mostra di nascosto queste bellezze a Darrow, vengono scoperti, e il loro destino precipita pericolosamente… “Rotolo per primo fuori dal condotto e le porgo la mano dietro di me quando sento una voce. Accentata. Viscida. Terrestre. «Rossi nel nostro giardino» biascica. «Ma guarda un po’»”. È il punto di svolta, tu lettore capisci che da lì non si torna indietro. “Mi metto tra Eo e gli Scarti, ma non combatto. Non permetterò che moriamo per un’occhiata alle stelle. Apro le mani per fargli capire che mi arrendo.” E da questo punto in poi tutto cambia. Fino a quel momento si era trattato di catene e regole assurde, fino a quel momento il mio cuore si era arrabbiato e basta, ma accade qualcosa che all’improvviso mi fa comparire le lacrime agli occhi, che mi fa amare e odiare questo libro, questo scrittore che leggo per la prima volta, per quello che riesce a trasmettermi. Un’emozione forte, di rabbia, di angoscia. Nella mia testa sto urlando, mentre proseguo nella lettura. Adesso voglio anch’io la libertà, la bramo com’è giusto che sia, sono dentro il libro, invisibile a fianco di Darrow.
Un’altra svolta, l’incontro con i Figli di Ares. Ribelli. “Gli Oro preferirebbero che noi dimenticassimo la storia. E la maggior parte di noi l’ha fatto, o non gli è mai stata insegnata. Ma io so come gli Oro salirono al potere centinaia di anni fa. Loro la chiamano la Conquista. Macellarono chiunque si oppose. Distrussero città, continenti. Non molti anni fa, hanno ridotto un intero mondo in cenere. È con l’ira di Ares che hanno agito, e adesso noi siamo i figli di quell’Ira.” Il richiamo agli dei, sia romani che greci, è forte in questo romanzo. Darrow scopre così che l’idea di una rivolta serpeggia da tempo, non solo tra i Rossi. Scopre di poter essere utile a uno scopo, e mette se stesso al servizio della rivoluzione. Crede di non avere più nulla da perdere, in quel momento. Gli viene mostrata la superficie, una superficie che lui aveva solo sfiorato insieme a Eo, e gli viene messa davanti agli occhi la grande bugia degli Oro. Marte non è un pianeta inadatto all’uomo, anzi, è rigoglioso di astronavi e yacht-volanti, di luce e di vita. Darrow finalmente capisce: “La Terra è giunta su Marte e noi pionieri siamo stati lasciati sottoterra, fatti schiavi, a lottare, a soffrire per creare e mantenere le fondamenta di questo… questo Impero”. Per lottare, per vincere, deve diventare uno degli esseri che più disprezza: un Oro. La trasformazione è tanto dolorosa quanto dettagliata (è costretto a rinunciare ai vecchi sigilli per farsene applicare sul corpo degli altri) e richiede poi un duro allenamento, ma alla fine Darrow diventa fisicamente uguale a coloro che odia , venendo così accettato all’Istituto, la scuola per ottenere un posto negli alti ranghi della Società. Ovviamente non si tratta di una scuola qualsiasi. Ci sono dodici Case Scolastiche (i nomi richiamano ancora le divinità romane) che si scontrano tra loro per vincere gli stendardi altrui. Ogni conquista una vittoria, ogni vittoria un passo avanti verso il compimento della vera missione di Darrow. Da qui in poi non vi racconto più nulla altrimenti rovinerei il gusto di leggere “Red Rising – Il Canto Proibito”. Ho solo accennato alle diverse vicende di cui la trama del romanzo di Brown è pregna. Una lettura che vale davvero la pena, soprattutto per chi ama il genere. Ho dato 3 stelle e ½ ma oscillo molto vicino alle 4, non fosse stato per la lentezza di alcuni passaggi, non avrei avuto dubbi.

Lo stile dell’autore è piacevole e coinvolgente. Brown è uno scrittore affezionato ai particolari, alle descrizioni, alla presentazione delle ambientazioni e dei personaggi (e in questo romanzo sono davvero tanti), e questo qualche volta lo porta a interrompere il flusso narrativo e rende la storia un po’ lenta (soprattutto nella prima parte). “Red Rising – Il Canto Proibito” è un libro diverso con una storia accattivante e un piano di narrazione ben sviluppato. Qualche spunto qua e là può portare alla mente altre opere di genere che negli ultimi anni hanno avuto grande successo come “Hunger Games” – viene raccontata una competizione e un premio con un solo vincitore, e si vive in diversi distretti – o “Divergent” – l’idea delle “fazioni” dove ognuno svolge un compito ben preciso e la “prova” per entrare all’Istituto, che mi ha fatto tornare in mente quelle degli Intrepidi – ma sono solo accenni e vengono comunque trattati in modo originale. Tanti sono i termini particolari inseriti dall’autore, perciò bisogna fare un po’ di attenzione per capirli bene tutti e tenerli a mente nel proseguo delle vicende.
Il personaggio di Darrow cresce insieme alla storia, diventa protagonista indiscusso con il passare delle pagine. Con lui provi amore, dolore, rabbia, desiderio di sangue e di riscatto. Ma il desiderio che sopra ogni cosa ti porti fino alla fine è quello di scoprire cosa il destino ha in serbo per lui, nato Rosso, diventato Oro per vendetta.

Fiamme-Sensualità-Nulla NUOVA

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RECENSIONE A CURA DI: Jo

EDITING A CURA DI: Gioggi

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