Recensione: “R.i.p de Profundis” di Eilan Moon (The R.I.P Trilogy #2)

Trama arancio

Il patto tra il primo Venator e le tre Veggenti, stipulato in gran segreto, è più saldo che mai, e i cimiteri maledetti devono essere sigillati per sempre. Il Venator Borislav Todorov non può permettersi di perdere questa battaglia o la guerra, contro chi manovra la razza umana dall’inizio dei tempi, sarà persa. Egli dovrà affrontare i propri demoni, quelli che gli azzannano l’anima con brutalità senza dargli pace. La soglia dell’Inferno rimarrà aperta per permettere al valoroso Bor di oltrepassarla, al di là di essa, egli dovrà combattere il più arduo scontro della propria esistenza. In questo conflitto contro il tempo, il Venator coinvolgerà vecchi alleati, ma anche chi non conosce nulla dell’oscurità che avanza. Le Veggenti tenteranno di serbare ancora il segreto che le lega a lui, ma i membri dell’Avatara sono ormai vicini alla verità: il tempo della Rivelazione è alle porte. Bor è pronto a rischiare tutto per raggiungere lo scopo finale, ma ora il suo unico obiettivo è la giovane Asia, la Custode del cimitero del Wawel. L’Inferno lo attende e lui non desidera altro che bruciare. 
“L’immortalità induce a odiare la vita.”
 

Recensione arancio

Premetto che amo il genere di romanzo che rispecchia questo secondo capitolo della saga in tutto e per tutto.

Una cosa che mi ha affascinato fin dall’inizio è l’ambientazione. La maestria dell’autrice nel descrivere i luoghi così approfonditamente, segno di ricerca e studio, è evidente sia per quanto riguarda il paese in cui è ambientato (Repubblica Slovacca), sia per i luoghi all’interno (Monastero Rosso) in un insieme prettamente gotico arrivando a farmi provare brividi di inquietudine.

L’aria era umida e gelida, il monastero era un luogo dove il tempo sembrava essersi fermato. Anche l’ossigeno era immobile e bloccato a un centinaio di anni prima, Bor poteva sentire l’odore del vecchiume e del marcio aggirarsi per i corridoi vuoti, una presenza costante e viva, in movimento e in perenne agitazione, proprio come la sua anima.”

Se nel primo abbiamo conosciuto i personaggi, l’inizio del loro amore e l’ingenuità di Asia (che odia il suo “lavoro” e che vorrebbe essere solo una ragazza normale ed avere una vita come quella di tutti dove poter uscire con gli amici e poter studiare), in R.i.p de Profundis lei cresce, prende consapevolezza di quello che è e del suo compito, del sacrificio per un bene più grande, e si trova disposta a rinunciare a quello che più desidera. Tutto questo dà una svolta molto più seria e a tratti ansiosa rispetto a R.i.p Requiescat in Pace.

Io non so quanto di questi personaggi possa rispecchiare la vita dell’autrice, ma le descrizioni delle sensazioni, del disagio, della tristezza ed anche del coraggio di affrontare tante prove sembrano talmente reali da essere parte di lei. Asia si ritrova a vivere in una terra di mezzo: per un attimo ha smesso di soffrire, era nel suo paradiso personale che le è poi stato strappato ritrovandosi nuovamente in quell’incubo che era la sua vita.

Io… mi sono svegliata e avevo male ovunque, tutto era dolore per me. Non vedevo e non ricordavo chi fossi, eppure non avevo paura. Invece ora so chi sono, tremo al solo pensiero di dover affrontare di nuovo i demoni, i morti che si destano e quello che c’è la fuori.”

E Bor è tremendamente frustrato per la paura di non trovare il modo di salvare la sua amata.

bor the rip trilogyTi salverò… no, anzi. Ti porterò indietro dalla morte, io ti ridarò la vita, o morirò nel tentativo di farlo.” La testa gli martellava. Se avesse potuto, se la sarebbe tagliata di netto.

Chiaramente non è tutto buio o grigio, ci sono parecchi momenti sereni con liti e prese in giro tra Bor e Jacob, tra Jacob ed Ewa e tra Asia e la sua migliore amica.

Allenati invece di chiacchierare di gossip con le Veggenti. Questi non sono fatti tuoi.” Jacob scoppiò a ridere senza ritegno. “Ah, ora non sono fatti miei? Tutto ciò che ha a che vedere con i Custodi e i cimiteri maledetti è anche affar mio, come tuo successore, potresti rendermi più partecipe invece che lasciarmi qui a fare la muffa.” (Bor e Jacob)

Ewa si dimostra un’amica incredibile, disposta a tutto per salvare sua “sorella”. Una di quelle persone che vorresti avere con te per sempre, che si accolla il peso di questo nuovo mondo pieno di Venator, Custodi e Veggenti che non riesce a comprendere e che la spaventa. Ma nonostante tutto rimane sempre accanto all’amica.

Io le darò il sangue per tornare a vivere e tu lo scambierai con quello che c’è nel terreno del cimitero.” (Ewa)

Quando poi Ewa conosce Jacob, il futuro Venator, iniziano le vere risate.

Bella Afrodite, per rimanere sola qui, a Cerveny’ Klàstor, non serve uscire la notte, a morire di freddo. Siamo tutti sempre soli in questo monastero. Che ci fai qui?”

Non sono affari tuoi. E non chiamarmi Afrodite o ti spezzo le gambe.”

Non posso scrivere nulla di negativo su questo romanzo. La scrittura è fluida e semplice ma mai scontata, i dialoghi e i personaggi hanno ognuno un carattere e un modo di porsi diversi. Io ho avuto la fortuna di aver iniziato a leggere la saga quando già erano disponibili i primi due capitoli. A dire la verità una mezza fortuna, poiché la fine di R.i.p. de Profundis mi ha lasciato un vuoto. Un vuoto che spero di colmare il prima possibile perché Eilan Moon fa questo: crea mondi e amici reali che vorresti non scomparissero mai.

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Recensione a cura di:

LadySnow

Editing a cura di:

Gioggi

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Pubblicato Da:

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...